{"id":252770,"date":"2026-02-20T05:32:22","date_gmt":"2026-02-20T03:32:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?p=252770"},"modified":"2026-02-12T13:38:49","modified_gmt":"2026-02-12T11:38:49","slug":"la-figlia-del-mugnaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/la-figlia-del-mugnaio\/","title":{"rendered":"La figlia del mugnaio"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"646\" class=\"aligncenter wp-image-252772 size-full\" title=\"La figlia del mugnaio\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/la-figlia-del-mugnaio_AI.png\" alt=\"La figlia del mugnaio\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/la-figlia-del-mugnaio_AI.png 600w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/la-figlia-del-mugnaio_AI-279x300.png 279w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/>Tanto tempo fa un mugnaio viveva in un mulino con la sua famiglia, la moglie e la figlioletta di nome Annabella. Quell&#8217;edificio non era solo un luogo di lavoro, ma una vera e propria casa. Erano cos\u00ec affezionati a quella piccola e insolita dimora che non l\u2019avrebbero cambiata per niente al mondo, nemmeno con una lussuosa reggia.<\/p>\n<p>Il mulino apparteneva alla loro amiglia da generazioni ed era comprensibile il loro affetto. Sia il nonno che il bisnonno di Annabella erano stati mugnai in quel mulino che sembrava essere l\u00ec da sempre. Le pale del mulino giravano al ritmo del vento e macinavano il grano che veniva poi venduto ai panettieri della zona, ed anche ai contadini.<\/p>\n<p>Purtroppo, un giorno la moglie del mugnaio si ammal\u00f2 di un male incurabile e in poco tempo mor\u00ec. Cos\u00ec il mugnaio rimase da solo a crescere la figlia che ogni giorno diventava pi\u00f9 bella, tanto che le diedero il soprannome Bella. Il padre e la figlia erano molto uniti e quando Bella divent\u00f2 grande il padre le disse che non doveva per forza rimanere con lui al mulino ad aiutarlo come faceva solitamente. Poteva trovarsi un\u2019altra occupazione, pi\u00f9 appropriata a una ragazza e alle sue ambizioni. Anche se si rendeva conto che sarebbe stato molto triste non averla pi\u00f9 accanto, ma non voleva essere egoista e desiderava il meglio per lei.<\/p>\n<p>\u201cPap\u00e0, non ti devi preoccupare per me, mi piace aiutarti. E poi non vorrei mai vivere in un posto che non sia un mulino a vento, non so se mi capisci. Nessun posto \u00e8 bello come casa nostra\u201d, gli disse convinta. \u201cCerto che ti capisco, cara mia\u201d, naturalmente al padre faceva piacere sentire quelle parole.<\/p>\n<p>Bella andava spesso nel bosco a raccogliere le fragoline e i mirtilli oppure i rami secchi che usavano per la stufa. Le piaceva passare il tempo con gli animali, erano diventati tutti suoi amici, dal primo all\u2019ultimo. Era abituata a parlare con loro e pure a confidarsi.<\/p>\n<p>Un giorno nel bosco incontr\u00f2 un ragazzo dall\u2019aspetto piacevole e vestito in modo elegante che passava l\u00ec con il suo cavallo. Il ragazzo, abbagliato dalla sua bellezza, si ferm\u00f2 e si present\u00f2. \u201cBuongiorno, mi chiamo Enrico, sono il figlio del conte Massimiliano IV\u201d. Lei un po&#8217; imbarazzata si present\u00f2 a sua volta. \u201cMi chiamo Annabella, ma tutti mi chiamano Bella\u201d. Il giovane aristocratico volle sapere di pi\u00f9 sul suo conto e quando comprese che era la figlia di un mugnaio rimase molto sorpreso e un po\u2019 deluso. \u201cVivi in un mulino a vento?\u201d chiese incredulo. \u201cEsatto\u201d, gli rispose lei sorridendo. Non si sarebbe mai vergognata della sua casa.<\/p>\n<p>I due iniziarono a vedersi ogni tanto. All\u2019inizio a Bella sembrava un ragazzo educato, ma poi scopr\u00ec che invece era arrogante e prepotente. Un giorno la afferr\u00f2 per una mano e la strinse forte a s\u00e9. Le disse in modo scortese: \u201cDiventerai mia moglie, non mi va pi\u00f9 che ci vediamo cos\u00ec\u201d. Lei incredula gli rispose che non ne aveva la minima intenzione e lui si arrabbi\u00f2 tanto da darle un ceffone. Bella singhiozzando scapp\u00f2 via di corsa. Gli animali avevano assistito alla scena ed erano dispiaciuti per la ragazza che inizi\u00f2 ad avere paura di recarsi di nuovo nel bosco. Qualche volta la incontravano ancora, ma era sempre di fretta e sembrava spaventata.