{"id":99825,"date":"2001-09-27T00:00:00","date_gmt":"2001-09-27T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/filate-ragazze-che-e-morta-la-vecchia-dal-becco\/"},"modified":"2001-09-27T00:00:00","modified_gmt":"2001-09-27T00:00:00","slug":"filate-ragazze-che-e-morta-la-vecchia-dal-becco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/filate-ragazze-che-e-morta-la-vecchia-dal-becco\/","title":{"rendered":"Filate, ragazze, che \u00e8 morta la Vecchia dal Becco."},"content":{"rendered":"<p>Ileana, la figlia di comare Nastasie, era una ragazza che pi\u00f9 bella non ne avresti trovata una; non bisogna dunque stupirsi, se era un po&#8217; dormigliona: a chi ha la bellezza, non gli guasta l&#8217;esser un po&#8217; dormiglione. Le vecchie chiacchierone dicevano era addirittura una fannullona, che tutto il santo giorno no faceva altro che starsene a riposare, a mangiare e a guarda passanti, che sapeva solo riassettarsi davanti allo specchio. chiss\u00e0 quante altre chiacchiere facevano quelle vecchiacce a proposito di Ileana figlia di comare Nastasie! Qualcosa di vero forse c&#8217;era nelle loro chiacchiere; naturalmente non era pro cos\u00ec come raccontavano loro. Come che sia, vi furono alcuni i quali &#8211; Dio li perdoni! &#8211; o perch\u00e9 maligni o perch\u00e9 amici delle vecchie o perch\u00e9 nemici di Ileana, diffusero questa falsit\u00e0: comare Nastasie di quando in quando levigava la bella e pigra Ileana con una scheggia di legno, per renderla laboriosa ed energica, ma invano! Io non sono uno che crede alle falsit\u00e0, specialmente quando si tratta di belle ragazze; non voglio ascoltare la minima calunnia e, se anche la sento, non ci credo.<br \/>\nInsomma, una volta, cos\u00ec almeno si racconta, comare Nastasie spazzolava Ileana con una scheggia di legno, con tanto impeto che la povera ragazza lanciava certi strilli da far credere che il mondo le cascasse addosso. Che mamma crudele era comare Nastasie! Proprio quando Ileana si stava lamentando a voce pi\u00f9 alta, proprio quando stava versando pi\u00f9 lacrime e sospirava pi\u00f9 forte, pass\u00f2 di l\u00e0 il figlio dell&#8217;Imperatore, su una carrozza quelle che hanno solo i figli degli imperatori. La ragazza piangeva a dirotto. Il figlio dell&#8217;Imperatore, pensando di poterla aiutare, ferma la carrozza ed entra in casa. A quei tempi, si vede, neanche i figli degli imperatori erano superbi come lo sono adesso; entravano anche loro in casa della gente comune. Ebbene, domanda alla ragazza che cosa abbia da piangere; ma la mamma, comare Nastasie, non permette che Ileana si stanchi a rispondere e risponde lei: \u00abEcco, signorino, questa bislacca di ragazza mi fa disperare con la sua ostinazione; avevamo canapa e del lino, ma io non ne ho filato neanche un filo, ha filato tutto quanto lei. E non si stanca mai di filare: aiuta a filare anche le vicine di casa, i parenti, i forestieri; se sa che qualcuno ha della canapa, questi non se la toglie di torno finch\u00e9 le d\u00e0 una conocchia da filare. Adesso che in giro non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 canapa, si \u00e8 messa a filare in un modo che nessuno al mondo ha mai visto, guardi lei: vuol filare le verghe della siepe. E io non la dovrei picchiare? La ammazzo di botte!\u00bb.\u00abTutto qui?\u00bb, chiede il figlio dell&#8217;Imperatore. \u00abSe \u00e8 questo che ha fatto di male, non picchiarla pi\u00f9. Lascia che venga con me da mia madre: le dar\u00e0 lei tutta la canapa che vorr\u00e0, sicch\u00e9 non sar\u00e0 costretta a filare le verghe.