{"id":250376,"date":"2025-05-28T05:51:18","date_gmt":"2025-05-28T03:51:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?p=250376"},"modified":"2025-05-13T10:02:37","modified_gmt":"2025-05-13T08:02:37","slug":"la-casetta-nel-bosco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/la-casetta-nel-bosco\/","title":{"rendered":"La casetta nel bosco"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"600\" class=\"aligncenter wp-image-250378 size-full\" title=\"La casetta nel bosco\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/casetta-nel-bosco-AI.jpeg\" alt=\"La casetta nel bosco\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/casetta-nel-bosco-AI.jpeg 600w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/casetta-nel-bosco-AI-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/casetta-nel-bosco-AI-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/>Roberta viveva in un paese di montagna nelle vicinanze di un bosco folto e pittoresco. Come la maggior parte dei suoi compaesani amava molto le sue montagne e specialmente quel bosco che era affascinante in ogni stagione. Aveva solo dieci anni ma sapeva gi\u00e0 distinguere i funghi velenosi da quelli commestibili grazie agli insegnamenti del pap\u00e0. Sapeva i nomi di tutte le specie degli alberi e degli uccelli di quel bosco e spesso l\u00ec giocava con il suo fedele cagnolino Bobbi.<\/p>\n<p>Ogni giorno per andare a scuola doveva attraversare quello che spesso definiva \u201c<strong>il mio bosco<\/strong>\u201d. La mamma si raccomandava sempre che non uscisse dal sentiero per non correre il rischio di perdersi. Roberta pensava di conoscere quella zona come le sue tasche e lo diceva alla mamma, che comunque era sempre in pensiero e preoccupata che sua figlia potesse incontrare qualche malintenzionato oppure che qualche animale pericoloso. \u201cCerto mamma, star\u00f2 attenta\u201d, la rassicurava Roberta dicendole di stare tranquilla. Ma un giorno Roberta disubbid\u00ec alla madre. Era una bella giornata di sole ed era andata nel bosco con un cesto di vimini per raccogliere i funghi. Quando era sola sapeva che doveva stare sempre vicino al sentiero, ma quel giorno c\u2019era un sole che splendeva luminoso e un\u2019aria tersa e profumata e lei, come incantata, si inoltr\u00f2 un po\u2019 troppo all\u2019interno del bosco, perdendo la cognizione del tempo.<\/p>\n<p>\u201cUccellino, come canti bene. E tu, scoiattolo, dove vai cos\u00ec di fretta? Coniglietto, sei cos\u00ec buffo. Lumaca, lumachina\u2026\u201d Le piaceva parlare con gli animali e forse li invidiava un po\u2019 perch\u00e9 in quel bosco ci vivevano. Parlando e canticchiando cos\u00ec not\u00f2 in lontananza un camino dal quale usciva del fumo. \u201cMa, c\u2019\u00e8 una <strong>casetta<\/strong> l\u00ec\u201d, si disse meravigliata. \u201cChi pu\u00f2 abitare qui, magari il guardiano del bosco?\u201d si chiese stupita. La casetta era ancora lontana. Si avvicin\u00f2 di pi\u00f9 e rimase ancora pi\u00f9 affascinata. Non aveva mai visto in vita sua una casetta cos\u00ec carina. Era fatta di legno e aveva le finestre a forma di cuore. Il tetto era di un rosso vivace e sulle pareti della casetta si arrampicava una pianta d\u2019edera rigogliosa. Intorno c\u2019era un giardino pieno di piantine profumate. \u201c\u00c8 incantevole\u201d, pens\u00f2 allegramente. \u201cSembra una casa delle fiabe. Devo vedere chi ci abita\u201d, si disse incuriosita. Si avvicin\u00f2 e sbirci\u00f2 dalla finestra, ma rimase delusa quando vide una vecchietta con un naso aquilino che stava cucinando qualcosa in un enorme pentolone. \u201cChe brutta\u201d, pens\u00f2 Roberta e poi si vergogn\u00f2 di quel pensiero. I genitori le avevano sempre spiegato che non si devono giudicare le persone dall\u2019aspetto fisico. La vecchietta la vide e Roberta imbarazzata si spost\u00f2 velocemente per nascondersi. Sapeva che non era educato sbirciare nelle case altrui. La vecchietta tir\u00f2 fuori la testa dalla finestra e le disse: \u201cDai, vieni, non aver paura. Ti faccio vedere la mia casa\u201d.