{"id":240881,"date":"2022-07-05T05:23:01","date_gmt":"2022-07-05T03:23:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?p=240881"},"modified":"2022-06-17T14:23:40","modified_gmt":"2022-06-17T12:23:40","slug":"la-mammadraga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/la-mammadraga\/","title":{"rendered":"La Mammadraga"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/CecconiRaccfiabe-frontBN.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"456\" class=\"aligncenter wp-image-240884 size-full\" title=\"Il raccontafiabe di Luigi Capuana\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/CecconiRaccfiabe-frontBN.jpeg\" alt=\"Il raccontafiabe di Luigi Capuana\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/CecconiRaccfiabe-frontBN.jpeg 250w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/CecconiRaccfiabe-frontBN-164x300.jpeg 164w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>C&#8217;era una volta una bambina, figlia d&#8217;un calzolaio. La madre, cullandola, le cantava sempre:<br \/>\n\u2014 Dormi, figlia Regina!\u2028 Dormi, il Reuccio arriva!<br \/>\nIl marito, battendo le suole le faceva il verso, per ridere:<br \/>\nDormi, il Reuccio arriva!\u2028 Dormi, figlia Regina!<br \/>\nLa madre, dopo pochi mesi, mor\u00ec e il calzolaio riprese subito moglie. Da prima, parve che la matrigna volesse bene alla figliastra. Spesso, accarezzandola, le diceva:<br \/>\n\u2014 Ora ti faccio un fratellino.<br \/>\n\u2014 Fratellini non ne voglio.<br \/>\n\u2014 Perch\u00e9?<br \/>\n\u2014 Perch\u00e9&#8230;<br \/>\nPass\u00f2 un anno. Vedendo che non c&#8217;era nessuna speranza di avere un figliuolo, la matrigna, indispettita, cominci\u00f2 a prendersela con la bambina. La maltrattava senza ragione, la picchiava, le faceva patire la fame. Il suo babbo le voleva bene, ma si lasciava menare pel naso da quella donna.<br \/>\n\u2014 Babbo, vostra moglie m&#8217;ha picchiato!<br \/>\n\u2014 Perch\u00e9 non la chiami mamma? Chiamala mamma.<br \/>\n\u2014 La mia mamma non \u00e8 pi\u00f9 qui.<br \/>\n\u2014 Allora, fa bene a picchiarti, figlia Regina!<br \/>\nSoleva dirle cos\u00ec.<br \/>\nUna volta la poverina era stata lasciata languire di fame un&#8217;intera giornata, e la matrigna voleva che le stesse davanti, a guardarla, mentre mangiava a due palmenti.<br \/>\n\u2014 Ogni boccone, uno stranguglione! \u2014 borbott\u00f2 la bambina.<br \/>\n\u2014 Figlia di tua madre, via di qua! Non ti voglio pi\u00f9 tra&#8217; piedi. Via di qua!<br \/>\nE, a pugni e a pedate, la cacci\u00f2 fuori di casa.<br \/>\nIl marito era andato a consegnare un paio di stivali a un avventore. Tornato in bottega, domand\u00f2:<br \/>\n\u2014 Dov&#8217;\u00e8 la bambina?<br \/>\n\u2014 A fare il chiasso, la fannullona!<br \/>\nViene la notte, e la bambina non si vede.<br \/>\n\u2014 Oh Dio! Le sar\u00e0 accaduto un malanno! Vado a cercarla.<br \/>\n\u2014 A quest&#8217;ora? Lasciamo socchiuso l&#8217;uscio di casa. Quando torna, se ne va a letto.<br \/>\nII calzolaio, che faceva sempre la volont\u00e0 della moglie, non insistette. La mattina per\u00f2, levatosi per tempo, il suo primo pensiero fu per la bambina.