{"id":136597,"date":"2014-03-10T09:11:02","date_gmt":"2014-03-10T09:11:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?p=136597"},"modified":"2015-06-11T16:41:15","modified_gmt":"2015-06-11T14:41:15","slug":"gugu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/gugu\/","title":{"rendered":"Gug\u00f9"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"550\" height=\"749\" class=\"aligncenter wp-image-151565 size-full\" title=\"Gug\u00f9\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/gufo.jpg\" alt=\"Gug\u00f9\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/gufo.jpg 550w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/gufo-220x300.jpg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><br \/>\nViveva sotto l&#8217;ombrello di una vecchia quercia una famigliola di gufi grigi. La mamma si chiamava Gufetta, il babbo Gufotto Gufotti e il piccolino dagli occhi grandi e stralunati si chiamava Gug\u00f9. Avevano a disposizione una bella casetta sopra quell&#8217; alberone pieno di foglie e rami alti pi\u00f9 del cielo. Tutti intorno gli alberi erano pi\u00f9 bassi e da l\u00ec si dominava davvero il mondo. Gug\u00f9 era un gufolino molto curioso e la mamma gli si raccomandava sempre di stare attento perch\u00e9 le insidie c&#8217;erano, eccome se c&#8217;erano, anche se loro stavano molto in alto. Un giorno gufolino birichino cominci\u00f2 a saltellare tra i rami, ancora non aveva mai provato a volare e faceva un po&#8217; di prove allungando le sue alette inesperte tra un ramo ed un altro. Ma da sopra un ramo bagnato fece un capitombolo sopra un altro e cominci\u00f2 a piangere. La mamma and\u00f2 a riprenderlo borbottando e sgridandolo che era stato troppo imprudente. Ma il giorno dopo punto a capo. Gug\u00f9 saltell\u00f2 sopra il solito ramo bagnato e &#8230;mammina mammina son caduto! E Gufetta con due battiti d&#8217;ali se lo riport\u00f2 nel nido e lo tenne per un po&#8217; sotto la sua calda ala.<br \/>\n&#8211; Non devi esser troppo ambizioso -, gli disse &#8211; porta pazienza, ce la farai col tempo! &#8211; Vero signora Guferoni?, chiese alla mamma di altri due gufetti che stavano due alberi pi\u00f9 in l\u00e0.<br \/>\n&#8211; Oh, s\u00ec, Gufetta ha proprio ragione, anche io coi miei Gufol\u00ec e Gufoletta ho un bel da fare sa!<br \/>\n&#8211; Mammina, cos&#8217;\u00e8 la pazienza e cos&#8217;\u00e8 il tempo? &#8211; chiese Gug\u00f9 curioso. Ma la mamma non gli rispose, chiuse gli occhi e si addorment\u00f2, lasciandolo con la sua curiosit\u00e0.<br \/>\nIl tempo, il tempo, il tempo, pazienza, pazienza &#8211; chiedeva Gug\u00f9 ogni minuto, fino a che la mamma si svegli\u00f2 con quella cantilena.<br \/>\n&#8211; Ma come fai con le orecchie! le disse un giovane picchio da qualche ramo pi\u00f9 in gi\u00f9 -.<br \/>\nRispose: &#8211; Ah, son pulcini e bisogna aver comprensione -. E poi spazientita: &#8211; E tu come fai a picchiettar tutto il giorno e non sentir confusione nel cervello! disse al picchio la mamma gufa.<br \/>\nE il picchio se ne vol\u00f2 pi\u00f9 in l\u00e0 indispettito a martellar un nuovo buco.<\/p>\n<p>Gufetto era diventato un batuffolo di piume grigie delizioso e un giorno se ne stava nella penombra quando gli svolazz\u00f2 vicino una farfallina. &#8211; E tu chi sei? &#8211; le domand\u00f2.<br \/>\n&#8211; Io son Lalla la farfalla! &#8211; e gli svolazz\u00f2 sopra al becco curvo. Lui con la zampetta si gratt\u00f2 divertito mentre guardava Lalla allontanarsi e cominci\u00f2 a ripeter saltellando: farfalla, farfala, farfalla.<br \/>\nIl giorno a seguire un nuvolone nero rimase impigliato alla vecchia quercia. Gug\u00f9 goffamente gli si avvicin\u00f2 e da curioso come era gli chiese cosa stesse facendo l\u00ec fermo. &#8211; Ah,piccolo mio &#8211; rispose &#8211; sono cos\u00ec stanco che mi voglio riposare un po&#8217; &#8211; e toss\u00ec. Ma toss\u00ec cos\u00ec forte che gli fece fare un salto che lo fece cadere dal ramo. La mamma allarmata dai suoi pigolii usc\u00ec e quando vide il nuvolone chiam\u00f2 il vento perch\u00e9 lo spostasse. Il vento Matteo stava riposandosi in fondo alla valle, spaparazzato in mezzo ai ciliegi fioriti e in men che non si dica sal\u00ec la collina e: issa, issa, issaaaa, spost\u00f2 il nuvolone grasso in mezzo al cielo, con le altre nuvole pronte per la pioggia. Altri due colpi di tosse forte e gi\u00f9 tante goccioline di acqua allegre e fresche sui prati. Dopo qualche ora, a notte fonda, Gug\u00f9 