{"id":252601,"date":"2026-02-04T05:00:48","date_gmt":"2026-02-04T03:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?p=252601"},"modified":"2026-01-26T13:01:09","modified_gmt":"2026-01-26T11:01:09","slug":"la-nonna-marta-e-la-sua-gatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/la-nonna-marta-e-la-sua-gatta\/","title":{"rendered":"La nonna Marta e la sua gatta"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"600\" class=\"aligncenter wp-image-252602 size-full\" title=\"La nonna Marta e la sua gatta\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/gatto.png\" alt=\"La nonna Marta e la sua gatta\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/gatto.png 400w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/gatto-200x300.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/p>\n<p>Negli ultimi tempi la nonna Marta si sentiva molto triste. Una volta nella sua villetta con giardino abitava anche il figlio con la sua famiglia. Purtroppo per motivi di lavoro si era dovuto trasferire in un\u2019altra citt\u00e0. E alla nonna Marta mancavano tanto soprattutto i suoi due nipoti, Serena di cinque anni e Luca di otto. Prima quella casa sprizzava di gioia e allegria , ma adesso era vuota e triste e anche troppo grande adesso che era rimasta sola. Il figlio le aveva proposto di venderla e di trasferirsi da loro, ma lei aveva rifiutato. L\u00ec conosceva i vicini di casa e aveva due vecchie amiche nella casa di riposo che era a pochi passi di distanza. Non si pu\u00f2 spostare cos\u00ec facilmente una persona anziana!<\/p>\n<p>La nonna Marta era abbastanza in gamba per la sua et\u00e0. Si occupava da sola della casa e del giardino, cucinava, andava a fare la spesa nel vicino supermercato e ogni primo del mese andava in posta a ritirare la pensione. Andava una volta alla settimana alla casa di riposo a giocare a carte con le amiche dove aveva conosciuto altri vecchietti. Il figlio le telefonava spesso, era molto in pensiero per lei. Ma lei ogni volta lo tranquillizzava: \u201cNon ti preoccupare, figliolo, sto bene. Sono ancora autosufficiente per fortuna. Piuttosto come stanno i miei due angioletti? Mi mancano cos\u00ec tanto\u201d. Il figlio voleva che assumesse qualcuno che l\u2019aiutasse almeno nelle faccende domestiche ma lei aveva rifiutato anche questo. Non poteva stare ferma tutto il giorno e non fare niente. Anche cos\u00ec aveva fin troppo tempo libero a disposizione. Di solito dopo pranzo accendeva la televisione e guardava le sue serie preferite. Poi si dedicava al lavoro di maglia ai ferri. Per fortuna vedeva ancora abbastanza bene. Ma le serate erano un po\u2019 lunghe e in solitudine senza poter scambiare parola con qualcuno. Non voleva ammetterlo al figlio perch\u00e9 sapeva che anche per loro non era stato semplice il trasferimento. I figli avevano dovuto cambiare la scuola e l\u2019asilo e trovarsi nuovi amichetti. Luca aveva anche giocato a calcio nella squadra dell\u2019oratorio. Dicevano tutti che era proprio bravo, gli allenatori erano molto dispiaciuti quando avevano saputo che si sarebbe trasferito. Gli avevano preparato una festa d\u2019addio che era stata bella ma un po\u2019 commovente.