<br \/>\nIl letto era ancora intatto, e l&#8217;uscio socchiuso.<br \/>\n\u2014 Ah, figliolina mia! Dove sar\u00e0 mai? Vado a cercarla.<br \/>\n\u2014 Vuoi perdere la giornata? \u2014 disse quella donnaccia \u2014 Tu resta a lavorare; vado io. Vedi com&#8217;\u00e8 cattiva! Se la trovo, la picchio di santa ragione.<br \/>\nE usc\u00ec fuori.<br \/>\n\u2014 Vicine, avete visto quella bambina?<br \/>\n\u2014 Ieri andava di corsa laggi\u00f9 laggi\u00f9. Domandatene pi\u00f9 in l\u00e0.<br \/>\n\u2014 Comari, avete visto ieri una bambina che correva?<br \/>\n\u2014 Andava di corsa laggi\u00f9 laggi\u00f9. Domandatene pi\u00f9 in l\u00e0.<br \/>\n\u2014 Buona nonna, ieri avete visto passare una bambina?<br \/>\n\u2014 Che bambina o bambino? Non ho visto anima viva!<br \/>\n\u2014 Perch\u00e9 rispondete con quella vociaccia e quel visaccio, brutta strega? Vi ho detto forse qualcosa di male?<br \/>\n\u2014 Il male non l&#8217;hai detto, ma l&#8217;hai fatto. Tieni!<br \/>\nE le butt\u00f2 addosso un catino d&#8217;acqua.<br \/>\nDi donna che era, la matrigna divent\u00f2 lupa; ma lei non se n&#8217;accorgeva. Credeva di parlare e abbaiava.<br \/>\nLa gente fuggiva al solo vederla comparire.<br \/>\nTorna a casa e infila l&#8217;uscio. Il marito spaventato, comincia a tirarle addosso forme, gambali, tutto quel che gli capita sotto mano; poi, afferra un bastone, e gi\u00f9 colpi da orbo.<br \/>\n\u2014 Sono io, marito mio! Sono io, marito mio!<br \/>\nCredeva di parlare e abbaiava. Colui, che la vedeva in forma di lupa con tanto di bocca spalancata, aveva paura d&#8217;esser morsicato; e perci\u00f2 dava botte che rompevano le ossa.<br \/>\nLa donna, vista la mala parata, scapp\u00f2 a gambe levate.<br \/>\nPer le vie, la gente le correva appresso con pali, forconi, spiedi e armi d&#8217;ogni sorta.<br \/>\n\u2014 D\u00e0gli! D\u00e0gli alla lupa! D\u00e0gli!<br \/>\nTornarono addietro soltanto quando la perdettero di vista. S&#8217;era rifugiata in una tana.<br \/>\nE la bambina? Messasi a camminare sempre diritto davanti a s\u00e9, giunse all&#8217;aperta campagna. Incontr\u00f2 una vecchietta.<br \/>\n\u2014 Bambina, perch\u00e9 piangi? Dove vai?<br \/>\n\u2014 La matrigna mi ha scacciata di casa a pugni e a pedate. Vo dove mi portano i piedi; lasciatemi andare!<br \/>\n\u2014 Se t&#8217;incontrano i lupi, ti sbranano.<br \/>\n\u2014 La mia matrigna \u00e8 assai peggio dei lupi; lasciatemi andare.<br \/>\n\u2014 Dormi con me questa notte; domani all&#8217;alba andrai via.<br \/>\nLa buona vecchietta la fece entrare in casa, le di\u00e8 da mangiare e da bere, e la mise a letto.<br \/>\nLa mattina, prima che partisse, le regal\u00f2 un anellino:<br \/>\n\u2014 Tienlo sempre in dito; sar\u00e0 la tua fortuna. Quando ti trovi in qualche pericolo, di&#8217;: \u00abAnellino, aiutami tu!\u00bb. Ti aiuter\u00e0.<br \/>\nLa vecchia era una Fata, e l&#8217;anellino era fatato.