{"id":252416,"date":"2025-12-25T04:23:06","date_gmt":"2025-12-25T02:23:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?p=252416"},"modified":"2025-12-22T13:23:22","modified_gmt":"2025-12-22T11:23:22","slug":"una-lettera-dal-cielo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/una-lettera-dal-cielo\/","title":{"rendered":"Una lettera dal cielo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"369\" height=\"528\" class=\"aligncenter wp-image-252418 size-full\" title=\"Una lettera dal cielo\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Una-lettera-dal-cielo.png\" alt=\"Una lettera dal cielo\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Una-lettera-dal-cielo.png 369w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Una-lettera-dal-cielo-210x300.png 210w\" sizes=\"auto, (max-width: 369px) 100vw, 369px\" \/>\u201cL\u2019ho sturato, ma deve chiamarmi pi\u00f9 spesso se lo vuole completamente pulito, \u00e8 ancora abbastanza pieno di fuliggine e incrostazioni\u201d, disse lo spazzacamino al signor Massimo. \u201cMa non rischio niente adesso?\u201d chiese il signor Massimo preoccupato. \u201cNon si preoccupi, i fumi passano, non soffocher\u00e0 di certo. Quello che rischia veramente \u00e8 che Babbo Natale non riesca a passare attraverso un camino cos\u00ec stretto. Non sono sicuro neanche che la Befana ce la possa fare. Sa, siamo gi\u00e0 a dicembre\u201d, gli disse lo spazzacamino sorridendo. \u201cMa quale Babbo Natale, ormai qua non viene pi\u00f9 nessuno da un sacco di anni\u201d, disse il signor Massimo con aria triste. \u201cPerch\u00e9 \u00e8 lei che non lo desidera\u201d, lo rimprover\u00f2 lo spazzacamino. \u201cSenta, io l\u2019ho chiamata per liberarmi il camino, non per farmi fare una predica\u201d. Il signor Massimo pag\u00f2 per l\u2019intervento e rientr\u00f2 in casa pensieroso.<\/p>\n<p>Intanto nel paese di Babbo Natale si lavorava a pieno ritmo. Gli addobbi, le lettere, i regali\u2026 Gli elfi andavano ogni giorno all\u2019ufficio postale dove ritiravano i sacchi pieni di letterine che trascinavano faticosamente fino a casa di Babbo Natale. Quel giorno faceva molto freddo e soffiava il gelido Vento del Nord. Gli elfi non si erano accorti che un sacco non era chiuso bene e cos\u00ec il vento fece volare via una delle lettere. Spinta molto in alto e trasportata dal vento fece un viaggio lunghissimo. Cadde proprio davanti al cancello della casa del signor Massimo. Un passante pens\u00f2 che la lettera non fosse stata imbucata bene dal postino e quindi la raccolse e la infil\u00f2 nella cassetta della posta.<\/p>\n<p>La mattina dopo il signor Massimo come di consueto ritir\u00f2 la posta. Tra le lettere ricevute proprio quella cattur\u00f2 la sua attenzione. Era indirizzata nientemeno che a Babbo Natale. \u201cQualcuno mi sta prendendo in giro\u201d, si disse. Poi pens\u00f2 che il suo aspetto potesse ricordare Babbo Natale. Aveva la barba bianca e lunga ed era cicciottello, ma non si vestiva di rosso. Lesse il mittente, Viviana Marchi. Quel nome non gli diceva proprio niente. Poi guard\u00f2 il timbro, era di una citt\u00e0 che si trovava molto lontano dalla sua abitazione. \u201cL\u00ec non conosco nessuno\u201d, si disse stupito. Guard\u00f2 pi\u00f9 attentamente la busta e rimase di stucco. Non c\u2019era soltanto un timbro, ma due. Il secondo era di Rovaniemi, il paese di Babbo Natale. Come era possibile? Non riusciva a darsi una spiegazione. Eppure, la lettera era arrivata proprio a lui, era nella sua cassetta della posta, ma era indirizzata a Rovaniemi.<\/p>\n<p>Il primo pensiero fu di andare all\u2019ufficio postale a chiedere spiegazioni, ma poi cambi\u00f2 idea. Era sempre pieno di gente, avrebbero soltanto riso di lui. Doveva risolvere da solo quell\u2019enigma anche se a quei tempi non esistevano n\u00e9 Internet n\u00e9 telefoni cellulari. Poi decise di aprire la busta, la curiosit\u00e0 ebbe il sopravvento e forse avrebbe capito qualcosa. Avrebbe poi potuto richiuderla magari con un po\u2019 di colla oppure spiegare che l\u2019aveva aperta per sbaglio. Sono cose che succedono se ricevi tanta posta. Cos\u00ec il signor Massimo apr\u00ec la busta stando attento a non strapparla. La calligrafia era infantile. Poi lesse il contenuto e si emozion\u00f2. Era di una bambina di sette anni che desiderava una bicicletta. I genitori non erano intenzionati ancora a comprargliene una nuova, perch\u00e9 una volta era caduta e preferivano aspettare che crescesse ancora un po\u2019. Ne aveva solo una piccola con le rotelle che usava anche il suo fratellino di quattro anni. Ma lei ormai si sentiva pronta a passare alla bicicletta grande. Il signor Massimo si commosse. Gli venne in mente che in cantina aveva ancora la biciclettina di sua figlia Ida.