<\/p>\n<p>Roberta not\u00f2 che aveva soltanto un dente in bocca. Cerc\u00f2 di nuovo di non pensare quanto fosse brutta. Le sembrava scortese non accettare l\u2019invito e in pi\u00f9 era proprio curiosa di vedere l\u2019interno di quella deliziosa casetta. Cos\u00ec accett\u00f2 ed entr\u00f2. Non vide per\u00f2 che la vecchietta aveva usato la chiave per chiudere la porta e poi l\u2019aveva infilata nella tasca del suo grembiule con discrezione. Roberta si guardava intorno. La casa aveva qualcosa di magico ma anche strano e non capiva il<br \/>\nperch\u00e9 di quell\u2019impressione. Scambi\u00f2 qualche parola con la <strong>vecchietta<\/strong>. Le spieg\u00f2 che spesso andava nel bosco a raccogliere i funghi notando che fissava il suo cesto. \u201cVa bene, ragazzina. Adesso dalli a me che mi \u00e8 venuta voglia di mangiarli&#8221;. Il suo tono di voce improvvisamente divenne scortese e Roberta si spavent\u00f2 un po\u2019. \u201cVa bene, glieli lascio volentieri, tanto io posso raccoglierli sempre\u201d, le disse. Lanci\u00f2 lo sguardo all\u2019orologio e esclam\u00f2: \u201cMa sono gi\u00e0 le cinque, dovevo essere gi\u00e0 a casa da un po&#8217;&#8221;, afferr\u00f2 la maniglia della porta per uscire ma si rese conto che era chiusa a chiave.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Dove vorresti andare, curiosona<\/strong>?\u201d disse la vecchia ridacchiando. \u201cTi presenti qui cos\u00ec all\u2019improvviso a curiosare dentro casa mia e poi vorresti andare via quando ti pare. Non si fa cos\u00ec. Qui sono io a dettare le regole\u201d. Roberta vide i titoli dei libri che erano allineati sugli scaffali. Tutti libri di magia nera, in quell\u2019attimo cap\u00ec che quella vecchietta era una strega. Se solo avesse ubbidito alla mamma! Guard\u00f2 di nuovo verso l\u2019orologio sulla parete e cap\u00ec cosa c\u2019era di sovrannaturale in quella casa. L\u2019orologio aveva occhi umani. Si muovevano a destra e a sinistra e sbattevano le ciglia. Sembrava che quegli occhi implorassero aiuto. Poi vide incredula che il tavolo aveva gambe che si muovevano e anche le sedie sembrava avessero braccia umane. Intanto la strega ridacchiava forte con un\u2019espressione maligna.<\/p>\n<p>\u201cAh, ah, ragazzina. Stai guardando i miei mobili. Una volta erano persone ma sono stati troppo curiosi, proprio come te.\u201d Roberta not\u00f2 che le pentole avevano come manici orecchie umane. Stava per svenire dalla paura. \u201cTu adesso rimani qua e finisci di prepararmi la cena. Devo andare a cercare le mie piante. Dovresti anche spolverare un po\u2019. C\u2019\u00e8 un letto per te nella stanza piccola\u201d, le ordin\u00f2 la strega. \u201cMa domani devo andare a scuola! E poi se non torno a casa verranno a cercarmi. Sanno che sono da qualche parte del bosco e il mio cagnolino mi trover\u00e0 di sicuro\u201d, le disse Roberta piangendo. \u201cHai un cane? Allora questo \u00e8 un problema. Sei pi\u00f9 sveglia di quel che credevo. I cani sanno fiutare tutto e bene. Allora c\u2019\u00e8 un cambio di programma. Tu domani dopo scuola vieni qui. Ai genitori dirai che le lezioni dureranno di pi\u00f9. Farai quello che ti dir\u00f2 di fare e poi tornerai a casa\u201d.<\/p>\n<p>Quando Roberta sent\u00ec che la strega l\u2019avrebbe lasciata andare si riprese dallo shock. \u201cVedi quei topi l\u00ec?\u201d le disse la strega indicando quattro topi nell\u2019angolo sul pavimento che Roberta non aveva notato prima. \u201cAnche loro una volta erano persone. Se fai una parola con qualcuno tu e la tua famiglia compreso il tuo cane sarete trasformati in topi\u201d. \u201cD\u2019accordo, d\u2019accordo\u201d, disse Roberta e scapp\u00f2 spaventata dimenticando il cesto con i funghi.<\/p>\n<p>Quando torn\u00f2 a casa Bobbi le salt\u00f2 addosso leccandola sul viso. La mamma e il pap\u00e0 sembravano agitati. \u201cMa Roberta, eravamo preoccupati. Come mai ci hai messo cos\u00ec tanto tempo?\u201d le chiese la mamma, sembrava pi\u00f9 un rimprovero che una domanda. \u201cMamma, c\u2019erano cos\u00ec tanti funghi, non ho resistito, continuavo a raccoglierli\u201d, disse e divent\u00f2 tutta rossa in faccia. \u201cE dov\u2019\u00e8 il cesto? Roberta, che cosa ci nascondi?