<br \/>\nPoco dopo sopraggiunse la matrigna. La Fata le butt\u00f2 addosso il catino d&#8217;acqua e la cambi\u00f2 in lupa. Cammina, cammina, cammina, la povera bambina si smarr\u00ec in mezzo a un bosco. Cominciava a farsi buio, e non si vedeva faccia di cristiano.<br \/>\nDattorno, si sentivano intanto gli urli delle bestie feroci.<br \/>\n\u2014 Ora mi mangiano viva!<br \/>\nLa poverina piangeva, col viso tra le mani, seduta per terra.<br \/>\nTutt&#8217;a un tratto, ecco un calpest\u00eco tra le macchie li accosto, e un fiuto forte forte:<br \/>\n\u2014 Uh! Uh! Uh! Oh, che buon odore! Uh! Uh! Uh! Oh, che buon Odore di carne umana!.<br \/>\nNel buio s&#8217;intravvedeva una forma di persona che andava fiutando forte forte tra le erbe e le macchie:<br \/>\n\u2014 Oh, che buon odore! Uh! Uh!<br \/>\nLa poverina, le si accapponava la pelle. Si rannicchi\u00f2, dicendo sottovoce:<br \/>\n\u2014 Anellino, aiutami tu!<br \/>\nE trattenne il fiato. Quella forma nera nera le si aggirava dattorno fiutando:<br \/>\n\u2014 La sento e non la trovo! Uh! Uh!<br \/>\nFrugava rabbiosamente tra le macchie e le erbe, e tornava a fiutare. Una volta la bambina si sent\u00ec quel fiato grosso proprio su la faccia, e le si gel\u00f2 il sangue per la paura.<br \/>\n\u2014 Anellino, aiutami tu!<br \/>\n\u2014 La sento e non la trovo! \u00c8 andata via; ha lasciato qui l&#8217;odore soltanto.<br \/>\nE il calpest\u00eco si allontan\u00f2 tra le macchie e gli alberi folti.<br \/>\nFatto giorno, la bambina si rimise in cammino.<br \/>\n\u2014 Ho fame, anellino; aiutami tu!<br \/>\nGuarda davanti a s\u00e9 e scorge su l&#8217;erba una fetta di pane e un po&#8217; di cacio. Mangia, beve a una fonte e seguita a camminare. Cammina, cammina, cammina, usc\u00ec finalmente fuori dal bosco e si sent\u00ec allargare il cuore.<br \/>\nLa campagna era tutta verde; fiori di qua, fiori di l\u00e0 al due lati della strada, e in fondo una villa in cima a una collinetta, che pareva un giardino. Fatti pochi passi, vede sopra un albero un grand&#8217;uccello con le piume di mille colori.<br \/>\n\u2014 Uccello, \u00e8 questa la strada che mena lass\u00f9?<br \/>\n\u2014 S\u00ec, \u00e8 questa.<br \/>\nL\u00e0 finisce ogni dolore,\u2028Chi ci campa non ci muore.<br \/>\n\u2014 Che vuol dire?<br \/>\n\u2014 Va&#8217; e vedrai.<br \/>\nPi\u00f9 avanti incontra una scimmia che saltava da un albero all&#8217;altro. Un po&#8217; impaurita, domand\u00f2:<br \/>\n\u2014 \u00c8 questa la strada che mena lass\u00f9?<br \/>\nS\u00ec, \u00e8 questa.<br \/>\nL\u00e0 finisce ogni dolore,\u2028Chi ci campa non ci muore.<br \/>\n\u2014 Che vuol dire?<br \/>\n\u2014 Va&#8217; e vedrai.<br \/>\nDavanti il cancello della villa, trov\u00f2 una bella signora vestita di seta e d&#8217;oro con collane, braccialetti, anelli d&#8217;oro e di diamanti: un bagliore.<br \/>\n\u2014 Ben venuta, bambina! T&#8217;aspettavo.<br \/>\n\u2014 Mi conoscete?<br \/>\n\u2014 Ti conosco,<br \/>\nE nel baciarla, la tastava tutta.<br \/>\n\u2014 Che carni fresche! Che bel boccone! Vieni, vieni: questa \u00e8 casa tua.<br \/>\nE si leccava le labbra con la lingua. La bambina entr\u00f2 in sospetto:<br \/>\n\u2014 Perch\u00e9 dice: Che bel boccone? Anellino, aiutami tu!