{"id":148207,"date":"2015-02-26T14:22:50","date_gmt":"2015-02-26T12:22:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?p=148207"},"modified":"2017-10-09T16:09:14","modified_gmt":"2017-10-09T14:09:14","slug":"principe-superficiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/principe-superficiale\/","title":{"rendered":"Il Principe superficiale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/drago-550.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"550\" height=\"707\" class=\"aligncenter wp-image-148211 size-full\" title=\"Principe superficiale\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/drago-550.jpg\" alt=\"Principe superficiale\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/drago-550.jpg 550w, 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vendere: fosse stato almeno un giacimento di petrolio, gli avrebbe fruttato un bel po\u2019, ma con il mercurio, si sa, ci puoi fare giusto i termometri per misurare la febbre e, da quando Merlino aveva inventato i termometri elettronici, il prezzo di quel metallo era pure crollato.<\/p>\n<p>Insomma, il povero Anacleto re di Smidollandia, non sapeva pi\u00f9 dove sbattere la testa e non pot\u00e9 fare altro che confessare a suo figlio, il principe Adalgiso, la realt\u00e0 della triste situazione in cui versava il regno che, un giorno, avrebbe dovuto ereditare.<\/p>\n<p>Il buon Adalgiso avrebbe anche potuto essere un bravo ragazzo, se non fosse stato per quella sua mania di vestirsi sempre con ridicole tute azzurre iper-aderenti, mantello extra-lungo e cappello piumato (il tutto rigorosamente blu chiaro, o meglio azzurro come insisteva a dire lui) e se non fosse stato affetto da una fortissima allergia a qualsiasi sorta di lavoro, anche vagamente produttivo.<br \/>\n<strong>Insomma, poteva essere un re perfetto, se solo avesse ereditato un regno di questo nome, ma, purtroppo, la sua prospettiva era, ormai molto meno brillante.<\/strong><\/p>\n<p>Adalgiso accus\u00f2 il colpo, e, per qualche giorno cadde in depressione, ma poi si mise a cercare una soluzione, perch\u00e9, in fondo, era sempre stato un ottimista.<br \/>\nPurtroppo, in zona non c\u2019erano pi\u00f9 orchi da uccidere n\u00e9 fanciulle da risvegliare e i draghi erano estinti da tempo.<br \/>\nSi affid\u00f2 anche a un\u2019agenzia di collocamento, ma le offerte di lavoro, per principi azzurri purtroppo scarseggiavano in quel periodo e, francamente, qualsiasi altra professione gli sarebbe sembrata poco onorevole, quindi non se ne fece nulla.<br \/>\nFu a quel punto che ebbe un\u2019illuminazione e concep\u00ec una soluzione rappresentata, per la verit\u00e0, da una delle idee meno originali che a un principe squattrinato potessero venire in mente: <strong>sposare una principessa danarosa.<\/strong><\/p>\n<p>Re Anacleto fu entusiasta quando suo figlio gli espose il progetto e individu\u00f2 subito la candidata ideale nell\u2019erede al trono del confinante regno di Svegliolandia.<br \/>\nLa ragazza in questione era molto avvenente, era figlia unica e in famiglia, oltre a lei, restava solo la regina, sua madre che, ormai anziana, non vedeva l\u2019ora di abdicare a suo favore.<br \/>\nMa, soprattutto, era estremamente ricca, perch\u00e9 il suo reame ospitava le pi\u00f9 grandi miniere d\u2019argento nel raggio di mille leghe.<\/p>\n<p><strong>Albertina, questo era il nome della principessa, in realt\u00e0 un difetto ce l\u2019aveva e anche abbastanza grave: pareva che fosse molto intelligente e, dopo la laurea aveva addirittura fatto un master in finanza e gestione reami alla prestigiosa Universit\u00e0 di Camelot.<\/strong><br \/>\nAd Adalgiso, per la verit\u00e0, questo non piaceva per nulla, ma il patrimonio della fanciulla valeva ben qualche sacrificio.<\/p>\n<p>Purtroppo i ragazzi non avrebbero potuto essere pi\u00f9 diversi e caratterialmente meno compatibili tra loro.<br \/>\nFu quindi con qualche sorpresa del re e di suo figlio che, non appena gli ambasciatori di Smidollandia portarono la proposta di fidanzamento alla principessa di Svegliolandia, ricevettero subito una risposta positiva e<strong> la richiesta di fissare le nozze entro tre mesi.<\/strong><br \/>\nC\u2019era solo un dettaglio pi\u00f9 fastidioso che negativo da accettare: la ragazza, durante gli studi a Camelot aveva un po\u2019 assorbito le consuetudini pragmatiche e poco romantiche di quel paese, perci\u00f2, come era in uso laggi\u00f9, richiedeva la stesura di <strong>un contratto pre-matrimoniale<\/strong> che definisse impegni e obblighi dei futuri sposi.<\/p>\n<p>I legali di Smidollandia si prepararono dunque a una trattativa estenuante, nel timore che si presentasse davanti a loro una selva di clausole e tranelli, tali da annullare qualsiasi vantaggio per il loro futuro re, ma tutti restarono sorpresi per quanto si rivelarono modeste le pretese della principessa Albertina.<br \/>\nIn poche parole: il giorno stesso del matrimonio, Svegliolandia avrebbe pagato tutti i debiti di re Anacleto e Adalgiso avrebbe messo le mani sull\u2019intero patrimonio di Albertina che, in cambio, chiedeva solo che le fosse intestata da subito, come garanzia, la propriet\u00e0 di quell\u2019unico patrimonio (si fa per dire) che era rimasto alla famiglia dello sposo, ovvero <strong>quella palude che nessuno voleva comperare. <\/strong>Insomma: una richiesta pi\u00f9 simbolica che altro.