\u00bb<br \/>\nComare Nastasie, in un accesso di follia, gli diede molto volentieri Ileana e da quel momento non la vide pi\u00f9.Arrivato a casa, il figlio dell&#8217;Imperatore raccont\u00f2 a sua madre che cosa gli era successo con quella bella ragazza, proprio come io lo ho raccontato a voi; o meglio, disse a sua madre le stesse cose che io son venuto a sapere da comare Nastasie, ma io ne so pi\u00f9 di lui e vi ho detto qualcosina di pi\u00f9. Comunque, l&#8217;Imperatrice fu contenta che suo figlio le aveva portato una ragazza cos\u00ec laboriosa, una filatrice cos\u00ec instancabile, perch\u00e9 alle corti imperiali c&#8217;\u00e8 del lavoro da fare, e quanto! Vestire tanti soldati, dar loro da mangiare, dar loro le armi, e Dio sa quante altre cose bisogna fare!L&#8217;Imperatrice per\u00f2, donna buona e intelligente, per alcuni giorni non diede a Ileana nessun lavoro da fare, perch\u00e9 era stanca del viaggio, e aspett\u00f2 che recuperasse tutte le sue forze. Ma una sera, quando l&#8217;Imperatrice pens\u00f2 che Ileana si era ormai riposata abbastanza, la fece chiamare e le consegn\u00f2 n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno di due sacchi pieni, uno di fili di canapa e l&#8217;altro di fili di lino, e le disse: \u00abIleana, eccoti due sacchi. Sono pieni di fili e credo che entro domani avrai filato tutto quanto; domattina, mia cara, vieni da me con i gomitoli di filo. Adesso vai pure, ma fila sottile e arrotola bene il filo, che sia forte e non ci dia difficolt\u00e0 a tessere\u00bb.<br \/>\nPovera Ileana! Porta i due sacchi nella sua stanza, poverina, ma non osa nemmeno slegarli; anzi, comincia a lamentarsi e a piangere, piange e geme e maledice l&#8217;ora in cui \u00e8 nata e maledice sua madre perch\u00e9 non ha detto la verit\u00e0 al figlio dell&#8217;Imperatore; se gliel&#8217;avesse detta, non la avrebbe portata a corte a farla vergognare. Fu tutt&#8217;un pianto, fino a mezzanotte. Allora vede che si apre l&#8217;unica porta che c&#8217;\u00e8 ed entra una vecchia allampanata, secca e gobba, con dei denti lunghi come i denti del rastrello; dato il suo aspetto, la si poteva chiamare solo Mezzanotte, oppure Martedi-sera, oppure Orchessa. Era la Vecchia dal Becco. Siccome il caso volle che capitasse l\u00ec proprio un marted\u00ec sera, Ileana credette di avere dinanzi a se la strega Martzolea. La vecchia, appoggiandosi a un bastone e soffiandosi forte sulle dita. cominci\u00f2 a far coraggio a Ileana. \u00abNon aver paura, cocchina, sar\u00e0 come Dio vorr\u00e0! lo lo so perch\u00e9 piangi, lo so perch\u00e9 sei angosciata, lo so qual \u00e8 la disgrazia che ti \u00e8 capitata; ma tu non preoccuparti, vai a coricarti e dormi tranquilla, ch\u00e9 far\u00f2 io tutto il lavoro. Poi, siccome viviamo in questo mondo infelice, prima o poi mi ricompenserai per la mia fatica.\u00bb<br \/>\nTra paura, angoscia, vergogna e gioia, Ileana si va a coricare. Pens\u00f2 che quella vecchia potesse essere una strega e la volesse uccidere; allora si spavent\u00f2 e ne ebbe paura. Poi pens\u00f2 che, se quella era la Mamma dell&#8217;Orco e non la voleva uccidere, ma le filava i due sacchi e poi lo andava a dire all&#8217;Imperatrice, per lei sarebbe stata una vergogna enorme. Stette a guardare dal letto, da sotto le coperte, e si meravigli\u00f2 grandemente per la rapidit\u00e0 con cui il fuso girava tra le dita della vecchia. Si sarebbe pensato &#8211; Signore, perdonami! &#8211; che il fuso girasse tra le dita lunghe e sottili della vecchia come se fosse stato il diavolo a farlo girare! Non trascorse un&#8217;ora, che la vecchia aveva gi\u00e0 vuotato uno dei due sacchi e lo aveva riempito di gomitoli. Con la stessa rapidit\u00e0 avvolse in gomitoli anche il lino, ovviamente dopo averlo filato; e, finito il lavoro, non la si vide pi\u00f9, spar\u00ec come un fantasma. Ileana non credeva che canapa e lino fossero stati filati, credeva che la vecchia e tutto quanto fossero stati soltanto un sogno.<br \/>\nMa a un certo punto albeggi\u00f2 e si fece giorno; prima di rivestirsi, Ileana si accost\u00f2 ai due sacchi. Come fu grande la sua gioia, allorch\u00e9 vide che i sacchi erano pieni di gomitoli! Nel pomeriggio va coi sacchi pieni di gomitoli davanti all&#8217;augusta Imperatrice. Aveste udito che lodi! Da allora Ileana ebbe cibi pi\u00f9 prelibati, abiti preziosi, un tenore di vita pi\u00f9 elevato; insomma, per lei la corte imperiale divent\u00f2 il paradiso terrestre. L&#8217;Imperatrice era contenta, il figlio dell&#8217;Imperatore era sereno, Ileana&#8230; bah, lei era felice.<br \/>\nLa fama della ragazza si diffuse per terra e per mare, imperatrici e principesse venivano a vedere la bella e operosa Ileana e avevano per lei soltanto parole di lode.Una volta, che c&#8217;erano per l&#8217;appunto molte grandi dame a corte, l&#8217;Imperatrice fece chiamare Ileana davanti a se e le disse: \u00abIleana, affinch\u00e9 queste dame vedano quanto sei laboriosa, per domani mattina filerai questo lino\u00bb.Ce n&#8217;erano quattro sacchi grandi, pieni colmi di fibre di lino, tanto pieni che Ileana non fu neanche in grado di portarli via, ma ci vollero due domestici per trasportarli nella sua stanza. Anche stavolta Ileana si angosci\u00f2, si mise a piangere, a sospirare, a pregare Dio: che la facesse morire o facesse venire da lei la Vecchia dal Becco, per tirarla fuori dai guai.<br \/>\nQuando fu mezzanotte, l&#8217;uscio si apr\u00ec e la vecchia entr\u00f2: \u00abBuona sera, cocchina! Perch\u00e9 piangi? Vai a coricarti e dormi tranquilla. Lascia che ci pensi la nonnina: sar\u00e0 colpa sua, se ritarder\u00e0 nel lavoro\u00bb.Che cosa dovrei dire di pi\u00f9? Ileana and\u00f2 a coricarsi e dorm\u00ec in maniera principesca, mentre la vecchia fil\u00f2 in pochi minuti tutto il lino, lo trasform\u00f2 in tanti gomitoli e li ficc\u00f2 dentro il sacco, poi se ne and\u00f2 via.La mattina seguente, Ileana cerca il sacco coi gomitoli, li conta, li soppesa con la mano, poi si inginocchia e, piangendo per la felicit\u00e0, ringrazia Dio. Nel pomeriggio li port\u00f2 all&#8217;augusta Imperatrice, la quale la lod\u00f2 moltissimo e la rivest\u00ec di abiti ancora pi\u00f9 belli; quindi la mostr\u00f2 alle dame straniere, che la lodarono a loro volta e la onorarono con monete d&#8217;oro e d&#8217;argento per la sua laboriosit\u00e0. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di dirvi quanto Ileana fosse contenta. Adesso cominciarono a venire, per vederla, anche figli di imperatori. Ed essa piaceva loro, perch\u00e9 era bella davvero; e, quanto alla sua laboriosit\u00e0, non c&#8217;era pi\u00f9 nessuno nei dintorni che ne fosse all&#8217;oscuro. Le cose andavano a gonfie vele.<br \/>\nUn bel giorno, il figlio dell&#8217;Imperatore, quello che l&#8217;aveva portata l\u00ec, disse a sua madre: \u00abMamma, \u00e8 venuto il momento di prender moglie. Di ricchezze ne abbiamo abbastanza, di terre ne abbiamo; se c&#8217;\u00e8 qualcosa di cui abbiamo bisogno, \u00e8 una donna laboriosa. Che ne dici, mamma, non potrei sposare Ileana?