<br \/>\nE che si vide dinanzi? Invece della bella signora una brutta megera, con naso ricurvo che toccava il mento e per capelli tanti serpenti che si agitavano aggrovigliandosi, battendole sulle spalle, avvolgendosele attorno al collo. Serpenti per braccialetti, serpentelli alle dita a mo&#8217; d&#8217;anelli: e non pi\u00f9 la veste di seta e ricami d&#8217;oro, ma di strane pelli di bestie selvagge.<br \/>\nIntanto ella si trovava gi\u00e0 dentro, e colei aveva subito chiuso l&#8217;uscio a chiavistello.<br \/>\nEra una Mammadraga, che si nutriva di bambini.<br \/>\nFiguriamoci che cuore fece la poverina a quella vista!<br \/>\n\u2014 Anellino, aiutami tu!<br \/>\n\u2014 Uh! Uh! Che buon odore!<br \/>\nLa Mammadraga la fiutava tutta, ma non poteva toccarla per via dell&#8217;anellino e dalla rabbia si mordeva le labbra.<br \/>\n\u2014 Che ci hai addosso? Fammi vedere. Perch\u00e9 nascondi le mani?<br \/>\nLa bambina, tremante, le mostr\u00f2 le mani.<br \/>\n\u2014 Oh, che brutto anello! \u00c8 di rame. Te ne dar\u00f2 uno d&#8217;oro.<br \/>\n\u2014 Questo mi piace e mi basta.<br \/>\nLa Mammadraga le volt\u00f2 le spalle e la lasci\u00f2 sola.<br \/>\nDi fuori, il palazzo della Mammadraga era bellissimo; dentro per\u00f2 una spelonca, con le pareti e le v\u00f2lte tutte affumicate, e un puzzo di carne bruciacchiata che ammorbava. E su per le seggiole gatti neri che facevano le fusa, e per terra rospi che saltellavano; e sui massi sporgenti, gufi appollaiati con gli occhioni luccicanti e il becco insanguinato.<br \/>\n\u2014 Anellino, aiutami tu!<br \/>\nLa bambina, rabbrividita, si mise a girare per tutte quelle grotte affumicate, sperando di trovare una buca donde scappare. In fondo c&#8217;era un uscio, dietro cui si sentivano voci allegre di bambini che facevano chiasso. Picchi\u00f2 e l&#8217;uscio s&#8217;aperse da s\u00e9.<br \/>\nOgni notte la Mammadraga andava a rubar bambini per farsi la provvista, e li teneva chiusi l\u00ec a fine d&#8217;ingrassarli e averli pi\u00f9 saporiti quando doveva mangiarseli.<br \/>\nI bambini che non sapevano nulla, facevano il chiasso. Ogni giorno ne arrivava uno, due, talvolta tre e ne mancava sempre uno.<br \/>\nAppena videro la bambina, le furono attorno:<br \/>\n\u2014 Come ti chiami?<br \/>\n\u2014 Caterina.<br \/>\n\u2014 Facciamo il chiasso! Fa&#8217; il chiasso con noi!<br \/>\n\u2014 Ah, poveretti! La Mammadraga ci manger\u00e0!<br \/>\nI bambini si misero a strillare e si attaccarono ai panni di lei.<br \/>\n\u2014 Quando viene qui la Mammadraga, teniamoci forte per le mani. L&#8217;anellino ci aiuter\u00e0.<br \/>\nInfatti, a mezzogiorno, entr\u00f2 la Mammadraga per scegliere il bambino da divorarsi a pranzo.<br \/>\n\u2014 Bambino, vieni con me; ti porto dalla tua mamma.<br \/>\n\u2014 Anellino, aiutaci tu!<br \/>\nE, presi per mano, si strinsero tutti attorno a Caterina.<br \/>\nLa Mammadraga dalla rabbia si mordeva le labbra, si storceva le dita.<br \/>\n\u2014 Scellerata, sei tu! Vuoi farmi morire di fame!