{"id":133131,"date":"2013-12-18T11:10:41","date_gmt":"2013-12-18T11:10:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?p=133131"},"modified":"2015-06-15T14:29:50","modified_gmt":"2015-06-15T12:29:50","slug":"il-villaggio-dei-lombrichi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/il-villaggio-dei-lombrichi\/","title":{"rendered":"Il villaggio dei lombrichi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"320\" height=\"210\" class=\"aligncenter wp-image-136885 size-full\" title=\"Il villaggio dei lombrichi\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/bruco.jpg\" alt=\"Il villaggio dei lombrichi\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/bruco.jpg 320w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/bruco-300x196.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><br \/>\nC\u2019era una volta un villaggio di nome Lombrichetto, si trovava nelle fonde zolle di una collinetta appena sotto il bosco, gli abitanti erano lombrichi molto operosi.<br \/>\nIl centro, raccolto in una manciata di terra, aveva le strade pulite e nessuna scritta sui muri, era ben tenuto sia dagli abitanti che dall\u2019amministrazione comunale.<br \/>\nLa vita nei cunicoli sotterranei non conosceva soste, il tempo non era scandito dal giorno o dalla notte, quindi ad ogni ora si poteva andare al ristorante, magari da Luisa, una lombrica grassoccia che, se non era ai fornelli, stava sull\u2019uscio della sua cucina. Cercava refrigerio agitando vicino al muso il grembiule maculato dagli schizzi di sughi di sua invenzione.<br \/>\nAl villaggio i suoi piatti erano molto apprezzati, come pure i prodotti di Massimiliano l\u2019ortolano! Ogni giorno da lui si potevano trovare gustose leccornie: dalle radici sottolio ad insalate d\u2019ogni stagione, non mancavano mai croccanti sassolini da sgranocchiare o larve in conserva, e poi bucce di frutta macerata e bacche appassite. Certo che se dopo una grande abbuffata si faticava a smaltire le irresistibili delizie, si poteva fare una capatina da Piera l\u2019infermiera. Lei con un cucchiaio del suo rosolio riusciva a guarire sia le indigestioni che i raffreddori dei lombrichini; molto amata nel paese era anche una lombrica ostetrica e met\u00e0 della popolazione era stata aiutata da lei! Era un po\u2019 all\u2019antica e piuttosto che usare il pullman, si spostava pedalando su una biciclettona, alquanto arrugginita, che la portava sempre a destinazione.<br \/>\nLombrica Maria era la titolare di una fornitissima cartoleria, in una bacheca teneva la raccolta delle figurine dei \u201clombricatori\u201d sin dalla prima edizione, ne andava fiera perch\u00e9 le aveva ereditate dal suo trisavolo che era stato un campione a livello mondiale.<br \/>\nIn questo bellissimo paesello non poteva mancare il pi\u00f9 vecchio lombrico della comunit\u00e0, una figura simbolo, un esempio di solerzia per le nuove generazioni: Pinetto, questo il suo nome, la pelle scura e un poco ruvida dovuta al duro lavoro, conosceva a menadito tutte le viuzze del labirinto sterrato. Era un artista nello scavare gallerie lunghe anche fino a quattro metri, strisciava e inghiottiva terriccio comprese foglie e semi. Setacciava tutta la terra che gli passava dentro e il beneficio di tanto lavoro era a favore del contadino che si ritrovava il campo pi\u00f9 soffice, leggero e fertile, in grado di ricevere pi\u00f9 aria e acqua, producendo frutta e verdura con risultati eccezionali.<br \/>\nAlla scuola mancava un insegnante che sapesse tramandare l\u2019arte lavorativa, conoscitore della storia lombrica, con lezioni teorico pratiche e astuzie che salvaguardassero anche da eventuali pericoli.<br \/>\nEgli impersonava perfettamente quel ruolo e i suoi compaesani lo elessero \u201cmaestro\u201d dei lombrichini che si apprestavano a divenire adulti.<br \/>\nPinetto, un tantino emozionato, accett\u00f2 di buon cuore il suo nuovo impiego e il primo giorno di scuola aspett\u00f2 premuroso l\u2019arrivo del lombribus capeggiato da un nonno seguito da una scia di lombrichini che, orgogliosi, indossavano davantini gialli che li distinguevano da quelli rosa del lombrasilo; non appena gli scolaretti lo videro si agitarono in saluti e in una \u201cola\u201d di benvenuto.<br \/>\nUna volta giunti in classe e comodamente seduti per terra, il nostro amico inizi\u00f2 la lezione:<br \/>\n\u201cPiccoli miei, oggi vi guider\u00f2 oltre il nostro confine, sar\u00e0 una passeggiata piacevole, molto istruttiva anche se non apriremo nemmeno un libro. Prima, per\u00f2, vi voglio raccontare una storia vera &#8230;<br \/>\nTanti anni fa conobbi il Fisarmonica cos\u00ec chiamato perch\u00e9 suonava alle sagre, era un ottimo carpentiere che spesso incontravo per motivi di lavoro. Diventammo amici e ogni tanto andavo a trovarlo in periferia dove lui abitava, con la sua numerosa e bellissima famiglia, in un\u2019accogliente tunnel.