<\/p>\n<p>Raccont\u00f2 loro che Enrico si presentava e la importunava persino a casa sua, in presenza del pap\u00e0. Non sapeva pi\u00f9 cosa fare e allora gli animali le promisero che avrebbero cercato di aiutarla in qualche modo, ma lei era scettica. \u201cE che cosa potete fare per me? Nessuno mi pu\u00f2 aiutare\u201d. \u201cIo potrei sorvegliare la strada che percorre verso casa tua. Ogni volta che si avvicina al bosco o al mulino inizier\u00f2 a fischiettare continuamente, cos\u00ec potrai scappare o chiuderti in casa\u201d propose la civetta. \u201cBuona idea. Ma dobbiamo fischiare in coro e a lungo, cos\u00ec ci sentirai di sicuro\u201d, disse il falco. \u201cGi\u00e0, facciamo cinque fischi continui, cos\u00ec sai che lui \u00e8 nei dintorni\u201d, aggiunse il gufo. \u201cVi ringrazio, amici miei\u201d, Bella era commossa dalla disponibilit\u00e0 degli animali.<\/p>\n<p>Quell\u2019esperimento funzion\u00f2 per un po\u2019 di tempo. Se Bella era nel bosco e all\u2019improvviso sentiva cinque lunghi fischi scappava in fretta. Anche quando era nel mulino, lei e il pap\u00e0 si chiudevano dentro appena capivano che Enrico stava arrivando. Qualche volta per\u00f2 picchiava sulla porta e urlava: \u201cApritemi, so che siete dentro\u201d. Sapeva che erano in casa perch\u00e9 poteva sbirciare dalla finestra che aveva le tende poco coprenti. Ogni tanto Bella e suo pap\u00e0 andavano con il carro in un altro paese, dal panettiere al quale vendevano il grano. Era un buon cliente. Allora si assentavano per una giornata intera. In quei giorni gli uccelli non fischiavano, tanto Enrico non poteva fare del male alla ragazza se non era in casa. Enrico si accorse di quella stranezza. Quasi tutte le volte che passava per il bosco sentiva uno strano verso degli uccelli, oppure quando si avvicinava al mulino e lei non gli apriva la porta. Ma stranamente quando il mulino era vuoto gli animali non facevano nessun rumore. Cap\u00ec che quello era un accordo tra gli uccelli e la ragazza, per avvisarla della sua presenza. \u201cNon finisce qui\u201d, si disse infastidito, \u201cdannati animali\u201d.<\/p>\n<p>Il panettiere al quale vendevano il grano macinato aveva un bel figlio di nome Fabio. Bella e Fabio si innamorarono. Era un ragazzo educato e dolce e avevano tante cose in comune. Iniziarono a frequentarsi. Bella gli aveva raccontato tutto delle minacce di Enrico e dell\u2019aiuto degli amici uccelli. Ma Fabio non poteva fare niente oltre che sperare che questo tizio lasciasse in pace la sua innamorata. Enrico venne a sapere che Bella si era fidanzata e and\u00f2 su tutte le furie. In cuor suo aveva capito che non l\u2019avrebbe mai conquistata. Allora decise di vendicarsi.<\/p>\n<p>Quando andava nel bosco portava sempre con s\u00e9 uno zaino con gli attrezzi. Aspett\u00f2 il giorno in cui gli uccelli non fischiavano, allora cap\u00ec che nel mulino non c\u2019era nessuno. Aveva in mente di manomettere le pale del mulino. Cos\u00ec non avrebbero lavorato per un po\u2019 e Bella non avrebbe incontrato spesso quel ragazzo, il figlio del panettiere. Enrico riusc\u00ec ad arrampicarsi sulla torre del mulino e inizi\u00f2 a cercare di danneggiare le pale, non dovevano pi\u00f9 girare con il vento. Ma gli uccelli si accorsero e in pochi attimi capirono che dovevano fermarlo immediatamente. Tutti gli animali del bosco si diedero da fare e fu trovata in fretta una corda. Poi uno stormo guidati dal falco si accanirono su Enrico che rest\u00f2 bloccato dalla paura. Si avvicinarono digrignando i denti anche la volpe, la lince e un piccolo castoro.<\/p>\n<p>\u201cMa cosa state facendo, brutte bestie? Lasciatemi in pace, cosa vi ho fatto di male?\u201d, urlava disperato e all\u2019improvviso si ritrov\u00f2 a girare con le pale del mulino. Il falco e la civetta, con l\u2019aiuto di tanti altri piccoli uccellini, erano riusciti a legarlo tirando la corda con i denti mentre il cervo con le sue corna imponenti intimava al malcapitato di non muoversi. Urlava e urlava ma gli animali lo tennero bloccato fino a quando non si present\u00f2 il gufo. Con la sua aria saggia fece capire a Enrico che lo avrebbero lasciato libero soltanto dopo aver promesso sinceramente che non avrebbe mai pi\u00f9 cercato Bella.<\/p>\n<p>E cos\u00ec fece, scappando terrorizzato fra le risate e i versi intimidatori degli animali. Bella non venne a sapere mai dell\u2019accaduto, ma si accorse che quel ragazzo arrogante non la cercava pi\u00f9. Si spos\u00f2 con il figlio del panettiere. Rimasero a vivere nel mulino a vento e accanto costruirono anche una panetteria.<\/p>\n<p>Vissero a lungo felici e contenti e il loro pane era il migliore, tanto che anche il re voleva essere rifornito solo da loro. Per quanto riguarda gli uccell loro si accontentarono delle briciole e gli altri animali furono felici di passare un po\u2019 di tempo con Bella e la sua famiglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tanto tempo fa un mugnaio viveva in un mulino con la sua famiglia, la moglie e la figlioletta di nome Annabella. 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