<br \/>\nMa non poteva toccarla, per via dell&#8217;anellino. E and\u00f2 via, con la spuma alla bocca, minacciando. L&#8217;anellino faceva miracoli.<br \/>\n\u2014 Anellino, abbiamo fame, aiutaci tu!<br \/>\nE avevano subito da mangiare.<br \/>\n\u2014 Anellino, vogliamo dei balocchi! Aiutaci tu!<br \/>\nE avevano subito dei balocchi.<br \/>\n\u2014 Anellino, vogliamo dei dolci! Aiutaci tu!<br \/>\nE avevano dolci d&#8217;ogni sorta. Ora che erano avvisati, appena entrava la Mammadraga, si prendevano per la mano e si afferravano ai panni della bambina.<br \/>\n\u2014 Scellerata, sei tu! Vuoi farmi morire di fame!<br \/>\nE la Mammadraga andava via, con la spuma alla bocca, minacciando. Scappare per\u00f2 non potevano. Una mattina, la Mammadraga torn\u00f2 alla sua spelonca, seguita da una lupa e la mise di guardia all&#8217;uscio della grotta dov&#8217;erano chiusi i bambini.<br \/>\nEra la matrigna di Caterina. La lupa la riconobbe, e disse alla Mammadraga:<br \/>\n\u2014 Volete l&#8217;anellino? Lasciate fare a me!<br \/>\n\u2014 Caterina, che ignorava quella trasformazione, veniva spesso davanti l&#8217;uscio a pregarla:<br \/>\n\u2014 Lupa, lupetta, lasciaci scappare!<br \/>\n\u2014 Che mi d\u00e0i?<br \/>\n\u2014 Una bella tana e pecore e polli per pasto.<br \/>\n\u2014 Me li procuro da me.<br \/>\n\u2014 Lupa, lupetta, lasciaci scappare!<br \/>\n\u2014 Che mi d\u00e0!?<br \/>\n\u2014 Quel che tu vuoi.<br \/>\n\u2014 Quell&#8217;anellino.<br \/>\n\u2014 Questo no.<br \/>\n\u2014 Allora restate tutti a morire l\u00ec.<br \/>\nCos\u00ec passarono molti mesi.<br \/>\nUna notte la bambina si mise a chiamare:<br \/>\n\u2014 Vecchina mia, dove tu sei?<br \/>\n\u2014 Eccomi.<br \/>\n\u2014 La lupa vuole quest&#8217;anellino per lasciarci scappare.<br \/>\n\u2014 Dalle quest&#8217;altro.<br \/>\nLe spieg\u00f2 come doveva fare e disparve.<br \/>\nLa mattina:<br \/>\n\u2014 Lupa, lupetta, lasciaci scappare!<br \/>\n\u2014 Che mi d\u00e0!?<br \/>\n\u2014 Quel che tu vuoi.<br \/>\n\u2014 Quell&#8217;anellino.<br \/>\nGli altri bambini s&#8217;erano gi\u00e0 presi per la mano e si tenevano attaccati forte ai panni della compagna.<br \/>\n\u2014 Tieni qui \u2014 disse Caterina.<br \/>\nLa lupa stese la zampa e la bambina le infil\u00f2 l&#8217;altro anellino in un dito.<br \/>\nE che accadde?<br \/>\nCaterina divent\u00f2 lupa lei, e tutti gli altri bambini tanti lupacchiotti, l&#8217;uno con la coda dell&#8217;altro fra i denti; il primo teneva fra i denti la coda di Caterina.<br \/>\nLa lupa invece ridivenne donna, e la bambina, lupa com&#8217;era, riconobbe in lei la matrigna.<br \/>\n\u2014 Scellerata, che m&#8217;hai fatto! Ora la Mammadraga mi manger\u00e0!<br \/>\nE and\u00f2 a rannicchiarsi nell&#8217;angolo pi\u00f9 oscuro della grotta.<br \/>\nVenne la Mammadraga:<br \/>\n\u2014 Lupa, e questi lupacchiotti?<br \/>\n\u2014 Sono miei figli; li ho partoriti stanotte.<br \/>\n\u2014 E i bambini?<br \/>\n\u2014 Se li \u00e8 divorati quella l\u00ec.