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>La nonna Marta aveva da sempre l\u2019abitudine di lasciare fuori dal cancello della sua villetta una ciotola con il cibo per cani e gatti randagi. La riempiva ogni mattina con le crocchette oppure con gli avanzi dei suoi pasti. Un freddo giorno d\u2019inverno davanti a quella ciotola vuota trov\u00f2 un gatto tutto tremolante. Stava l\u00ec accovacciato e spaventato, senza muoversi. Non sembrava che avesse voglia di andarsene. \u201cMa guarda, che sorpresa. Bello, non avrai mica dormito qui, con questo gelo? Dai, entra, tremi tutto. Ti devi scaldare un po\u2019, cos\u00ec rischi di ammalarti\u201d, disse la nonna Marta preoccupata facendo entrare il gatto in casa. Si diede da fare per trovare una cesta e un cuscino morbido su cui fare accomodare il gatto. Il gatto si acciambell\u00f2 e si addorment\u00f2 subito. La nonna Marta prese una copertina di lana e lo copr\u00ec facendo attenzione a non svegliarlo. Lo guardava con tenerezza. Quando si svegli\u00f2 il gatto sembrava essersi ripreso. Cominci\u00f2 a guardarsi intorno incuriosito e a esplorare tutta la casa. &#8220;Tu sei una gatta, se vuoi puoi anche rimanere qua, tanto io sono tutta sola soletta\u201d, \u201cMiao\u201d, disse la gatta. \u201cQuesto lo prendo per un s\u00ec\u201d, le sorrise contenta la nonna Marta. \u201cCome potrei chiamarti, vediamo un po\u2019. Mi piace Viola, \u00e8 proprio un bel nome, tu cosa dici?\u201d \u201cMiao\u201d. \u201cVa bene, cara, vedo che andiamo subito d\u2019accordo\u201d, scherz\u00f2 con la gatta. Quel giorno la nonna Marta non usc\u00ec, tanto aveva abbastanza cibo in casa. Non voleva lasciare subito la sua nuova amica da sola. \u201cViola, Violetta, la mia micetta\u201d, sembrava proprio felice la nonna Marta quando si rivolgeva alla gatta. Non aveva pi\u00f9 quell\u2019espressione malinconica dei giorni precedenti.<\/p>\n<p>Il giorno dopo la nonna Marta usc\u00ec per andare a fare la spesa e si sbrig\u00f2 per tornare al pi\u00f9 presto possibile per non lasciare la gatta troppo tempo da sola. Ma la gatta Viola non sembrava turbata per niente, come se fosse sempre stata l\u00ec. Ormai girava liberamente per la casa e conosceva ogni angolo. La nonna Marta si rese conto che si sentiva meno triste per la prima volta da quando se ne era andato il figlio. \u201cViola, Violetta, la mia micetta, cosa vuoi mangiare oggi? Ti ho preso questo al supermercato\u201d, le riemp\u00ec la ciotola con delle crocchette. \u201cMiao, miao\u201d \u201cAllora vuol dire che approvi\u201d, sorrise divertita la nonna Marta. Intanto suon\u00f2 il telefono e lanonna Marta rispose con voce allegra e squillante. \u201cPronto, chi parla. Carlo, sei tu, amore, come stai?\u201d \u201cMamma, che bella voce che hai oggi. Che cosa \u00e8 successo, c\u2019\u00e8 qualcuno l\u00ec con te?\u201d le chiese subito. Voleva raccontargli della gatta ma all\u2019improvviso cambi\u00f2 idea. Forse lui non avrebbe approvato che ospitasse un gatto randagio. Cos\u00ec ment\u00ec: \u201cS\u00ec, hai indovinato, gioia. C\u2019\u00e8 Viola, una mia vecchia amica\u201d, fece l\u2019occhiolino alla gatta. \u201cViola, non me ne hai mai parlato, mamma. Come l\u2019hai conosciuta?\u201d \u201cAndavamo insieme a scuola\u201d, disse allegramente la nonna Marta. Il figlio sembrava contento che la mamma avesse ritrovato una vecchia amica, ma gli pareva un po\u2019 strano che non avesse mai parlato di lei. Comunque le disse che i nipoti stavano bene e pian pianino si stavano abituando alla nuova casa anche se la nonna mancava tanto anche a loro. Non vedevano l\u2019ora che arrivassero le ferie per poterla incontrare e riabbracciare.