<br \/>\nMa un giorno, una ruspa di quelle di ferro, gialle e con lunghi lunghi denti appuntiti, si port\u00f2 via gran parte del suo mondo. Le zolle di terra ricca di azoto, fosfati e potassio, vennero pressate dentro a sacchi plastificati che furono ammucchiati e messi in vendita, sul retro del negozio del Consorzio.<br \/>\nPer fortuna, quello che conteneva lui e tutti i suoi cari, fu subito acquistato da una signora che doveva rinvasare le viole nel giardino di casa.<br \/>\nFisarmonica non si diede per vinto e ricostru\u00ec tutto al di sotto delle profumate radici&#8230;per\u00f2 la famigliola era comunque straniera e in quel posto non conosceva davvero nessuno! Col passare del<br \/>\ntempo uscirono dalla loro abitazione, si incontrarono coi nuovi vicini che li accolsero con calore unendoli al gruppo della fattoria \u201cLombretta.\u201d<br \/>\nPinetto si allungava e si accorciava su e gi\u00f9 per la classe mentre cercava di esprimere al meglio tutto l\u2019amore che provava per il lavoro nei campi e il grande rispetto per la terra.<br \/>\n\u201cVorrei quindi portarvi in quel luogo dove il vivere \u00e8 sicuramente diverso dal nostro. Prenderemo la metropolitana cos\u00ec durante il tragitto vi spiegher\u00f2 alcune cose.<br \/>\nForza lombrichini, uscite in fila dalla porta, possibilmente senza schiamazzi.\u201d<br \/>\nUna volta partiti, Pinetto, attorniato dai suoi allievi, cominci\u00f2 la lezione che comprendeva tutte le materie possibili e inimmaginabili.<br \/>\n\u201cQualcuno vi ha mai detto che siamo creature fantastiche, speciali? Pensate un po\u2019: non abbiamo gambe ma, contraendo i muscoli, ci allunghiamo e accorciamo spostandoci; non abbiamo occhi ma distinguiamo il buio dalla luce, inoltre possiamo mangiare di tutto anche se siamo sprovvisti di denti! Non \u00e8 meraviglioso tutto ci\u00f2? E vi siete mai chiesti come facciamo a respirare senza avere i polmoni? Assorbiamo l&#8217;ossigeno che ci serve per mezzo della pelle e se qualcuno o qualcosa dovesse dividerci per met\u00e0, saremmo in grado di rigenerarci.<br \/>\nIl sole e l\u2019aria asciugano la nostra tenera pelle ed \u00e8 per questo che viviamo in terreni umidi.<br \/>\nMa la cosa pi\u00f9 straordinaria \u00e8 che Madre Terra ha bisogno di noi perch\u00e9 costruiamo strade dove l\u2019acqua arriva in profondit\u00e0, cosicch\u00e9 le piante possano affondare le loro radici assetate.<br \/>\nLo sapevate che i gas della terra cercano e trovano il budello che li porta fuori, in superficie, e in un soffio fuoriescono sotto forma di nuvolette? Il tutto grazie a noi se continueremo ad essere laboriosi!<br \/>\nVedo che state sbadigliando piccoli discoli! Non appena arriveremo alla fattoria mangeremo delle merende golosissime, offerte da \u201cLucia pasticceria\u201d.<br \/>\nAlla stazione il Fisarmonica li accolse assieme a tutto il gruppo scolastico di Lombretta, e con entusiasmo li accompagnarono a visitare i luoghi pi\u00f9 caratteristici. Il pomeriggio trascorse nel migliore dei modi tra perlustrazioni, giochi e spuntini fino a che un forte temporale invest\u00ec l\u2019aia sovrastante.<br \/>\nPurtroppo, obbedienti a una sconosciuta legge della natura, uscirono tutti dalle gallerie, trovandosi allo scoperto. In poco tempo una miriade di lombrichi, avvolti dalla fanghiglia e divertiti nel gioco del temporale, strisciavano qua e l\u00e0 senza sospettare che proprio vicino a loro, gli animali da cortile banchettavano sotto la pioggia.<br \/>\nPinetto insegu\u00ec affannato i suoi scolari esortandoli al rientro, avvisandoli del rischio di essere mangiati dalle galline ma anche dagli uccelli che non aspettavano altro nelle giornate piovose! Alla rinfusa tutti quanti cercarono le buche per mettersi in salvo, tutti, tranne Ombrina, la pi\u00f9 corta dei lombrichini. Aveva perso lo zainetto e non riuscendo pi\u00f9 a trovarlo, involontariamente si era allontanata dal gruppo mettendosi sotto l\u2019occhio lucido ed enorme di Gina, la terribile tacchina.<br \/>\nNon appena il maestro si accorse che all\u2019appello mancava la piccolina della comitiva, si lanci\u00f2 scivolando a tutta velocit\u00e0 sul fango, librandosi esattamente come una tavola da surf su una gigantesca onda e, proprio mentre i bargigli amaranto stavano solleticando la lombrichina, in un attimo la port\u00f2 in salvo.<br \/>\nUna volta al riparo tirarono un sospiro di sollievo applaudendo l\u2019ardito maestro e consolando l\u2019ingenua scolaretta.<br \/>\nNel viaggio di ritorno, Pinetto termin\u00f2 la lezione suggerendo ai suoi alunni di stare sempre uniti quando sarebbero usciti da qualsiasi tunnel!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta un villaggio di nome Lombrichetto, si trovava nelle fonde zolle di una collinetta appena sotto il bosco, gli abitanti erano lombrichi molto operosi. 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