<br \/>\nLa Mammadraga si slanci\u00f2 addosso alla donna e ne fece quattro bocconi. Intanto lupa e lupacchiotti stavano per scappar via. Si ud\u00ec un urlo:<br \/>\n\u2014 \u00c8 carne avvelenata! Muoio! Muoio!<br \/>\nSi voltarono e videro la Mammadraga che si rotolava per terra e dava gli ultimi tratti.<br \/>\n\u2014 Anellino, aiutaci tu!<br \/>\nRidiventati bambini, si presero allegramente per le mani e fecero un ballo attorno la Mammadraga morta, saltando e cantando:<br \/>\n\u2014 Qua finisce ogni dolore!\u2028Chi ci campa non ci muore.\u2028Chi c&#8217;\u00e8 morto, torni in vita.\u2028Mammadraga l&#8217;\u00e8 finita!<br \/>\nAndarono a guardare nella grotta accanto, dov&#8217;erano ammonticchiate tutte le ossa dei bambini che la Mammadraga s&#8217;era spolpati e videro un brulichio di ossa che si ricercavano, si riunivano, si vestivano di carne, ridiventavano bambini vivi.<br \/>\nChi c&#8217;\u00e8 morto torna in vita,\u2028 Mammadraga l&#8217;\u00e8 finita!<br \/>\n\u2014 Andate via, io debbo restar qui \u2014 disse Caterina. \u2014 Quest&#8217;anellino vi condurr\u00e0 fino a casa. Anellino aiutaci tu! E vi aiuter\u00e0.<br \/>\nSi vide uscire dalla spelonca una fila di bambini presi per mano: pareva una processione che non finiva pi\u00f9. I primi erano lontani un miglio, e gli ultimi appena a pochi passi dalla spelonca. E, andavano via cantando:<br \/>\n\u2014 Mammadraga l&#8217;\u00e8 finita!\u2028 Mammadraga l&#8217;\u00e8 finita!<br \/>\nPartiti loro, la bambina stette ad aspettare. La Fata le aveva detto quel che sarebbe avvenuto.<br \/>\nA un tratto, gran rumore, quasi la spelonca crollasse.<br \/>\nInvece la spelonca diventava un palazzo cos\u00ec magnifico, che lo stesso palazzo del Re era niente al paragone.<br \/>\nVenne l&#8217;uccello dalle piume di mille colori.<br \/>\n\u2014 Padrona, comandate. Ora la padrona siete voi.<br \/>\nVenne la scimmia, saltellando, facendo mosse buffe:<br \/>\n\u2014 Padrona, comandate. Ora la padrona siete voi.<br \/>\nE Caterina veniva servita come una Reginotta.<br \/>\nPassarono parecchi anni. Ella si era gi\u00e0 fatta una bella ragazza; ma, sola sola, in quel palazzo cominciava ad annoiarsi.<br \/>\nLa Fata le aveva detto:<br \/>\n\u2014 Devi attendere il Reuccio di Francia. Se non vien lui, non puoi uscire di qui.<br \/>\nE attendeva, stando alla finestra, guardando lontano tutti i giorni, se mai il Reuccio arrivasse. Una mattina, ecco un uomo laggi\u00f9 che prendeva la strada della collina:<br \/>\n\u2014 Sar\u00e0 il Reuccio.<br \/>\nIndoss\u00f2 i pi\u00f9 begli abiti, si orn\u00f2 delle gioie pi\u00f9 brillanti, e gli and\u00f2 incontro in cima alla scala. Invece era un povero vecchio.<br \/>\nSaliva gli scalini a stento, appoggiato a un bastone.<br \/>\n\u2014 Chi siete? Dove andate?<br \/>\n\u2014 Vo pel mondo in cerca della mia figliuola. L&#8217;ho perduta da tant&#8217;anni!<br \/>\nLei finse di non riconoscere suo padre, ma dalla contentezza, aveva le lacrime agli occhi.<br \/>\n\u2014 Mangiate, bevete, e riposatevi. La vostra figliuola non \u00e8 lontana di qui.<br \/>\n\u2014 Come lo, sapete, signora mia?<br \/>\n\u2014 Lo so.