<\/p>\n<p>***<br \/>\nLa nonna Marta e la sua gatta andavano molto d\u2019accordo. Ogni giorno sembravano pi\u00f9 in sintonia. Intanto era passato il freddo inverno e la primavera era arrivata, riempiendo i giardini di boccioli e di fiori profumati e colorati. La nonna Marta e la gatta Viola passavano spesso le giornate nel giardino della loro casa. La gatta si appisolava sotto il ciliegio e passava cos\u00ec ore e ore beata. La nonna Marta si sedeva accanto a lei e sferruzzava o leggeva qualche rivista femminile. \u201cTu mi sembri ingrassata tanto nell\u2019ultimo periodo. Fai fatica anche a muoverti. Ma, guarda un po\u2019, porti dei cuccioli, cara. Me ne sono accorta solo adesso. Che tenerezza che mi fai\u201d. La gatta avrebbe presto dato alla luce dei gattini. \u201cDevo iniziare a chiedere in giro chi sarebbe contento di prenderli una volta che si possono staccare dalla mamma\u201d, disse la nonna Marta alla sua gatta. \u201cMiao\u201d \u201cQuesto per me \u00e8 un s\u00ec. Chieder\u00f2 prima ai vicini di casa visto che anche loro hanno un bel giardino\u201d. Cos\u00ec inizi\u00f2 a indagare su chi potesse essere disposto a prendere, curare e amare un gattino. Ne trov\u00f2 ben quattro interessati. La gatta era molto stanca e dormiva grande parte della giornata. La nonna Marta continuava con le sue abitudini, recandosi una volta alla settimana alla casa di riposo e raccont\u00f2 alle sue amiche della gatta. Anche loro si erano accorte che la nonna Marta sembrava molto pi\u00f9 allegra.<\/p>\n<p>***<br \/>\nNello stesso paese della nonna Marta abitava un ragazzo di ventun\u2019 anni di nome Gabriele. La vita non era stata molto generosa con lui. All\u2019et\u00e0 di dieci anni aveva perso entrambi i genitori in un incidente stradale. Tutti li conoscevano, il padre era il panettiere del paese e la mamma faceva la maestra alle scuole elementari. Dopo l\u2019incidente fu affidato alla zia paterna con la quale non andava molto d\u2019accordo. In quel periodo sembrava arrabbiato con il mondo intero. Divent\u00f2 un ragazzo ribelle, procur\u00f2 molti dispiaceri alla povera zia. Si immischi\u00f2 spesso in qualche zuffa a scuola o in giro per il paese. La zia veniva chiamata regolarmente a scuola a discutere con le maestre del suo comportamento, ma non sapeva come avrebbe potuto aiutarlo di pi\u00f9 visto che era seguito anche dagli psicologi. In pi\u00f9 anche lei non riusciva a superare la perdita del fratello e della cognata e purtroppo aveva iniziato a cercare conforto e distrazione esagerando con le bevande alcoliche. Quando comp\u00ec la maggior et\u00e0, con il dispiacere della zia, Gabriele decise di andare a vivere da solo nella casa dei genitori che non avevano mai venduto. Non si sapeva di preciso come potesse fare a mantenersi. Si sapeva che purtroppo era stato in prigione un paio di volte per piccoli furti e borseggi. Insomma, aveva intrapreso una brutta strada e annullato ogni contatto con la zia, lasciandola ancora pi\u00f9 triste e sola di prima. Gabriele prese di mira la nonna Marta. Aveva notato che da un po\u2019 di tempo viveva da sola e che ogni primo del mese andava in posta a ritirare la pensione. Elabor\u00f2 il suo piano. Le avrebbe strappato la borsetta in una via poco frequentata dove passava tornando a casa dalla posta. Non doveva essere visto da nessuno, non poteva rischiare di finire in prigione. Un paio di volte che voleva mettere in atto il suo piano aveva dovuto rimandare perch\u00e9 lei passava sempre prima dal mercato che era sempre affollato. Un giorno la nonna Marta lo riconobbe e gli chiese gentilmente se potesse aiutarla a portare la sua spesa a