\u201d. Ma Roberta non volle raccontare della strega, era troppo spaventata a causa di quei topi. Cos\u00ec disse che si era fermata con un\u2019amica a giocare nel bosco e le aveva regalato i funghi e che il cesto, glielo avrebbe restituito domani. Roberta pass\u00f2 il resto della giornata con Bobbi, che not\u00f2 la paura nei suoi occhi. Roberta dimentic\u00f2 di dire ai genitori che dal giorno dopo le lezioni sarebbero durate due ore pi\u00f9 del solito, come le aveva suggerito la strega. Era troppo impaurita e cos\u00ec il giorno successivo, dopo la scuola, si diresse nuovamente verso la casa nel bosco. \u201cBuongiorno\u201d, disse educatamente Roberta pensando che fosse meglio trattare quella megera con gentilezza. \u201cEccoti qui, curiosona. Ti stavo aspettando. Devo andare in cerca delle piante che utilizzo per le mie pozioni magiche. Ma a te che cosa interessa questo?\u201d, la strega si mise a ridere mostrando ancora una volta la sua bocca sdentata.<\/p>\n<p>\u201cMi dica che cosa devo fare. Non posso trattenermi tanto, mi cercheranno altrimenti&#8221;. \u201cHai detto ai tuoi che ti fermavi di pi\u00f9 a scuola?\u201d le chiese la strega. Non voleva avere delle sorprese. \u201cS\u00ec, s\u00ec, l\u2019ho detto\u201d, Roberta era quasi sicura di averlo fatto. \u201cBene. Adesso finisci di girare questa pozione per almeno mezz\u2019ora. Dopo spolvera tutta la casa, scopa il pavimento e rifai il mio letto. Per oggi baster\u00e0\u201d.\u201cPosso andare via dopo aver finito o devo aspettarla finch\u00e9 ritorna?\u201d le chiese Roberta. \u201cSolo quando hai finito tutto puoi andartene. Se cercherai di imbrogliarmi ricordati i topi. E poi ci rincontreremo domani alla stessa ora. Adesso devo andare, le giornate si sono accorciate\u201d, disse la strega, avviandosi verso la porta. Roberta rimase a fare quello che le aveva ordinato la strega. Gocce di sudore le scendevano lungo la fronte mentre girava la pozione che stava bollendo nel pentolone. Nel guardarsi in giro ancora intimorita venne attratta particolarmente da un libro dal titolo \u201cRompere l\u2019incantesimo\u201d. La tentazione di prenderlo e aprirlo era forte, ma si ricord\u00f2 di nuovo dei topi, non poteva rischiare cos\u00ec tanto. Continu\u00f2 a fare i mestieri sempre preoccupata e spaventata.<\/p>\n<p>Intanto a casa di Roberta i genitori e il suo cagnolino Bobbi si chiedevano come mai non fosse tornata ancora da scuola. Non era da lei tardare ancora cos\u00ec tanto. Telefonarono a qualche sua amica e scoprirono che le lezioni erano terminate da un bel po\u2019. Iniziarono a preoccuparsi pensando anche al giorno precedente quando si era comportata in modo strano. \u201cBobbi, dobbiamo andare a cercare Roberta. Tu di sicuro riesci a portarci da lei, riconosci il suo odore\u201d, gli disse il padre di Roberta. E infatti per Bobbi non fu difficile trovare quella casetta nascosta nel bosco fiutando il terreno. Avrebbe trovato la sua padroncina anche se fosse finita a migliaia di chilometri. Entrarono subito in quella casa. Roberta sobbalz\u00f2 dallo stupore. \u201cPap\u00e0, Bobbi, che cosa ci fate qui?\u201d \u201cPiuttosto tu che cosa ci fai qui?\u201d, dal tono della voce si capiva che il padre era deluso dal comportamento della figlia e molto preoccupato. \u201cPap\u00e0, non ti arrabbiare, ma dovete andarvene da qui prima che torni lei\u201d, disse singhiozzando. \u201cLei chi?\u201d chiese il padre. \u201cNon posso dirlo pap\u00e0, forse un giorno vi potr\u00f2 spiegare tutto. Vi prego andatevene\u201d, Roberta si mise a piangere. Poi il pap\u00e0 vide quei libri sulla mensola. \u201cSei finita nelle grinfie di una strega!\u201d, adesso anche lui sembrava spaventato e Bobbi abbaiava forte. \u201cAndatevene pap\u00e0, senn\u00f2 succede un disastro\u201d, continuava a piangere. \u201cNon se ne parla nemmeno. Tu vieni via da questo posto qualsiasi cosa ti abbia detto la strega.