{"id":252604,"date":"2026-02-12T05:49:31","date_gmt":"2026-02-12T03:49:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?p=252604"},"modified":"2026-01-26T13:00:31","modified_gmt":"2026-01-26T11:00:31","slug":"lavventura-di-zeus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/lavventura-di-zeus\/","title":{"rendered":"L&#8217;avventura di Zeus"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"514\" height=\"600\" class=\"aligncenter wp-image-252607 size-full\" title=\"L'avventura di Zeus\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Cagnolino-Zeus_AI.png\" alt=\"L'avventura di Zeus\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Cagnolino-Zeus_AI.png 514w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Cagnolino-Zeus_AI-257x300.png 257w\" sizes=\"auto, (max-width: 514px) 100vw, 514px\" \/><\/p>\n<p>\u201cCosa possiamo regalare quest\u2019anno per il compleanno a Riccardo? Ho esaurito le idee, ormai ha gi\u00e0 tutto\u201d, disse la signora Stefania al marito. \u201cNon saprei nemmeno io. Un\u2019altra bicicletta o i pattini?\u201d propose il marito. \u201cMi sembra che i vestiti nuovi non lo entusiasmino.\u201d \u201cMa no, Simone, sempre le stesse cose. Vorrei qualcosa di nuovo e mi piacerebbe vederlo veramente felice per quel dono. A volte mi sembra che finga che il regalo gli piaccia veramente solo per far contenti noi. E poi, quest\u2019anno \u00e8 stato cos\u00ec bravo a scuola. Merita qualcosa di meglio.\u201d \u201cForse ci verr\u00e0 in mente qualcosa per tempo\u201d, le disse il marito. \u201cSperiamo.\u201d<\/p>\n<p>La famiglia Negri era una famiglia benestante. Vivevano in una casa a due piani con un bellissimo giardino pieno di piante e fiori. Forse la casa era fin troppo grande per sole tre persone. Il signor Simone era titolare di una grossa ditta che produceva apparecchiature medicali che venivano esportate in tutto il mondo e sua moglie Stefania invece era una stilista. Il dodicenne Riccardo era figlio unico. Era un bambino bravo e educato, molto socievole. Forse avrebbe preferito avere una sorella o un fratello, ma nella vita non sempre si pu\u00f2 scegliere.<\/p>\n<p>Un giorno di novembre i signori Negri stavano passeggiando per le vie del centro in cerca del regalo per il compleanno del figlio. Non avevano ancora le idee chiare su cosa avrebbero potuto regalargli. Mancava ormai solo un mese al suo compleanno. \u201cGuarda, Simone, che bel negozio! Che belli i vestitini per cani. Ma, guarda che meraviglia, il cappottino. E cosa sono quelle l\u00ec, babbucce?\u201d diceva entusiasta la signora Stefania. E se gli regalassimo un cane?\u201d all\u2019improvviso s\u2019illumin\u00f2 in viso. \u201cUn cane\u2026 non saprei. Non ha mai detto che vorrebbe un cane. E poi sarebbe capace di prendersi cura di lui? Io e te non abbiamo abbastanza tempo da dedicare ad un cane\u201d, le rispose il marito con un tono di rammarico nella voce. \u201cIntendevo un cagnolino piccolo, non penso che richieda cos\u00ec tanto impegno. Abbiamo un giardino grande, l\u00ec avrebbe lo spazio necessario per muoversi\u201d, gli spieg\u00f2 sua moglie. \u201cForse hai ragione. Per\u00f2 non sappiamo n\u00e9 dove si comprano n\u00e9 cosa serve d&#8217;altro.\u201d \u201cDai, entriamo in questo negozio per abbigliamento di cani. Di sicuro ci sapranno dare qualche informazione utile.\u201d \u201cHai ragione, proviamo\u201d, fu d\u2019accordo il marito. La commessa indic\u00f2 loro un negozio che vendeva cani di piccola taglia. Si vedeva che era un\u2019amante degli animali perch\u00e9 si mise a parlare a lungo del suo adorato cane Bobbi. Anche lei l\u2019aveva ricevuto da piccola come regalo ed era stato il pi\u00f9 bello della sua vita. \u201cGrazie mille, \u00e8 stata veramente gentile. Pi\u00f9 avanti avremo bisogno anche dei vestitini, naturalmente.\u201d \u201cAllora a presto\u201d.