casa. \u201cGabriele, mi aiuteresti per favore? Ho preso troppe arance\u201d, gli chiese con cortesia. \u201cMmm\u201d, prima che potesse dire una parola la nonna Marta gli infil\u00f2 la borsa in mano. Durante il tragitto gli disse che da quando non c\u2019era pi\u00f9 suo pap\u00e0 non aveva pi\u00f9 mangiato un pane cos\u00ec buono. Lo inform\u00f2 anche che dal comune organizzavano dei corsi gratuiti per diventare panettieri. Bastava mettere una firma sulla bacheca che c\u2019era davanti al municipio. \u201cSai, mi ricordo che eri spesso in panetteria accanto al tuo pap\u00e0 quando eri piccolo. Magari hai ereditato il suo talento\u201d. Lui mise il broncio. Non gli andava di fare il sentimentale. Ma la nonna Marta scorse una lacrimuccia nei suoi occhi e si commosse. Lei conosceva bene anche la sua povera zia e voleva provare a dargli qualche consiglio utile. Chiss\u00e0, magari l\u2019avrebbe ascoltata. Cos\u00ec arrivarono fino alla casa della nonna Marta. Gabriele vide la gatta in giardino e gi\u00e0 iniziava a progettare un altro dei suoi piani. \u201cGrazie, Gabriele, sei stato molto gentile\u201d. \u201cMmm\u201d.<\/p>\n<p>***<br \/>\nTornato a casa Gabriele inizi\u00f2 a rimuginare un po\u2019. Decise che la cosa migliore per derubare la vecchia era rapire la sua gatta e ricattarla. Non sembrava una missione difficile scavalcare la recinzione del giardino e prendere la gatta. Cos\u00ec pens\u00f2 e cos\u00ec fece un giorno che la nonna Marta era uscita per la spesa. Sotto lo zerbino lasci\u00f2 un biglietto in cui c\u2019era scritto: \u201cSe vuoi indietro la tua gatta il giorno che ritiri la pensione lascia la tua borsetta in una scatola nera che vedrai in via dei Tigli angolo via dei Platani. Se parli con qualcuno la tua gatta sar\u00e0 morta!!\u201d. Una volta tornata dal supermercato la nonna Marta non vedendo subito la gatta in giardino inizi\u00f2 a cercarla in giro. Le sembr\u00f2 proprio strano, non era da lei allontanarsi proprio in questo periodo che era cos\u00ec affaticata.<\/p>\n<p>\u201cViola, Violetta, la mia micetta, ma dove sei? Ti sei nascosta, dai, vieni, non farmi prendere un colpo, sai che questi scherzetti non mi piacciono.\u201d Ma la nonna Marta aveva un brutto presentimento. La gatta in queste condizioni non avrebbe potuto scavalcare la recinzione. And\u00f2 a chiedere ai vicini di casa se qualcuno l\u2019avesse vista ma la risposta fu sempre negativa. Suon\u00f2 il telefono. \u201cCarlo, sei tu. Senti, \u00e8 successa una cosa terribile, \u00e8 sparita Viola\u201d, disse al figlio quasi piangendo. \u201cCome sparita, mamma?\u201d chiese lui stupito. \u201cEra qui prima che andassi a fare la spesa. Sono tornata e lei non c\u2019era pi\u00f9.\u201d \u201cMamma, forse se ne \u00e8 semplicemente andata\u201d, voleva tranquillizzarla il figlio. \u201cNon poteva, Carlo, \u00e8 in dolce attesa.\u201d \u201cMa, mamma!\u201d le disse il figlio preoccupato. Quando fin\u00ec la telefonata con la mamma disse alla moglie: \u201cSono molto preoccupato per la mamma. Ha un\u2019amica immaginaria che chiama Viola, dice cheandava con lei a scuola. Secondo lei \u00e8 sparita ed \u00e8 pure in dolce attesa. Povera mamma\u201d. \u201cForse dovresti avvisare il medico. Magari inizia ad avere un inizio di demenza senile. Forse le daranno un aiuto a casa, qualcuno che venga tutti i giorni a darle una mano. Per questo esistono i servizi sociali. Certo che \u00e8 triste sentire queste cose\u201d. \u201cHai ragione, prover\u00f2 a sentire