{"id":142185,"date":"2014-10-13T15:23:28","date_gmt":"2014-10-13T13:23:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?p=142185"},"modified":"2014-10-13T15:23:28","modified_gmt":"2014-10-13T13:23:28","slug":"re-tuono-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/re-tuono-2\/","title":{"rendered":"Re Tuono"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/re-tuono.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"707\" height=\"707\" class=\"aligncenter wp-image-142187\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/re-tuono.jpg\" alt=\"re tuono\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/re-tuono.jpg 707w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/re-tuono-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/re-tuono-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 707px) 100vw, 707px\" \/><\/a><\/p>\n<p>C\u2019era una volta un re che aveva un vocione cos\u00ec grosso e forte che poteva essere udito a chilometri e chilometri di distanza. Quando parlava, pareva che tuonasse, perci\u00f2 lo chiamavano Re Tuono. In realt\u00e0 si chiamava Emanuele. I ministri e le persone di corte, dovendo parlare con il re tutti i giorni, diventavano sordi in poco tempo. Anche i sudditi evitavano di parlare con lui.<\/p>\n<p>Ma come difendersi da quel tono di voce? Come potevano dire a Emanuele che era lui che faceva assordare la gente? Anche perch\u00e9 il re non si rendeva minimamente conto di avere una voce cos\u00ec forte. Cos\u00ec s\u2019inventarono tutti di essere ammalati di orecchioni. Emanuele per\u00f2 pensava: \u201cPossibile che nel mio regno siano tutti ammalati?\u201d.<\/p>\n<p>Un giorno si present\u00f2 un contadino, Giacomo, per parlare con il re.<br \/>\n\u201cBeh, perch\u00e9 hai i tappi negli orecchi?\u201d<br \/>\n\u201cMaest\u00e0 soffro di orecchioni\u201d.<br \/>\nMa il re non era convinto: \u201cDimmi la verit\u00e0 o ti faccio tagliare la testa!\u201d<br \/>\n\u201cSiete voi con il vostro vocione a far assordare la gente: pensate che vi chiamano re Tuono!\u201d.<\/p>\n<p>Povero Emanuele! Fu una brutta sorpresa, ma, almeno, sapendo la verit\u00e0, avrebbe potuto correggersi.<br \/>\nProv\u00f2 a parlare a bassa voce, ma il contadino, che per la sua sincerit\u00e0 era stato nominato ministro preferito del re, gli disse: \u201cSua maest\u00e0, purtroppo non serve a nulla. Per me c\u2019\u00e8 sotto una magia, chiamiamo a corte un mago!\u201d<\/p>\n<p>Cos\u00ec, il giorno dopo, arriv\u00f2 a corte il mago Alessandro, che dopo aver studiato lo strano caso sentenzi\u00f2: \u201cMmm, certo, certo \u00e8 tutto chiaro. Dipende da un capello, un solo capello che avete in testa. Baster\u00e0 strapparlo e la vostra voce torner\u00e0 normale, ma bisogner\u00e0 strappare il capello giusto al primo tentativo, altrimenti non ci sar\u00e0 pi\u00f9 nulla da fare\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCome fare allora?\u201d, chiese preoccupato il re.<br \/>\n\u201cDovete cercare la principessa Martina, detta anche la principessa senza lingua. Solo lei potr\u00e0 trovare il capello magico\u201d.<br \/>\nIl re Emanuele mand\u00f2 Giacomo a cercare la principessa, ma cerca di qua e cerca di l\u00e0, fu tutto inutile.<\/p>\n<p>Il re era sempre pi\u00f9 triste, finch\u00e9 un giorno, nel cortile del castello, sent\u00ec una voce: \u201cPastiglie, pastiglie per la gola, chi ha voce la perder\u00e0 e a chi non ne ha, torner\u00e0!\u201d<br \/>\nEra un venditore ambulante. Il re si precipit\u00f2 in cortile, pensava si trattasse di una presa in giro: \u201cCosa fai, ti fai beffe di me?\u201d<br \/>\n\u201cNo maest\u00e0, provate le mie pastiglie\u201d.<br \/>\nIl re Emanuele ne prese una e\u2026 come per magia ,la sua voce divenne pi\u00f9 debole, ne mangi\u00f2 un\u2019altra, un\u2019altra, un\u2019altra e ancora un\u2019altra\u2026 la sua voce adesso era un sussurro, quasi non si riusciva ad udire.<\/p>\n<p>\u201cTi ringrazio, mi hai salvato dal mio vocione. Chiedi quello che vuoi e te lo dar\u00f2\u201d.<br \/>\n\u201cPranzo, cena e una stanza mia\u201d.<br \/>\n\u201cLo avrai!\u201d<br \/>\n\u201cMa come ti chiami?\u201d<br \/>\n\u201cMi chiamano il Senza-Lingua&#8230; ma come vedete per via del mio lavoro ce l\u2019ho fin troppo lunga\u201d.<\/p>\n<p>Il re da quel giorno parlava piano piano e non sopportava il tono di voce degli altri: \u201cPerch\u00e9 urlate, non c\u2019\u00e8 bisogno, parlate piano!\u201d<br \/>\nDall\u2019altra parte, quei poveri ministri e sudditi si sfinivano a cercare di ascoltare il re\u2026 dovevano stargli vicino vicino, altrimenti non si sentiva un acciderboli di niente. L\u2019unico che riusciva a capirlo era il Senza-Lingua. Tutti si chiedevano come faceva e soprattutto tutti volevano vedere la sua lingua: \u201cDai faccela vedere!\u201d.<\/p>\n<p>Senza-Lingua and\u00f2 su tutte le furie, cominci\u00f2 a piangere e si chiuse nella sua stanza.<br \/>\n\u201cPresto presto sire, dovete fare qualcosa!&#8221;, disse Giacomo, &#8220;il vostro prezioso venditore ambulante si \u00e8 chiuso in camera sua e non vuole pi\u00f9 uscire\u201d.<br \/>\nIl re Emanuele and\u00f2 a parlargli: \u201cNon prendertela, fagliela vedere questa benedetta lingua\u201d.<br \/>\nL\u2019ambulante fece per fare la linguaccia, ma la lingua cadde per terra e and\u00f2 in mille pezzi.<br \/>\n\u201cMa\u2026ma\u2026sei la principessa Martina!\u201d<\/p>\n<p>Il re le prese le mani, la fece sedere e le pos\u00f2 la testa sulle gambe. La fanciulla gli accarezz\u00f2 il capo e zac! Le strapp\u00f2 il capello magico.<br \/>\nIl re parl\u00f2 con la voce pi\u00f9 bella mai sentita, calda, dolce e profonda: \u201cGrazie principessa\u201d.<br \/>\n\u201cDi niente maest\u00e0!\u201d La principessa parlava! Non era pi\u00f9 senza lingua! Spezzando l\u2019incantesimo del re aveva sciolto anche il suo.<\/p>\n<p>E\u2019 inutile dirvi, bambini, che anche questa fiaba, come tutte quelle che parlano di re e principesse, ha il suo lieto fine e si conclude con una bella festa di matrimonio e un premio a Giacomo per la sua sincerit\u00e0. Se non avesse detto al re la verit\u00e0, Emanuele sarebbe ancora per tutti e perfino per voi il Re Tuono!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta un re che aveva un vocione cos\u00ec grosso e forte che poteva essere udito a chilometri e chilometri di distanza. Quando parlava, pareva che tuonasse, perci\u00f2 lo chiamavano Re Tuono. In realt\u00e0 si chiamava Emanuele. 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