<br \/>\nInoltre, nelle poche settimane di attesa delle nozze, Adalgiso non avrebbe pi\u00f9 avuto alcun problema economico, visto che, per tutto quel periodo avrebbe vissuto alla corte di Svegliolandia, trattato, sin da subito, come un futuro re.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, per il principe, le cose andarono persino meglio del previsto: ogni singolo giorno, per lui e per i suoi amici erano organizzati banchetti, balli di corte, grandi bevute e feste a non finire. Il tutto era persino allietato dalla presenza di certe ancelle di corte, molto avvenenti e amichevoli, mentre Albertina, dimostrandosi straordinariamente comprensiva, su tutto questo chiudeva un occhio, dicendo che si trattava, in fondo, di un lungo e regale addio al celibato; mentre lei si teneva in disparte, occupata com\u2019era con le prove del vestito e i preparativi per le nozze.<\/p>\n<p>Al termine del secondo mese, il principe era ormai sfiancato dai bagordi: aveva il colesterolo a 950, il fegato ingrossato come un\u2019anatra pronta a diventare una specialit\u00e0 della cucina francese e le occhiaie gli arrivavano alle ginocchia.<br \/>\nIn pi\u00f9, era anche un po\u2019 annoiato perch\u00e9 l\u2019unica cosa che non gli lasciavano fare era andare a caccia, dato che Albertina, tanto affettuosa e premurosa, non voleva che lui rischiasse di farsi del male, cadendo da cavallo, proprio prima delle nozze.<\/p>\n<p><strong>Ma lui adorava la caccia, in fondo era un principe, per bacco!<\/strong> Cos\u00ec, questo argomento fin\u00ec per essere l\u2019unica causa di screzio tra i due promessi sposi, che peraltro non avevano altre occasioni per litigare, dato che non si vedevano quasi mai.<br \/>\nQuella sera, Adalgiso, si era quasi pentito dell\u2019accaduto (non per un riguardo verso i sentimenti della principessa, dei quali, sinceramente, non gli importava nulla, ma per il timore che questa potesse cambiare idea prima delle nozze), quando l\u2019adorabile e comprensiva Albertina torn\u00f2 da lui per dirgli che, in fondo, era lei ad aver sbagliato e che lui avrebbe potuto andare a caccia quando voleva.<br \/>\nIl mattino dopo, nonostante il solito cerchio alla testa per le bevute della sera prima, il principe si sentiva inorgoglito per il potere che gi\u00e0 sentiva di poter imporre sulla volont\u00e0 della sua futura moglie e felice per l\u2019imminente battuta di caccia.<\/p>\n<p><strong>Cacciare, si, ma cosa e dove?<\/strong><br \/>\nAdalberto, infatti, non ancora aveva avuto modo di conoscere le foreste e la selvaggina del posto. Ma, proprio mentre pensava a queste difficolt\u00e0, nel giro di mezz\u2019ora ecco arrivare una dopo l\u2019altra due sorprese graditissime. Dopo innumerevoli anni,<strong> un drago era stato avvistato nel villaggio vicino e, neanche a farlo apposta, la sera prima,<\/strong> Albertina, per fargli una sorpresa, aveva fatto portare a corte il destriero e l\u2019armatura del principe, direttamente da Smidollandia.<br \/>\nInoltre, gli mandava un biglietto scritto di suo pugno che diceva: \u201c Oh mio principe, ora potrai mostrare il tuo valore a me e a tutti i tuoi futuri sudditi!\u201d. Nessun principe azzurro avrebbe potuto resistere a tanto e, infatti, lui part\u00ec, nonostante la nausea e la sua ormai pessima condizione fisica.<\/p>\n<p><strong>Inutile dire che la lotta con il drago dur\u00f2 meno di un minuto e mezzo e che del principe si ritrovarono soltanto il mantello, qualche brandello di calzamaglia e un pezzo dell\u2019elmo.<\/strong><br \/>\nLe solite male lingue dissero che qualcuno, a tradimento, aveva saldato di nascosto la spada al suo fodero e che, per questo, il povero principe non era neppure riuscito a sguainarla, ma, naturalmente erano solo pettegolezzi infondati e malevoli: fantasiose dietrologie da giornalisti cortigiani.<\/p>\n<p>Qualche settimana dopo, Albertina e la regina, sua madre, stavano brindando, con un abbondante gin-tonic,\u00a0 sul terrazzo del castello.<br \/>\nLa recente acquisizione (gratuita) della pi\u00f9 grande miniera di mercurio che ci fosse nei dintorni aveva reso il regno enormemente pi\u00f9 ricco: grazie a quello strano metallo liquido, finalmente, gli alchimisti di corte potevano raffinare l\u2019argento direttamente nei laboratori del reame, anzich\u00e9 doverlo vendere, come prima, allo stato di minerale grezzo, per un prezzo molto inferiore.<\/p>\n<p>Certo, importare di nascosto un drago (specie protetta), fingersi addolorate al funerale, consolare il mancato suocero per il suo lutto e, prima ancora, sopportare a corte per due mesi quella folla di gozzovigliatori e ubriaconi, per non parlare di tutta la complicata recita, messa in scena per quel fidanzamento: tutto questo era stato molto pesante, ma ne era valsa la pena!<\/p>\n<p><strong>Morale della fiaba: se pensi che riuscirai ad approfittarti facilmente di qualcuno a causa della sua ingenuit\u00e0, stai attento a non finire per essere tu la sua vittima.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta\u2026 un anziano re, Anacleto IV, che, tra guerre, spese della corte, tornei di cavalieri, balli in maschera e banchetti, aveva finito per dilapidare le sostanze del suo regno. 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