il Comune\u201d. Poi la nonna Marta vide quel biglietto sotto lo zerbino e si tranquillizz\u00f2 un po\u2019. Cap\u00ec subito chi l\u2019aveva scritto e si convinse che quel ragazzo non avrebbe mai fatto del male alla sua gatta. In fondo poteva anche sacrificare una pensione per riaverla. Di sicuro non avrebbe parlato con nessuno. Mancava una settimana all\u2019arrivo della pensione e nel frattempo venivano i vicini a chiedere alla nonna Marta se avesse ritrovato la sua gatta. Lei ment\u00ec anche a loro, disse di s\u00ec. Disse la stessa cosa al figlio e rifiut\u00f2 un aiuto per i lavori domestici. \u201cMa, Carlo, non sono cos\u00ec rimbambita come credi\u201d, disse al figlio un po\u2019 offesa, \u201ce poi c\u2019\u00e8 sempre Viola con me\u201d.<\/p>\n<p>***<br \/>\nGabriele si accorse che la gatta aspettava dei gattini e si preoccup\u00f2. \u201cGattina, mi scuso se ti ho portata qui. Adesso ti trover\u00f2 un bel cuscino, vedrai che starai<br \/>\ncomoda\u201d. Gabriele era tutto tenero con la gatta, le accarezzava il pelo. Lei sembrava cos\u00ec assonnata. \u201cSai, quando ero piccolo avevo un dolcissimo cane. Ma anche lui mi ha abbandonato presto, come tutti quanti. Io sono destinato a essere sempre solo ed \u00e8 una cosa molto triste\u201d, inizi\u00f2 a confidarsi con la gatta. Lei sembr\u00f2 ascoltarlo, ma poi si addorment\u00f2. Gabriele per\u00f2 inizi\u00f2 a chiedersi cosa avrebbe fatto quando la gatta avrebbe dato alla luce i suoi piccoli. Non poteva mica chiedere a qualcuno se li voleva. Cap\u00ec che aveva fatto una stupidaggine, rapire la gatta in queste condizioni. \u201cMa non sapevo che era in dolce attesa\u201d, cerc\u00f2 di giustificarsi da solo. Non gli restava che portarla indietro di nuovo di nascosto. Cos\u00ec deciso, un giorno nascose la gatta sotto il giaccone e la rimise in giardino della nonna Marta. Gli dispiaceva un po\u2019 staccarsi da lei, ma si era convinto che era giusto cos\u00ec. Quando la nonna Marta torn\u00f2 a casa dal supermercato emise un grido di gioia vedendo la gatta di nuovo a casa. \u201cLo sapevo io che in fondo quel ragazzo non \u00e8 cattivo\u201d, disse a se stessa.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Finalmente la gatta Viola diede alla luce cinque tenerissimi gattini. Alla nonna Marta piaceva guardare come si prendeva cura di loro. Li leccava, coccolava e allattava,. Cos\u00ec passarono alcuni mesi e quando i gattini furono abbastanza grandi per poter stare senza la mamma la nonna Marta li regal\u00f2 ai vicini di casa. Ma rimaneva un gattino che non aveva ancora trovato casa. \u201cA chi potrei darlo?\u201d si chiese la nonna Marta. All\u2019improvviso le balen\u00f2 in mente un\u2019idea. \u201cQuel ragazzo con cui sei stata un paio di giorni, Viola, ti piace? Sembra un po\u2019 scorbutico ma io penso che in fondo non sia un ragazzo cattivo. Si era preso cura di te, non ti ha fatto mancare niente.\u201d \u201cMiao.\u201d \u201cIo lo prendo sempre per un s\u00ec, lo sai?\u201d \u201cMiao.\u201d \u201cAllora siamo d\u2019accordo tutte e due, cara.\u201d Cos\u00ec un giorno la nonna Marta si vest\u00ec e prese in braccio l\u2019ultimo gattino rimasto. And\u00f2 a suonare alla porta della casa di Gabriele. Lui sobbalz\u00f2 dallo stupore vedendo davanti a s\u00e9 la nonna Marta. Questa s\u00ec che era una sorpresa! \u201cGabriele, gioia. Sai che ho una gatta che ha dato alla luce cinque meravigliosi gattini. Ecco, mi \u00e8 rimasto solo quest\u2019ultimo cucciolo. Volevo regalarlo a te.