<\/p>\n<p>***<br \/>\nFaceva parecchio freddo. Le strade erano imbiancate dalla neve. Si stava avvicinando il Natale. In questo periodo il signor Fausto era pi\u00f9 malinconico del solito. \u201cCom\u2019\u00e8 potuto succedere? Una volta avevo tutto e adesso sono ridotto cos\u00ec, a dormire tra gli scatoloni di cartone\u201d, pens\u00f2 tirando su una coperta tutta sgualcita per coprirsi. Si ricord\u00f2 dei suoi Natali felici che non avrebbe pi\u00f9 avuto. Gli scapp\u00f2 una lacrima. \u201cAvevo un lavoro e una casa, una famiglia, gli amici. E adesso sono un senzatetto. Un invisibile. La gente passa e sembra infastidita dalla mia presenza. Girano la testa dall\u2019altra parte\u201d, continuava a ripensarci tristemente. Il signor Fausto lavorava una volta come operaio. Faceva le manutenzioni in una ditta ma, purtroppo, a causa di una riorganizzazione aziendale era stata presa la decisione di licenziarlo, perch\u00e9 volevano ridurre il personale. Gli dissero che la sua figura non era pi\u00f9 indispensabile per la ditta. Lui prov\u00f2 a cercare un altro posto di lavoro ma non lo trov\u00f2. Era sposato ed era sempre andato d\u2019accordo con la moglie fino al licenziamento. Ma dopo lei cambi\u00f2. Sembrava sempre insoddisfatta, voleva i soldi. Lui cerc\u00f2 di spiegarle che non era colpa sua se l\u2019avevano licenziato e che si sarebbe impegnato a trovare un altro lavoro. Ma le liti continuavano, ogni giorno di pi\u00f9. A un certo punto la moglie gli disse che voleva il divorzio, che il loro rapporto ormai era irrecuperabile. Per lui fu una grande delusione e un dispiacere enorme. Era l\u2019unica donna che aveva mai amato in vita sua. Non c\u2019era modo di farle cambiare l\u2019idea. Gli disse anche che aveva trovato un altro. La casa nella quale vivevano era stata ereditata dai genitori della moglie. Cos\u00ec lui dovette abbandonarla dopo il divorzio. I primi tempi dormiva in macchina. Non aveva avuto la forza per chiedere aiuto a parenti o amici e si chiuse in se stesso. Provava vergogna e non riusciva a reagire. Cos\u00ec tagli\u00f2 i contatti con tutti. Per lui sarebbe stato troppo umiliante chiedere aiuto. Chi sarebbe stato contento di ospitare a lungo una persona anche se si trattava di un parente o di un amico? In seguito, non riusc\u00ec a mantenere neanche quella macchina che aveva dei costi non sostenibili per un disoccupato. Cos\u00ec fin\u00ec in strada dove si trovava ancora adesso. A volte passava la giornata sulla panchina in un supermercato. L\u00ec poteva andare almeno in bagno e lavarsi un po\u2019 e osservare le persone che avevano una vita normale. I negozianti lo conoscevano ormai bene e gli lasciavano dei prodotti che erano vicini alla scadenza. Di notte qualche volta quando faceva troppo freddo andava nella sala d\u2019attesa del pronto soccorso. Ma in quel momento non ne aveva proprio voglia.<\/p>\n<p>***<br \/>\n\u201cChe bello, mamma, pap\u00e0, grazie!!!\u201d disse Riccardo facendo salti di gioia. \u201cTe lo sei meritato\u201d, gli sorrisero i genitori. \u201cCagnolino mio, come sei dolce e tenero. Ma \u00e8 tutto mio, sono io il suo padrone?\u201d chiese Riccardo. Gli occhi gli sprizzavano di gioia. \u201cCertamente.\u201d \u201cLo chiamer\u00f2 Zeus.\u201d \u201c\u00c8 un bel nome, originale.\u201d Zeus era un barboncino bianco con qualche macchiolina nera sul corpo. Sembrava un po\u2019 smarrito quel giorno, con tutta quella confusione che c\u2019era in casa. Erano presenti anche gli zii con i figli e un po\u2019 di amici di scuola. Tutti volevano accarezzare il cagnolino o tenerlo in braccio. Ma, in poco tempo, Zeus si ambient\u00f2 e con Riccardo fu subito in sintonia. Giorno dopo giorno erano sempre pi\u00f9 legati. Durante l\u2019inverno Zeus rimaneva in casa ma in primavera gli prepararono una bella cuccia in giardino. Come si divertivano lui e Riccardo a fare le corse e a giocare! I signori Negri non avevano molto tempo libero cos\u00ec era Riccardo ad occuparsi a tempo pieno del suo cagnolino. Quando il ragazzino era a scuola Zeus aspettava il suo ritorno impazientemente.