\u00bb.Sua madre non stette a pensare molto e disse: \u00abFiglio mio, volevo dirtelo anch&#8217;io, ma prima ho aspettato di conoscere il tuo pensiero. Dopo che ce la siamo portata in casa, cos\u00ec bella e laboriosa, di pretendenti ne verranno abbastanza, ma noi non la possiamo lasciare senza un minimo di dote. E tu, chi potresti prendere che sia meglio di lei? Figliolo mio, io la sottoporr\u00f2 ancora una volta ad esame e, se si dimostrer\u00e0 laboriosa come sempre, sia pure tua, anzi, nostra: moglie tua e nuora mia!\u00bb.Come si vede, a quei tempi neanche i figli degli Imperatori si vergognavano a sposare le ragazze del popolo, se le trovavano laboriose. E oggi? Anche i pezzenti vorrebbero sposare donne ricche, belle e istruite! Qualche giorno dopo, un marted\u00ec sera, l&#8217;Imperatrice va nella stanza di Ileana e le dice: \u00abFigliola, vieni con me, ch\u00e9 voglio farti vedere che cosa filerai stanotte\u00bb. Ileana segu\u00ec l&#8217;augusta Imperatrice, che le cont\u00f2 dieci sacchi pieni: cinque di canapa e cinque di lino, e le disse: \u00abChe sia tutto pronto per domani mattina; ma vedi di ricavarne del filo duro come fil di ferro, perch\u00e9 dovremo usarlo per cucire uniformi militari\u00bb.Ci vollero dieci servi, per trasportare i sacchi fino alla stanza di Ileana.<br \/>\nRimasta sola nella sua stanza, la ragazza si mise a piangere; piangeva tanto, che le lacrime le scorrevano gi\u00f9 per le gote come slitte sul fianco del monte.\u00abPerch\u00e9 Dio non mi ha fulminata\u00bb, si lamentava \u00abdi modo che non conoscessi n\u00e9 madre, n\u00e9 figli d&#8217;imperatore, n\u00e9 corti imperiali? Chi \u00e8 che mi ha fatto tacere e non mi ha ftto dire fin dal primo momento che io non so filare? Aveva ragione il nostro prete, quando in chiesa diceva che con le bugie non si arriva lontano e che con le bugie o si pranza o si cena, ma non ci si fanno tutt&#8217;e due i pasti. Me la sono cavata due volte ma la terza volta non me la caver\u00f2: quando si accorgeranno delle mie bugie, mi ammazzeranno, se non mi ammazzer\u00f2 io per la vergogna, gettandomi nel pozzo con la testa in gi\u00f9, quando sar\u00e0 giorno.<br \/>\nErano questi i pensieri che le turbinavano nel capo, finch\u00e9, a mezzanotte, l&#8217;uscio si apr\u00ec e &#8211; Signore, aiutaci! &#8211; entr\u00f2 la Vecchia dal Becco.\u00abBuona sera, cocchina! Vedo che sei ancora triste, piangi e ti disperi. Stai buona, ch\u00e9 anche da questo guaio ti tiro fuori io. Come ricompensa, mi inviterai alle tue nozze; invitami, io verr\u00f2 e ti sar\u00f2 molto utile\u00bb.  \u00abMa come dovr\u00f2 fare per invitarti?\u00bb, chiese Ileana.\u00abQuando tutti gli ospiti saranno radunati\u00bb, disse la vecchia \u00abtu uscirai dalla sala e, arrivata vicino al ceppo, dirai: Vecchia dal Becco, vieni al banchetto, ch\u00e9 mi sposo&#8221;. Hai capito?\u00bb\u00abHo capito\u00bb.  \u00abPrometti che mi chiamerai?\u00bb. \u00abPrometto\u00bb. \u00abEbbene, dormi tranquilla e non pensare alla filatura.>>. Ileana si immerse in un sonno cos\u00ec profondo, che avrebbe dormito sette notti intere una dietro l&#8217;altra. Si svegli\u00f2 che era giorno fatto.<br \/>\nDa quando era sorto il sole, l&#8217;Imperatrice aveva guardato due o tre volte attraverso la finestra della sua stanza, e si era detta: \u00abPoverina, \u00e8 stanca! Sarebbe un peccato svegliarla, ch\u00e9 dopo un lavoro cos\u00ec duro deve pur riposare!