\u201d Prima che potesse rispondere qualcosa la nonna Marta gli infil\u00f2 il gattino in mano. \u201cComunque, se vedi che non riesci prenderti cura di lui, sai dove trovarmi. Ma io sono sicura che riuscirai curarlo e amarlo e poi l\u2019amore che gli avrai dato ti sar\u00e0 restituito. Gli animali hanno questo dono, credimi. Io senza la mia gatta Viola non riuscirei pi\u00f9 a stare. E ricordati che sono aperte ancora le iscrizioni in comune per il corso di panettiere\u201d, aggiunse sorridendogli e se ne and\u00f2. Gabriele rimase confuso con il gattino in mano.<\/p>\n<p>***<br \/>\nUn giorno la nonna Marta tornando a casa dal supermercato pass\u00f2 davanti al comune e vide il nome di Gabriele sulla bacheca. Non disse niente ma inizi\u00f2 a canticchiare. Alcuni passanti la guardarono incuriositi ma a lei non importava. Si trattava della vita di un ragazzo giovane che forse stava prendendo la piega giusta. In pi\u00f9 non le aveva reso il gattino. Quando torn\u00f2 a casa la nonna Marta era felicissima. \u201cSai, Viola, secondo me noi dovremmo iniziare a organizzare delle feste nel nostro giardino, invitare i vicini che hanno i gatti. Cosa ne pensi?\u201d \u201cMiao.\u201d \u201cInfatti, dobbiamo un po\u2019 vivacizzare le nostre giornate, farebbe bene a tutte e due. Adesso mi metter\u00f2 a pensare come fare gli annunci. Magari possiamo organizzare delle serate danzanti, con la musica.\u201d \u201cMiao.\u201d \u201cTu sei sempre d\u2019accordo con me, Viola, Violetta, la mia micetta.\u201d Quello che la nonna Marta aveva in mente lo fece veramente. Ogni venerd\u00ec sera nel suo giardino si ballava. Arrivavano i vicini e i conoscenti accompagnati dai loro gatti. Mettevano una radio sul davanzale della finestra e si divertivano in compagnia. Queste serate ebbero molto successo, piacquero a tutti gli invitati. Ad alcuni venne l\u2019idea che si potevano alternare nell\u2019organizzare le feste per non dare troppo da fare alla nonna Marta. Una di quelle sere telefon\u00f2 il figlio. \u201cNon ti sento bene, Carlo, sei tu?\u201d \u201cMamma, che cos\u2019\u00e8 questo baccano che si sente?\u201d \u201cLa televisione, perch\u00e9 non sento bene, devo alzare tanto la voce\u201d, si invent\u00f2 la nonna Marta. \u201cPovera mamma, sempre peggio\u201d, pens\u00f2 il figlio.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Dopo qualche mese, dalla nonna Marta venne Gabriele. Aveva un\u2019espressione un po\u2019 imbarazzata. \u201cNonna Marta, ecco\u2026 io sono venuto a ringraziarla per tutto quello che ha fatto per me. Lei aveva ragione su tutto. Il gattino mi piace tanto, mi riempie le giornate e mi sembra anche che si \u00e8 affezionato a me. Sto facendo quel corso, mi sono stancato di non fare niente e poi mi piace l\u2019idea di seguire le orme del mio pap\u00e0. Mi sono riconciliato anche con la zia. Ha fatto tanto per me e poi non era mica colpa sua per quello che \u00e8 successo ai miei genitori.\u201d \u201cLo sapevo che sei un bravo ragazzo. Altrimenti non ti avrei dato il nostro gattino, ti pare?\u201d gli fece l\u2019occhiolino la nonna Marta. Quanto ti pu\u00f2 cambiare la vita un gatto randagio!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi tempi la nonna Marta si sentiva molto triste. Una volta nella sua villetta con giardino abitava anche il figlio con la sua famiglia. Purtroppo per motivi di lavoro si era dovuto trasferire in un\u2019altra citt\u00e0. 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