{"id":251290,"date":"2025-09-05T05:56:48","date_gmt":"2025-09-05T03:56:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?p=251290"},"modified":"2025-09-03T09:57:30","modified_gmt":"2025-09-03T07:57:30","slug":"il-cigno-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/il-cigno-nero\/","title":{"rendered":"Il cigno nero"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"426\" class=\"aligncenter wp-image-251295 size-full\" title=\"Il cigno nero\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/cigno-nero.jpg\" alt=\"Il cigno nero\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/cigno-nero.jpg 640w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/cigno-nero-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/>Tanto tempo fa in una famiglia di artigiani viveva un\u2019incantevole ragazza di nome Giulia. I suoi genitori realizzavano vari articoli in argilla ai quali di solito incollavano sassolini verniciati o vetri colorati. Dalle loro mani esperte uscivano bellissimi oggetti artistici di varie forme e dimensioni che vendevano ai turisti e nelle fiere d\u2019artigianato. Giulia aveva imparato sin da piccola a modellare l\u2019argilla, grazie agli insegnamenti preziosi dei genitori.<\/p>\n<p>Alla giovane ragazza piaceva andare spesso in un vicino bosco o lungo la riva di un lago dalle acque trasparenti a raccogliere i sassi per la loro attivit\u00e0. Un giorno mentre era in giro per il bosco incontr\u00f2 un bellissimo ragazzo. Inizi\u00f2 a parlare con lui e, per la prima volta in vita sua, prov\u00f2 una nuova sensazione, una specie di batticuore. Il ragazzo, che si chiamava Osvaldo, oltre a essere bello e affascinante era anche molto educato. Cos\u00ec incominci\u00f2 la loro storia d\u2019amore. Sembravano<br \/>\nfatti l\u2019uno per l\u2019altra, ma negli occhi del ragazzo Giulia riusciva a intravvedere una certa malinconia da portarla un giorno a chiedergli il motivo. Solo allora Osvaldo le rivel\u00f2 la sua vera identit\u00e0, era il principe del reame.<\/p>\n<p>Giulia sbigottita e incredula chiese perch\u00e9 non gliel\u2019avesse detto prima. \u201cIl problema \u00e8 che presto mi devo sposare\u201d, le disse sottovoce. La ragazza, sentendo quelle parole, and\u00f2 su tutte le furie. \u201cTi devi presto sposare e corteggi me. Non voglio vederti mai pi\u00f9, vergognati! E non mi interessa se sei l\u2019erede al trono o chiss\u00e0 chi. Posso almeno sapere chi \u00e8 lei?\u201d chiese alla fine trattenendo a stento le lacrime. \u201cNon lo so nemmeno io, non l\u2019hanno ancora scelta\u201d, le rispose con aria triste. \u201cChe cosa stai dicendo? Non sei tu che devi scegliere la tua sposa?\u201d domand\u00f2 allora pi\u00f9 curiosa che arrabbiata. \u201cPurtroppo, no. \u00c8 una tradizione del nostro regno. La mia famiglia sceglier\u00e0 la ragazza che si presenter\u00e0 con la corona pi\u00f9 bella in testa durante una cerimonia organizzata solo per trovare la futura sposa del principe. E questa cerimonia \u00e8 prevista per la settimana prossima\u201d.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 una cosa assurda, come puoi accettare una cosa del genere? Scegliere la moglie in base alla corona che porta in testa! Certo che voi aristocratici siete proprio strani\u201d, si sfog\u00f2 incredula. \u201cSfortunatamente non posso cambiare le regole. Naturalmente questo invito si manda solo alle famiglie dei nobili perch\u00e9 una ragazza qualunque non pu\u00f2 presentarsi con una corona in testa. Non voglio farti soffrire di pi\u00f9, Giulia. Hai ragione, \u00e8 meglio che non ci vediamo pi\u00f9, ma so soltanto<br \/>\nche ti amo da morire\u201d, le disse e se ne and\u00f2 a malincuore con un\u2019infinita tristezza negli occhi.