<\/p>\n<p>***<br \/>\n\u201cHai prenotato anche il traghetto?\u201d chiese la moglie al marito all\u2019avvicinarsi delle vacanze estive. \u201cS\u00ec, tutto prenotato\u201d, le rispose lui. \u201cNon vedo l\u2019ora. Il lavoro mi esaurisce.\u201d \u201cAnch\u2019io sono cos\u00ec stanco. \u00c8 proprio una vacanza quello che ci vuole in questo momento.\u201d I signori Negri trascorrevano le vacanze da tanti anni in Sardegna in un residence lussuoso. Anche a Riccardo piaceva quel posto. Si era fatto anche l\u00ec degli amici. \u201cMa con il cane cosa facciamo?\u201d &#8220;Me ne ero completamente dimenticata che quest\u2019anno abbiamo anche il cane. Non possiamo portarlo con noi. Come si fa?\u201d \u201cLo so, sarebbe un po\u2019 complicato. Andare in spiaggia, al ristorante\u2026 ma a chi possiamo lasciarlo? E poi che cosa diciamo a Riccardo?\u201d \u201cLa signora che viene a bagnare i fiori potrebbe anche portare da mangiare a Zeus. Ha la sua cuccia, il giardino, \u00e8 a posto, credo. E poi di lei mi fido\u201d, propose la signora Stefania. \u201cNe sei sicura? Dobbiamo pensarci bene.\u201d<br \/>\n\u201cNon si pu\u00f2 portare dietro, di questo sono certa. Immagina se fa dei bisognini nella hall dell\u2019albergo. Che vergogna! E poi io voglio solo rilassarmi e godermi la spiaggia. \u00c8 un anno che aspetto questo momento. Sento subito se Luisa pu\u00f2 occuparsene&#8221;.<\/p>\n<p>***<br \/>\n\u201cMamma, ma deve venire anche Zeus\u201d, disse Riccardo protestando alla notizia che il suo cagnolino sarebbe rimasto a casa. \u201cRiccardo, mi spiace, ma non possiamo portarlo con noi\u201d, gli rispose la mamma. \u201cCome facciamo a viaggiare con lui sul traghetto, portarlo in albergo, in spiaggia\u2026? Sarebbe troppo complicato.\u201d \u201cMa come fa il mio amico Mattia a portare sempre con s\u00e9 in vacanza il suo cane?\u201d cercava di convincerli con gli occhi pieni di lacrime. \u201cPer loro \u00e8 diverso. Hanno una seconda casa, non vanno in albergo come noi\u201d, intervenne il pap\u00e0. \u201cMa ti prometto che l\u2019anno prossimo ci organizzeremo meglio per portare anche Zeus con noi in vacanza. Questo \u00e8 il primo anno che Zeus \u00e8 con noi e siamo un po\u2019 inesperti. Vedrai che non gli mancher\u00e0 niente. Ci sar\u00e0 la signora Luisa che si occuper\u00e0 di lui.\u201d<\/p>\n<p>***<br \/>\n\u201cFranco, a me quel cane fa cos\u00ec pena\u201d, disse la signora Luisa al marito. \u201cMa si pu\u00f2 partire cos\u00ec lasciando un cane da solo a casa? Che teste!\u201d La signora Luisa andava tutti i giorni a bagnare i fiori nel giardino dei signori Negri e guardava con<br \/>\ncompassione quel cagnolino che sembrava cos\u00ec impaurito. Stava l\u00ec, dentro la cuccia, tutto il giorno. A volta non mangiava neanche quello che gli lasciava nella sua ciotolina. \u201cNon ti preoccupare, torneranno presto\u201d, a volte gli parlava per consolarlo. La signora Luisa non aveva notato che Zeus stava scavando una buca sotto la siepe.<\/p>\n<p>***<br \/>\nIl signor Fausto sembrava stanco. Faceva troppo caldo. Non si sa se per lui era peggio d\u2019inverno quando si gelava o d\u2019estate quando gli girava la testa per il sole cocente. Ma pi\u00f9 di tutto gli pesava la solitudine. Non parlava con nessuno da tanto tempo, tranne qualche \u201cgrazie\u201d a quelli che gli offrivano una monetina oppure agli addetti del supermercato che gli regalavano spesso qualcosa. Era stanco della vita. Assorto nei suoi cupi pensieri vide un cagnolino che gli si stava avvicinando. \u201cMa guarda, tu chi sei? Bello, vieni, non aver paura\u201d, gli si illuminarono gli occhi per la prima volta da quando si era trovato in quella condizione di uomo invisibile. Guardava questo cagnolino che aveva un\u2019aria triste come lui. \u201cVediamo qui, hai un collare. Allora non sei un cane randagio. Zeus, che bel nome. Come il Dio greco, il capo dell\u2019Olimpo. Sai, a me \u00e8 piaciuta sempre la mitologia greca. Afrodite, Poseidone, Apollo, storie affascinanti\u201d, il signor Fausto si rese conto di quanto poteva essere bello parlare di nuovo con qualcuno anche se si trattava di un cane. Zeus gli si avvicin\u00f2 e si rannicchi\u00f2 al suo fianco.