<br \/>\nIl giorno dopo, il vecchio si apprestava a partire.<br \/>\n\u2014 Non vo&#8217; chiudere quest&#8217;occhi, prima di ritrovare la mia figliuola.<br \/>\n\u2014 \u00c8 qui vicina. L&#8217;ho mandata a chiamare. Mangiate intanto, bevete; vi servo a tavola io stessa.<br \/>\nPoteva mai immaginare che la sua figliuola avesse quel palazzo e fosse cos\u00ec straricca?<br \/>\nFinalmente, una sera, ecco squilli di trombe e scalpitio di cavalli. Il Reuccio di Francia arrivava col s\u00e9guito. Si trovava a caccia in quei dintorni, e visto il palazzo in cima alla collina, aveva pensato di chiedere ospitalit\u00e0 per quella notte. Il Reuccio era di malumore. Una zingara gli aveva predetto:<br \/>\n\u2014 Sposerete la figlia d&#8217;un calzolaio!<br \/>\n\u2014 Ti si secchi la lingua!<br \/>\nE, per distrarsi del brutto presagio, andava a caccia tutti i giorni. Vedendo quella bella giovane, rimase sbalordito.<br \/>\n\u2014 Principessa, vi saluto.<br \/>\n\u2014 Non sono principessa, Reuccio.<br \/>\n\u2014 Che cosa siete?<br \/>\n\u2014 Quel che vuole il Reuccio.<br \/>\n\u2014 La mia Reginotta, qua la mano.<br \/>\n\u2014 Di l\u00e0 c&#8217;\u00e8 mio padre; chiedete il suo consenso.<br \/>\nTrovatosi a faccia a faccia con quel misero vecchio, il Reuccio si credette burlato. Pure, per curiosit\u00e0, gli domand\u00f2:<br \/>\n\u2014 Siete voi il padre di Caterina?<br \/>\n\u2014 Sono io.<br \/>\n\u2014 Io sono il Reuccio di Francia e voglio sposarla.<br \/>\n\u2014 Reuccio, non sta bene farsi beffa d&#8217;un povero vecchio! Mia figlia \u00e8 perduta e non so dove sia. La cerco invano da tant&#8217;anni.<br \/>\n\u2014 Che commedia \u00e8 questa! \u2014 esclam\u00f2 il Reuccio, sdegnato.<br \/>\nEntr\u00f2 Caterina:<br \/>\n\u2014 Dite, buon vecchio: dopo tant&#8217;anni come riconoscereste la figliuola?<br \/>\n\u2014 Ha tre n\u00e8i sotto la nuca.<br \/>\n\u2014 Come questi qui?<br \/>\nE si chin\u00f2 per farglieli vedere.<br \/>\n\u2014 Ah! Figliuola mia! Figliuola mia!<br \/>\nSi gettarono, piangendo, l&#8217;uno tra le braccia dell&#8217;altra. Il Reuccio, tutto contento, disse al vecchio:<br \/>\n\u2014 Ora manca soltanto il vostro consenso.<br \/>\n\u2014 E sposereste la figliuola d&#8217;un calzolaio?<br \/>\nIl Reuccio stup\u00ec! La zingara aveva predetto il vero.<br \/>\nLa giovane per\u00f2 era cos\u00ec bella che non c&#8217;era Reginotta al mondo da starle a paro.<br \/>\nIl calzolaio divent\u00f2 Principe, e sua figlia Reginotta.<br \/>\nDormi, figlia Regina!\u2028Dormi, il Reuccio arriva!<br \/>\nEd era arrivato davvero!<\/p>\n<h2>Fiaba detta, fiaba scritta,<br \/>\nA chi va storta, a chi va diritta.<\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta una bambina, figlia d&#8217;un calzolaio. La madre, cullandola, le cantava sempre: \u2014 Dormi, figlia Regina!\u2028 Dormi, il Reuccio arriva! Il marito, battendo le suole le faceva il verso, per ridere: Dormi, il Reuccio arriva!\u2028 Dormi, figlia Regina! La madre, dopo pochi mesi, mor\u00ec e il calzolaio riprese subito moglie. 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