<\/p>\n<p>Nei giorni seguenti Giulia non riusciva ad accettare di aver perso per sempre il suo amore e la sua disperazione venne notata anche dai genitori.<br \/>\n\u201cNon ho niente, sono solo un po\u2019 stanca\u201d, rispose loro cercando di minimizzare. Cos\u00ec, sempre pi\u00f9 frequentemente, si rifugiava nel bosco o raggiungeva la sponda del lago e l\u00ec, seduta tutta sola, non riusciva a trattenere le lacrime. Nel lago nuotava un cigno dalle piume nere come il carbone completamente diverso dagli altri. Quando le si avvicin\u00f2 Giulia smise di singhiozzare perch\u00e9 all\u2019improvviso il cigno si mise a parlare. \u201cLo so cosa ti angoscia, cara ragazza, \u00e8 tutto per quella maledetta corona\u201d, disse il cigno. Giulia sobbalz\u00f2 incredula. \u201cMa tu sei in grado di parlare?\u201d \u201cS\u00ec, ma ammetto che \u00e8 la prima volta da tanto tempo che parlo con qualcuno\u201d. Giulia senza pensare troppo alla stranezza di quella situazione raccont\u00f2 tutto, ma stranamente il cigno sapeva gi\u00e0 tutta la storia. \u201cAllora secondo te che cosa dovrei fare?\u201d chiese al cigno nero. \u201cPrima ti racconter\u00f2 una storia che successe tanto tempo fa&#8221;. Giulia era tutta orecchi.<\/p>\n<p>\u201cUna volta in un castello viveva una regina. Aveva tutto quello che si poteva desiderare ma la cosa che amava di pi\u00f9 al mondo era la sua preziosa corona adornata di diamanti e di altre pietre preziose. Non ne esisteva una pi\u00f9 bella e la regina ne era molto fiera. Da giovane la portava soltanto in occasioni ufficiali ma, con il passare del tempo, se ne affezion\u00f2 cos\u00ec tanto da non volerla togliere pi\u00f9 dalla sua testa. La teneva tutto il giorno nonostante il peso che a volte le provocava addirittura un terribile mal di testa. La toglieva solo quando andava a dormire per riporla sul suo comodino. Era cos\u00ec testarda che neanche il re riusc\u00ec a farle cambiare questa assurda abitudine.<\/p>\n<p>Un giorno per\u00f2 si svegli\u00f2 al mattino e non trov\u00f2 pi\u00f9 la sua corona dove l\u2019aveva lasciata, era sparita inspiegabilmente. Pi\u00f9 tardi si scopr\u00ec che qualcuno aveva fatto addormentare le guardie davanti al castello ed era riuscito a entrare nella reggia indisturbato e a portare via la corona mentre lei e il re dormivano. Si cerc\u00f2 dappertutto, nel castello e fuori, ma della corona non c\u2019era nessuna traccia. Il re annunci\u00f2 che avrebbe premiato con una somma cospicua chiunque avesse<br \/>\ndato informazioni utili al ritrovamento ma i vari tentativi non ebbero successo. La corona non venne mai pi\u00f9 ritrovata&#8221;.<\/p>\n<p>Giulia continuava ad ascoltare in silenzio dimenticandosi per un momento dei suoi problemi. Il cigno fece un sospiro profondo e continu\u00f2 a raccontare la storia.<br \/>\n\u201cIl castello in cui viveva questa regina era circondato dalla fitta vegetazione di un bosco. All\u2019interno di questo bellissimo insieme di piante, cespugli e alberi, qualcuno not\u00f2 un tiglio che era tanto diverso dagli altri, come se un manto scintillante avesse avvolto il suo tronco e rivestito la superficie delle foglie. Si sparse la voce in tutto il regno e la gente incuriosita si affollava per vedere con i propri occhi. Il tiglio giorno dopo giorno diventava sempre pi\u00f9 splendente. Furono chiamati esperti botanici e bravi scienziati, ma nessuno seppe mai dare una spiegazione concreta al perch\u00e9 quell&#8217;albero fosse cos\u00ec diverso dagli altri\u201d.