<\/p>\n<p>\u201cOh, Ida, dove sei adesso?\u201d si chiese. Da tanto tempo cercava di non pensare a lei. Aveva dovuto sopportare una profonda delusione tanti anni prima quando se ne era andata di casa con quel ragazzo poco di buono. Era rimasto vedovo da giovane e aveva dovuto crescere la bambina da solo. Non era stato facile ma era andato tutto bene finch\u00e9 a sedici anni non aveva conosciuto quel ragazzo molto pi\u00f9 grande di lei. Si diceva che fosse stato anche in galera. Da quando aveva iniziato a frequentarlo anche lei era cambiata. Aveva smesso di studiare, iniziato a fumare e a dire parolacce. Il pap\u00e0 aveva provato a consigliarla ma lei non ne voleva<br \/>\nsapere. Cos\u00ec tra loro ci furono continui litigi finch\u00e9 Ida compiuti diciotto anni decise di andare via di casa. Il pap\u00e0 a malincuore le disse che doveva scegliere, se andava via con quel farabutto, non avrebbe pi\u00f9 voluto saperne di lei. Ma Ida scelse il ragazzo.<\/p>\n<p>Sperava sempre nel suo ritorno a casa, ma non torn\u00f2 mai pi\u00f9. Gli dissero che si era trasferita da qualche parte in America. Allora, il padre arrabbiato e offeso si costrinse a non pensare spesso a lei. Fino a quel giorno quando aveva ricevuto quella lettera.<\/p>\n<p>\u201cPotrei regalare a questa bambina la bicicletta di Ida\u201d, all\u2019improvviso gli piacque l\u2019idea. \u201cPotrei caricarla sulla macchina e fare un viaggio fino a quel paese dove abita la bambina. Potrei dormire in albergo, tanto in tutti questi anni ho solo risparmiato\u201d, gli frullavano tanti pensieri per la testa. Non ci pens\u00f2 ancora molto. Si prepar\u00f2 per quel viaggio e prese la cartina. Programm\u00f2 di fare pi\u00f9 tappe e dormire in posti diversi. Dopo alcuni giorni, finalmente arriv\u00f2 arriv\u00f2 nel paese di provenienza della lettera. Era molto stanco per il viaggio e trov\u00f2 un piccolo albergo. Forse era l\u2019unico del paese visto che era cos\u00ec piccolo. Solo allora si rese conto che mancavano due giorni a Natale.<\/p>\n<p>\u201cFa la cena della Vigilia con noi?\u201d gli chiesero alla reception dell\u2019albergo, mostrandogli il men\u00f9. Lui accett\u00f2, tanto non poteva neanche tornare subito indietro, si sentiva veramente stanco. Poi chiese informazioni sulla via dove abitava la bambina, di cognome faceva Marchi. Il giorno dopo and\u00f2 in macchina a cercare la casa della bambina e la trov\u00f2. Davanti al cancello lasci\u00f2 la bicicletta. Aveva messo un fiocco e preparato anche un bigliettino:<br \/>\n\u201cA Viviana da Babbo Natale\u201d.<\/p>\n<p>Il giorno dopo era Natale e lui si preparava per il ritorno a casa. La proprietaria dell\u2019albergo gli fece gli auguri e gli disse: \u201cIl mio collaboratore mi ha detto che ieri stava cercando la casa della mia amica Ida\u201d. Lui sobbalz\u00f2. \u201cLa madre di Viviana si chiama Ida?\u201d chiese con gli occhi sgranati. \u201cS\u00ec\u201d, gi rispose lei incuriosita e poi si rese conto che Ida e questo signore portavano lo stesso cognome. Glielo disse. Il signor Massimo si sent\u00ec tremare. \u201cMa non \u00e8 possibile, la mia Ida \u00e8 andata in America, cos\u00ec mi hanno detto\u201d. \u201cInfatti, ha conosciuto suo marito in America. Lui \u00e8 nato qua, era andato negli Stati Uniti per lavoro\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAdesso devo proprio andare\u201d, disse e pag\u00f2 il conto con le mani che gli tremavano. \u201cNon \u00e8 possibile, non \u00e8 possibile. Come ha fatto quella lettera ad arrivare a me?