\u201d Bobbi inizi\u00f2 a tirarla per i pantaloni e il padre la afferr\u00f2 per una mano. Stavano per uscire ma all\u2019improvviso l\u2019orologio inizi\u00f2 a battere le ore cos\u00ec forte come non aveva mai fatto prima. Allora Roberta si ricord\u00f2 delle persone sotto incantesimo e anche il padre not\u00f2 gli occhi umani dell\u2019orologio.<\/p>\n<p>\u201cDiamine, che roba \u00e8 questa? Un orologio umano?\u201d Roberta gli indic\u00f2 anche il tavolo e le sedie, le pentole e i topi nell\u2019angolo. \u201cSono tutte persone, pap\u00e0.\u201d<br \/>\n\u201cAllora non possiamo abbandonarle. Ma non possiamo portarli con noi. Come si fa?\u201d Roberta gli indic\u00f2 un libro sulla mensola. Il padre lo prese e inizi\u00f2 a sfogliarlo frettolosamente. \u201cFar bollire l\u2019acqua con dieci foglie d\u2019edera e ripetere cinque volte: <strong>sciogli l\u2019incantesimo<\/strong>.\u201d \u201cCi siamo quasi, Roberta, bisogna raccogliere dieci foglie d\u2019edera\u201d. Si era accorta che al pap\u00e0 tremavano le mani. Roberta usc\u00ec e prese le foglie d\u2019edera dalla pianta che adornava la facciata della casa. Mentre l\u2019acqua nel pentolone raggiungeva l\u2019ebollizione Roberta in fretta raccont\u00f2 tutta la vicenda al pap\u00e0. \u201cAdesso non c\u2019\u00e8 tempo per i rimproveri. Dai, l\u2019acqua sta bollendo. Butta dentro le foglie e ripetiamo insieme queste parole\u201d. Mentre loro ripetevano cinque volte \u201c<strong>sciogli l\u2019incantesimo<\/strong>\u201d il cagnolino continuava ad abbaiare. All\u2019improvviso si sent\u00ec un boato e la casa si riemp\u00ec di fumo. Gli oggetti si trasformarono in persone e pure i topi.<\/p>\n<p>\u201cScappiamo, la strega pu\u00f2 tornare da un momento all\u2019altro\u201d, disse Roberta. \u201cBisognerebbe trovare il modo di renderla innocua, in caso contrario far\u00e0 ancora del male ad altre persone\u201d, disse un signore che poco prima era un tavolo. \u201cE come si fa?\u201d chiese il padre di Roberta. \u201cCi sar\u00e0 spiegato forse in quei libri. Una volta ho intravvisto il titolo di una pagina mentre lei teneva il libro e cucinava\u201d, disse una ragazza, l\u2019ex-pentola. \u201cTi ricordi che libro era?\u201d \u201cAveva una copertina marrone.\u201d<br \/>\n\u201cQui ci sono tanti libri con la copertina marrone. Vediamo, cercate tutti, svelti\u201d, li incit\u00f2 un altro signore che prima era un topo. Cos\u00ec trovarono quello di cui avevano bisogno. Dovevano sbriciolare dieci foglie di ortica e ripetere dieci volte: \u201c<strong>Strega sei stata ma un topolino sei diventata<\/strong>\u201d. \u201cPoveri noi, non troveremo mai le foglie di ortica\u201d, dissero in coro due ex-topi. Invece Roberta vide dei contenitori in vetro con all\u2019interno tanti tipi di erbe. Nonostante il bruciore<br \/>\nalle mani causato dalle ortiche, riuscirono appena in tempo a disperdere nell\u2019aria le foglie sminuzzate e a pronunciare le parole magiche perch\u00e9 si ud\u00ec la strega ritornare canticchiando: \u201cTra-la-la-la, tra-la-la\u201d. Sembrava allegra, ma appena varcata la soglia si trasform\u00f2 in un topolino e anche la sua casa svan\u00ec. Il brutto topastro scapp\u00f2 nel bosco squittendo. \u201cFinalmente siamo liberi!\u201d, dicevano i presenti. Avevano tante cose da raccontare.<\/p>\n<p>Da questa storia Roberta impar\u00f2 a <strong>non disubbidire pi\u00f9 alla mamma<\/strong> e di parlare subito ai suoi genitori se le dovesse capitare che qualcuno che la tratti male o la minacci. Riusc\u00ec a superare questa brutta esperienza perch\u00e9 aveva capito l\u2019importanza di farsi aiutare nei momenti difficili dalle persone che le sono vicine e le vogliono bene. Ora continua la sua vita allegramente tra la scuola e il bosco dove da allora va sempre in compagnia del suo fedele cagnolino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roberta viveva in un paese di montagna nelle vicinanze di un bosco folto e pittoresco. Come la maggior parte dei suoi compaesani amava molto le sue montagne e specialmente quel bosco che era affascinante in ogni stagione. 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