<\/p>\n<p>\u201cC\u2019entra qualcosa la corona?\u201d intu\u00ec Giulia. \u201cHai indovinato, cara ragazza. Tanti anni dopo, successe che la regina di un altro regno, che era anche una conoscente della nostra testarda regina, in punto di morte forse per alleggerirsi la coscienza, confess\u00f2 che era stata lei a organizzare il furto della corona. Era cos\u00ec gelosa da incaricare due brutti ceffi che erano gi\u00e0 in prigione per furti vari, di rubarla con la promessa di una bella somma di denaro e della grazia per la loro pena che stavano scontando. I malviventi erano riusciti a ingannare le guardie addormentandole con del sonnifero e a rubare la corona che per\u00f2 non era arrivata mai alla regina. I due loschi individui le raccontarono che, euforici per aver portato a termine il compito, si erano ubriacati cos\u00ec tanto da costringerli a passare la notte in una locanda per riprendersi. Per paura che qualcun altro potesse prendere la corona avevano trovato una vanga e scavato una buca profonda sotto un albero dove nasconderla. Avevano poi ricoperto il tutto con terriccio e tante foglie, ma quando il giorno dopo erano andati a riprendere la corona non si ricordavano pi\u00f9 la posizione esatta del nascondiglio Ancora un po\u2019 ubriachi e con un forte mal di testa, cercarono e cercarono, ma non trovarono niente. Si ricordavano a malapena che la buca era vicino a un albero ma niente di pi\u00f9. Quando confessarono alla regina cosa avevano combinato, lei si infuri\u00f2 e ordin\u00f2 di rimetterli in prigione.<\/p>\n<p>Quando invece la nostra regina sent\u00ec questa storia allora cap\u00ec che sotto quel tiglio era sotterrata la sua corona, anche lei era andata una volta a vedere quella meraviglia nel bosco. Cos\u00ec chiese al re di abbattere l\u2019albero per recuperare la corona. All\u2019inizio il marito cerc\u00f2 di farle capire che non si poteva abbattere un albero secolare e cos\u00ec bello, ma lei insistette. Il re aveva un carattere debole ed era sempre accondiscendente con la moglie cos\u00ec diede ordine ai suoi collaboratori di abbattere l\u2019albero. Ma non riuscirono a togliere il ceppo nonostante tutti gli sforzi impiegati. Cos\u00ec la corona non venne mai recuperata\u201d.<\/p>\n<p>Il cigno nero si ferm\u00f2 un attimo poi prosegu\u00ec il racconto. \u201cQuella stessa notte mentre il re andava in bagno nella camera della regina dalla finestra entr\u00f2 una creatura verde. Sembrava un insolito fantasma. Prima che potesse reagire bloccata dalla paura le disse che era il protettore dei boschi e che l\u2019avrebbe trasformata in un cigno nero per l\u2019eternit\u00e0. Doveva comprendere la gravit\u00e0 di quello che aveva fatto perch\u00e9 un albero vale pi\u00f9 di un milione di corone. Ed eccomi qua\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAllora sei tu la regina che ha ordinato di abbattere l\u2019albero?\u201d chiese incredula Giulia. \u201cEsatto. Quella stessa notte mi ritrovai in questo lago a nuotare. Mio marito e i miei figli mi cercarono disperati dappertutto, li vedevo pure passare di qui, ma non volevo parlare con loro e dire la verit\u00e0. Non potevo pi\u00f9 tornare indietro, avrebbero solo sofferto di pi\u00f9 se avessero scoperto la verit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa forse c\u2019\u00e8 un modo per sciogliere l\u2019incantesimo!