\u201d si chiedeva. Nel frattempo, i coniugi Marchi e i loro figli si erano svegliati. I bambini avevano trovato tanti regali sotto l\u2019albero, ma Viviana era delusa. \u201cVolevo una bicicletta\u201d, quasi piangeva. Poi il padre vide dalla finestra una bicicletta appoggiata al cancello. \u201cMa chi \u00e8 che lascia l\u00ec la bicicletta il giorno di Natale\u201d, si chiese un po\u2019 infastidito. Poi usc\u00ec e trov\u00f2 la sorpresa. \u201cViviana, guarda che cosa ti ha portato Babbo Natale\u201d, le disse balbettando. Non sapeva cosa pensare.<\/p>\n<p>Viviana faceva i salti di gioia. \u201c\u00c8 proprio la bicicletta che volevo, evviva!\u201d La mamma di Viviana guardava ammutolita la bicicletta. Il marito le disse sottovoce che non sapeva chi l\u2019avesse lasciata l\u00ec. \u201cQuella \u00e8 la M-I-A bicicletta\u201d, disse scandendo la parola \u2018mia\u2019. \u201cChe cosa vuoi dire, cara? In che senso \u00e8 tua?\u201d. \u201c\u00c8 la mia bicicletta di quando era piccola, la riconoscerei tra un milione di biciclette. Chi mai pu\u00f2 averla portata qui?\u201d \u201cSolo tuo padre\u201d, le disse il marito. \u201cMa non sa neanche dove abitiamo\u201d. \u201cFinalmente ti ha trovata. Ti ho sempre detto che dovevi riconciliarti con lui, non si pu\u00f2 essere cos\u00ec testardi\u201d. \u201cMi sono sempre vergognata, sono scappata con quel tizio che poi mi ha abbandonata in un paese che conoscevo poco. Ero disperata, meno male che poi ho conosciuto te. Mio padre aveva ragione su tutto ma non avevo la forza di ammetterlo neanche a me stessa\u201d, cerc\u00f2 di non piangere.<\/p>\n<p>Intanto i bambini allegri facevano chiasso, non si erano accorti di quella conversazione. Squill\u00f2 il telefono. Era la proprietaria dell\u2019albergo che fece gli auguri alla sua amica. Poi raccont\u00f2 dell\u2019uomo che li aveva cercati. \u201cLo so, era mio padre\u201d, le disse Ida. \u201cL\u2019avevo capito anch\u2019io\u201d, le rispose l\u2019altra. \u201cDevi riconciliarti con tuo padre. Cosa ne pensi se per l\u2019Epifania andiamo da quelle parti? Magari possiamo alloggiare in un albergo della zona e poi andiamo a salutarlo e conoscerlo\u201d.<br \/>\n\u201cAi bambini che cosa dico?\u201d \u201cChe hanno un nonno vivo e vegeto. Meglio tardi che mai\u201d. Ida si rese conto che suo marito aveva ragione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec fecero veramente quel viaggio. Ida era molto emozionata. Quando arrivarono al suo paese natale decise che voleva subito vedere il padre prima di andare in albergo. Aveva gi\u00e0 sprecato cos\u00ec tanto tempo senza di lui. Quando il padre apr\u00ec la porta e vide sua figlia la riconobbe subito anche se erano passati tanti anni<br \/>\nda quando si erano visti l\u2019ultima volta. Il loro abbraccio fu lungo e commovente. \u201cNon devi spiegarmi niente, figliola mia\u201d. Il padre cos\u00ec conobbe i suoi nipoti e il genero. Li convinse a non alloggiare in albergo, c\u2019era posto per tutti in casa sua e loro accettarono volentieri l\u2019invito.<\/p>\n<p>Il signor Massimo vide la lettera di Viviana sulla scrivania e in fretta la mise di nascosto in tasca. Il giorno dopo era l\u2019Epifania. Al mattino presto furono svegliati da strani lamenti. Sembrava provenissero dal tetto. \u201cAhi, povera me, mi sono incastrata\u201d, si sentiva urlare. Il signor Massimo usc\u00ec in giardino e rimase di stucco. C\u2019era la Befana che spuntava dal camino. Di corsa and\u00f2 nel garage a prendere la scala e la liber\u00f2. Lei scapp\u00f2 via brontolando: \u201cFaccia pulire questo camino per amor del cielo\u201d, e vol\u00f2 via sulla sua scopa magica. I bambini trovarono le calze con i dolcetti nel camino. \u201c\u00c8 arrivata la Befana, \u00e8 arrivata la Befana\u201d, gridavano eccitati e contenti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec pass\u00f2 quel periodo di feste. A Rovaniemi il Vento del Nord sorrideva. Anche quell\u2019anno aveva fatto una buona azione. Nel paese di Babbo Natale non succede niente per caso!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019ho sturato, ma deve chiamarmi pi\u00f9 spesso se lo vuole completamente pulito, \u00e8 ancora abbastanza pieno di fuliggine e incrostazioni\u201d, disse lo spazzacamino al signor Massimo. \u201cMa non rischio niente adesso?\u201d chiese il signor Massimo preoccupato. \u201cNon si preoccupi, i fumi passano, non soffocher\u00e0 di certo. 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