<\/p>\n<p>\u201cDi sicuro ti stanno gi\u00e0 cercando. Ti sei perso, come \u00e8 potuto succedere? Sai, quando ero un ragazzo anch\u2019io avevo un cane. Eravamo inseparabili fino alla sua triste fine. Non ho voluto mai avere un altro cane dopo di lui. Veramente era una cagnetta, si chiamava Lady.\u201d Gli sembrava che il cagnolino lo ascoltasse volentieri. Aveva smesso di tremare. Il signor Fausto lo prese in braccio. \u201cCome mi piacerebbe tenerti. Ma, purtroppo, appartieni a qualcun altro. Di sicuro hanno gi\u00e0 distribuito i volantini con la tua foto. Domani guardiamo in giro. Dovr\u00f2 renderti al tuo proprietario. Ma adesso riposa un po\u2019, sembri stanco.\u201d Lo prese in grembo e Zeus si addorment\u00f2.<\/p>\n<p>***<br \/>\n\u201cZeus, Zeus, dove ti sei nascosto?\u201d, la signora Luisa guardava intorno spostando le piante e i cespugli. \u201cBirichino, esci fuori. Non hai neanche mangiato quello che ti ho lasciato ieri. Dai, non giochiamo a nascondino. Sai, io non ho tutto questo tempo. Devo andare a casa a cucinare e fare i mestieri.\u201d Ma poi vide una buca sotto la siepe. \u201cQuesta buca non c\u2019era prima\u201d, si rese conto all\u2019improvviso. \u201cO mio Dio! Zeus \u00e8 scappato!\u201d<\/p>\n<p>***<br \/>\n\u201cCosa, scappato, come?\u201d urlava la signora Stefania. Meno male che Riccardo era in spiaggia con un suo amico quando le aveva telefonato la vicina per informarla dell\u2019accaduto. \u201cSimone, \u00e8 scappato Zeus. Non chiedermi niente, prenota il viaggio di ritorno, muoviti.\u201d \u201cScappato?\u201d chiese incredulo il marito. \u201cVai a chiamare, non perdere tempo. Cosa ne so io di come \u00e8 potuto succedere? Direi di non dire niente a Riccardo, tanto lo ritroveremo\u201d, la signora Stefania cercava di consolare se stessa con queste parole. All\u2019improvviso venne pervasa da un terribile senso di colpa. \u201cChe razza di persone siamo, lasciare un cane da solo a casa!\u201d, disse cercando di trattenere le lacrime. Intanto il marito continuava a telefonare. \u201cNon c\u2019\u00e8 posto. N\u00e9 sul traghetto, n\u00e9 su un aereo, tutto pieno\u201d, comunic\u00f2 con rammarico. \u201cMa non possiamo rimanere qui, dobbiamo cercare Zeus.\u201d \u201cE cosa possiamo fare, tornare nuotando?\u201d \u201cSai che manca ancora una settimana fino alla fine del nostro soggiorno\u201d, gli disse ormai rassegnata. \u201cSiamo d\u2019accordo che Riccardo non deve sapere nulla. Non possiamo dire neanche a Luisa di cercarlo, se si sparge in giro la voce che abbiamo lasciato a casa un cane da solo forse potremo essere perseguiti per legge. Non so come funzionano queste cose al giorno d\u2019oggi.\u201d \u201cNon ci resta che aspettare. Speriamo che Zeus nel frattempo ritorni da solo. I cani sanno trovare la strada per tornare a casa.\u201d<\/p>\n<p>***<br \/>\n\u201c\u00c8 proprio strano. Nessuno ti sta cercando. Come \u00e8 possibile? Non vorrei che il tuo padrone stia male, o \u00e8 in ospedale o chiss\u00e0 dove. Come mi piacerebbe che tu fossi mio! Sono un po\u2019 egoista, lo so. Eppure, mi sono detto che dopo Lady non mi sarei mai affezionato a un altro cane. Ma in due giorni tu mi hai conquistato il cuore.\u201d Zeus lo ascoltava tranquillo. Gli diede una leccata sulla mano.<\/p>\n<p>***<br \/>\n\u201cMamma, cosa hai? Perch\u00e9 quella faccia?