\u201d disse Giulia. \u201cNon mi interessa neanche. Il fatto successe tanti anni fa, tutti i miei cari sono morti da parecchio tempo ma quel ceppo \u00e8 ancora in questo bosco\u201d. \u201cQuel fatto successe proprio qui? Allora vuol dire che tu sei un\u2019antenata dell\u2019attuale re?\u201d<br \/>\ndomand\u00f2 sapendo gi\u00e0 quale sarebbe stata la risposta. \u201cInfatti. E come ho potuto capire di recente i miei discendenti sono ancora cos\u00ec fissati con queste<br \/>\ndannate corone. Bisogna mettere fine una volta per tutte a questa assurda tradizione e forse sei tu quella che pu\u00f2 cambiare le cose\u201d. \u201cIo? E come?\u201d chiese Giulia scettica. \u201cBisogna combattere sempre per il vero amore e come ho potuto vedere tu e Osvaldo vi amate veramente. Non pu\u00f2 mettervi i bastoni tra le ruote una corona. Ho pensato che potresti facilmente imbrogliarli al castello\u201d, le disse, \u201cpotresti fare una corona d\u2019argilla e pitturarla in color oro, adornarla con sassi che sembreranno pietre preziose\u201d. \u201cForse sono in grado di fare un oggetto del genere, ma io non ho nemmeno ricevuto l\u2019invito per la cerimonia\u201d, spieg\u00f2 Giulia alzando le spalle. \u201cNon ti preoccupare per l\u2019invito, vedrai che resteranno abbagliati dalla tua bellezza e non cercheranno di approfondire. Poi c\u2019\u00e8 Osvaldo che sicuramente sar\u00e0 strafelice del tuo coraggio e star\u00e0 dalla tua parte, ma non dirgli niente di me, il mio destino deve rimanere solo il nostro segreto\u201d. \u201cForse hai ragione, non voglio perderlo, torno subito a casa e mi metto al lavoro\u201d.<\/p>\n<p>Dalle mani di Giulia usc\u00ec una bellissima corona e nessuno da lontano poteva intuire che fosse di poco valore. La ragazza speranzosa si inform\u00f2 sulla data della cerimonia e si present\u00f2 al Palazzo Reale insieme ad altre ragazze di nobili origini. Quando Osvaldo la vide quasi non svenne dall\u2019emozione, ma intu\u00ec che quella corona non poteva essere in oro puro. Tutti furono colpiti dalla bellezza e dalla dolcezza di Giulia oltre che dalla sua corona scintillante e cos\u00ec fu scelta come futura sposa dell\u2019erede al trono. In poco tempo conquist\u00f2 i cuori di tutti. Non si sa se il re scopr\u00ec mai che la sua non era una vera e propria corona ma, probabilmente, dopo essere<br \/>\nvenuto a conoscenza che Giulia era figlia di bravi artigiani, intu\u00ec la verit\u00e0, ma comunque non disse mai niente.<\/p>\n<p>Gli anni passarono, Giulia e Osvaldo ebbero un figlio e una vita lunga e felice insieme. Quando il nuovo erede al trono divent\u00f2 grande e in cerca della sua sposa si parl\u00f2 ancora della cerimonia per sceglierla in base alla bellezza della corona. Giulia sugger\u00ec a Osvaldo di abolire questa tradizione e lui, convinto e d\u2019accordo con la moglie, disse deciso davanti a tutti: \u201cQuesta usanza non ha senso, ormai \u00e8 superata. Mio figlio potr\u00e0 scegliere da solo la sua sposa\u201d.<\/p>\n<p>E cos\u00ec fu. Ogni tanto Giulia passava vicino al lago dove nuotava il cigno nero che non parlava pi\u00f9 ma Giulia poteva leggere la gratitudine nei suoi occhi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tanto tempo fa in una famiglia di artigiani viveva un\u2019incantevole ragazza di nome Giulia. I suoi genitori realizzavano vari articoli in argilla ai quali di solito incollavano sassolini verniciati o vetri colorati. Dalle loro mani esperte uscivano bellissimi oggetti artistici di varie forme e dimensioni che vendevano ai turisti e nelle fiere d\u2019artigianato. 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