con la sua mamma uscirono dal nido, per fare le prove della vista e dell&#8217;udito. E&#8217; risaputo da tutti nel bosco che i gufi di notte hanno la vista e l&#8217;udito molto sviluppati e per questo tutti gli animaletti stanno molto attenti, specialmente i topolini. Gug\u00f9 rimase abbagliato dalla palla di cera che illuminava il cielo. Mammina cos&#8217;\u00e8 quella cosa luminosa l\u00e0 ? &#8211; E&#8217; madama Luna Gug\u00f9 ,vedrai essa diventer\u00e0 tua amica! &#8211; Ma come faremo a giocare se \u00e8 lass\u00f9, potr\u00f2 andare a casa sua a trovarla? domand\u00f2 felice il gufetto. &#8211; No, non ho detto che potrai andare a giocare su da lei, lei ti aiuter\u00e0 nei tuoi giochi da grande, solo questo! -. Si era fatto tardi e rientrarono nel nido sbadigliando.<\/p>\n<p>Un pomeriggio arriv\u00f2 mamma Guferoni coi suoi piccoli. Oh signora Gufetta che bella vista che ha lei da qua, un vero paradiso. &#8211; Oh s\u00ec, davvero bello &#8211; rispose -, con mio marito ci siamo impegnati molto e ora ne siamo felici, specialmente per Gug\u00f9 che sta imparando a volare. Ma oggi anche lei coi suoi piccoli potr\u00e0 beneficiare di questo incanto &#8211; e le due mamme gufo cominciarono ad insegnare ai piccoli a volare. &#8211; Forza ragazzi, tutti in fila, cominciamo le prove, ma attenzione a come vi fermate!-<br \/>\nGug\u00f9 prese di mira un ramo e viaaaaaa&#8230; &#8211; Oh mammina, sto volando, ma non so come girare, mammina aiutoooooooo! &#8211; e badabam, contro delle foglie. La mamma gli vol\u00f2 incontro e lo consol\u00f2: -Su, su che non \u00e8 successo nulla!-. Gufoletta, la pi\u00f9 piccola del gruppo, stava per prendere il volo quando era rimasta solo sul ramo e vide tra le foglie due occhi verdi e gialli! Se ne accorse anche la sua mamma e cominci\u00f2 a chiamarla.- Scappa Gufoletta, vola, vola piccola mia, \u00e8 il gatto selvatico, il nostro acerrimo nemico, fuggi, fuggi! -. E la gufetta prese con un respirone tutto il coraggio che non aveva e si lanci\u00f2 ad occhi chiusi e cadde tra le ali della sua mamma. Il vecchio gatto rimase a bocca asciutta sul ramo ad affilarsi le lunghe unghie. &#8211; Ah, l&#8217;hai scampata bella piccola mia, ma sei stata coraggiosissima! -. E anche gli altri gufetti le si fecero intorno acclamandola. Evviva evviva Gufoletta!<br \/>\nDa quella sera dovettero tutti cambiare alberi. Arrivarono sfiniti sopra un campanile e i piccoli si accoccolarono sotto le ali delle loro mamme.<br \/>\n&#8211; Signora Guferoni, io e il mio piccolo riprenderemo il volo domani mattina presto, per questo la saluto gi\u00e0 da ora<br \/>\n&#8211; Buona fortuna mamma Gufetta, buona fortuna, noi ci fermeremo qui -. E si addormentarono tutti.<br \/>\nVerso le sette del mattino mamma e Gug\u00f9 erano gi\u00e0 lontani dal vecchio campanile. &#8211; Mammina ho tanta fame &#8211; disse Gug\u00f9. E si fermarono a fare una bella colazione di grilli freschi in un prato, tra i fiori colorati .- Mammina mi piace questo posto perch\u00e9 non rimaniamo? chiese il gufetto.<br \/>\n&#8211; Gug\u00f9,stai diventando grande ed \u00e8 l&#8217;ora che tu te la cavi da solo, io ritorner\u00f2 alla vecchia quercia dal babbo &#8211; gli rispose.<br \/>\nGug\u00f9 rimase in silenzio, per un po&#8217;, poi fece un sospiro si nascose dentro un buco di un albero e si addorment\u00f2 e nel sonno ud\u00ec solo un piccolo schiocco in mezzo agli occhi e &#8220;ciao piccolo&#8221; della mamma. Al mattino dopo la mamma se ne era volata via. Per tutto il giorno Gug\u00f9 pens\u00f2 alla sua mamma, ma al calar della notte allung\u00f2 le sue belle ali grigie e marroni, sgran\u00f2 gli occhi e si lanci\u00f2 a catturare un topo, il primo della sua vita e pens\u00f2: me la caver\u00f2!<br \/>\nQualche sera dopo, leggermente illuminato da madama Luna, se ne stava in silenzio con un occhio aperto e uno chiuso, le orecchie tese e ad ogni minimo rumore girava il collo, qui e l\u00e0.<br \/>\nHUUU huuuuhhh, ud\u00ec. Sgran\u00f2 gli occhi e attravers\u00f2 con l&#8217;acuta vista il bosco. Quella stessa notte incroci\u00f2 i due occhioni gialli di Gufina e non si sent\u00ec pi\u00f9 solo!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viveva sotto l&#8217;ombrello di una vecchia quercia una famigliola di gufi grigi. La mamma si chiamava Gufetta, il babbo Gufotto Gufotti e il piccolino dagli occhi grandi e stralunati si chiamava Gug\u00f9. 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