\u201d chiese Riccardo. \u201cNiente, gioia, che faccia? Ho soltanto un po\u2019 di mal di testa e basta.\u201d \u201cAnche il pap\u00e0 ha mal di testa? Cosa mi state nascondendo?\u201d La madre non gli rispose. Non era stupido suo figlio, aveva notato il cambiamento d\u2019umore dei genitori.<\/p>\n<p>***<br \/>\n\u201cOggi tornano finalmente. Franco, io non voglio sentirmi in colpa perch\u00e9 non ho visto in tempo quella buca. Chiss\u00e0, povero cane, forse \u00e8 stato investito da qualche macchina o \u00e8 morto di fame e di sete. Che tristezza!\u201d disse la signora Luisa. \u201cMica \u00e8 colpa tua. Sono loro che si dovrebbero vergognare.\u201d \u201cMi sa che sono gi\u00e0 tornati. Vedo la loro macchina parcheggiata davanti casa.\u201d \u201cNooo\u201d, sent\u00ec l\u2019urlo di Riccardo.<\/p>\n<p>***<br \/>\n\u201cEccoti qua!\u201d disse il signor Fausto a Zeus mentre facevano la solita passeggiata mattutina. \u201cTi stanno cercando\u201d, aveva un tono amaro della voce. \u201cTi devo dare via.\u201d Durante il resto della giornata non riusc\u00ec a proferire parola.<\/p>\n<p>\u201cHo trovato il vostro cane. Veramente, \u00e8 stato lui a trovare me.\u201d Il signor Fausto si era presentato davanti alla casa dei signori Negri. Aveva trovato l\u2019indirizzo che c\u2019era scritto sui volantini in cui si cercava Zeus. \u201cZeus, Zeus, cagnolino mio\u201d, Riccardo faceva salti di gioia. Il cane gli corse incontro e rimasero a lungo abbracciati. \u201cMa, tu sei\u2026 Fausto? Mi sbaglio?\u201d domand\u00f2 il signor Simone stupito riconoscendo un suo ex dipendente. Aveva notato il suo aspetto trasandato. \u201cS\u00ec, signore, sono io\u201d, rispose il signor Fausto evidentemente imbarazzato. Anche lui era sbalordito. Non avrebbe mai potuto immaginare che quell\u2019adorato cagnolino appartenesse al suo ex datore di lavoro. Quello che l\u2019aveva licenziato. \u201cDai, entra. Non sappiamo come ringraziarti. Raccontaci come hai trovato Zeus\u201d, lo invit\u00f2 cortesemente ad accomodarsi. Zeus si stacc\u00f2 da Riccardo, si avvicin\u00f2 docilmente al signor Fausto e gli diede una leccata sulla mano. Poi ritorn\u00f2 di nuovo da Riccardo. \u201cVedo che si \u00e8 affezionato a te.\u201d Il signor Fausto inizi\u00f2 a raccontare la sua triste storia. Il licenziamento, il divorzio, la solitudine. Il signor Simone si senti avvampare le guance. \u201cSai, non sono io che mi occupo di licenziamenti. Abbiamo dei consulenti che ci consigliano le migliori strategie per l\u2019organizzazione e la crescita della ditta. Purtroppo, questo comporta a volte dei licenziamenti. Ma se mi avessi detto che ti eri trovato in quella situazione ti avrei riassunto, giuro! Magari ti avrei dato un\u2019altra mansione. Siamo esseri umani, in fondo.\u201d<br \/>\n***<\/p>\n<p>Il signor Fausto stava portando a spasso Zeus. Aveva un aspetto diverso da quando era stato assunto a casa dei signori Negri come domestico. Si occupava di piccole riparazioni, curava il giardino, faceva per loro la spesa. E naturalmente portava a spasso il cagnolino. Gli avevano fatto un contratto regolare, stipendio,<br \/>\nvitto e alloggio compresi. Si era ripreso anche psicologicamente. Non si vergognava neanche se qualcuno lo riconosceva in quel supermercato dove aveva passato tanto tempo. \u201cA tutti pu\u00f2 capitare di cadere\u201d, pens\u00f2, \u201cma \u00e8 importante riuscire a rialzarsi.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCosa possiamo regalare quest\u2019anno per il compleanno a Riccardo? Ho esaurito le idee, ormai ha gi\u00e0 tutto\u201d, disse la signora Stefania al marito. \u201cNon saprei nemmeno io. Un\u2019altra bicicletta o i pattini?\u201d propose il marito. \u201cMi sembra che i vestiti nuovi non lo entusiasmino.\u201d \u201cMa no, Simone, sempre le stesse cose. 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