\u00bb.Finalmente, quando la fame si fece sentire, Ileana si dest\u00f2, si sfreg\u00f2 gli occhi con le mani e si avvicin\u00f2 ai sacchi per vedere il lavoro. Dopo averli tastati attentamente e dopo aver sentito che dentro c&#8217;erano dei gomitoli duri come zucche, non pot\u00e9 trattenersi dal piangere per la gran gioia e disse: \u00abTi ringrazio, Signore Dio mio, per questo lavoro. Abbi piet\u00e0 di me e non abbandonarmi finch\u00e9 vivr\u00f2\u00bb. E pensava alla Vecchia dal Becco. L&#8217;Imperatrice ud\u00ec le sue parole, da dietro la porta; cominci\u00f2 anche lei a piangere di gioia, poi entr\u00f2 nella stanzetta di Ileana, la abbracci\u00f2 forte, se la strinse al cuore e la baci\u00f2 dicendo: \u00abSappi, Ileana, che per la tua laboriosit\u00e0 mi sei diventata cos\u00ec cara, che ho deciso di far di te la mia nuora!\u00bb.<br \/>\nUna cosa di questo genere Ileana non se la sarebbe neanche sognata, perch\u00e9 diventare imperatrice non \u00e8 una cosa da nulla. Si vede che Ileana era nata sotto una buona stella! Il figlio dell&#8217;Imperatore, il principe, arriva da lei con ogni sorta di abiti e gioielli e le dice di agghindarsi per lo sposalizio. E chi \u00e8 che non si saprebbe agghindare, se ha gli abiti e gli ornamenti adatti?Verso sera cominciarono ad arrivare gl&#8217;invitati, poi arriv\u00f2 anche il prete che doveva celebrare le nozze; quindi si misero a mangiare, a bere, a far baldoria, sicch\u00e9 avresti pensato che erano tre, non uno, i principi che si sposavano.Allorch\u00e9 la festa raggiunse il culmine, Ileana usc\u00ec dalla sala, si avvicin\u00f2 al ceppo e disse sottovoce: \u00abComare dal Becco, vieni al banchetto e perdonami se ti chiamo in ritardo!\u00bb.La vecchia fu subito l\u00ec: allampanata, secca, gobba, coi suoi dentoni, tale quale la conoscete. Appena comparve, disse a Ileana: \u00abCocchina, quando entreremo nella sala tu dovrai dire: &#8220;Onorevoli signori, non si irritino le Vostre Signorie se ho osato invitare mia zia alle mie nozze. E vecchia, \u00e8 brutta, come vedete, ma ha un cuore buonissimo con me e io la amo e la rispetto come se fosse mia madre, anzi, di pi\u00f9, perch\u00e9 mia mamma \u00e8 lontana, mentre lei \u00e8 qui&#8221;\u00bb.E cos\u00ec fecero.<br \/>\nGli invitati guardavano con stupore quella vecchia allampanata e l&#8217;Imperatrice non pot\u00e9 trattenersi dal dire: \u00abComare, perch\u00e9 hai dei denti cos\u00ec lunghi e delle dita cos\u00ec storte?\u00bb.\u00abOh, mia cara! \u00c8 stato il filare, il molto filare, quello che mi ha deformata. Adesso solo mia nipote Ileana \u00e8 una gran filatrice quale ero io ai miei tempi; ma grazie a Dio che si prende un marito che non la metter\u00e0 certamente accanto al fuso, altrimenti le si deformerebbero il volto, i denti e le dita e diventerebbe storpia come me.\u00bb L&#8217;Imperatrice ringrazi\u00f2 la vecchia, dicendole davanti a tutti: \u00abIleana, cocca di mamma, da oggi in poi non devi osare mai pi\u00f9 di prendere in mano la conocchia, perch\u00e9 io non voglio vederti ridotta come tua zia; se oserai infrangere il mio divieto, ti caccer\u00f2 non solo dalla corte, ma anche dalle mie terre. Hai capito?\u00bb.\u00abHo capito\u00bb, rispose Ileana. \u00abBrava! Evviva!\u00bb, gridarono gl&#8217;invitati. La Vecchia dal Becco se ne and\u00f2 per dove era venuta e da allora non si \u00e8 pi\u00f9 mostrata ad aiutare nessuno a filare. La conocchia usc\u00ec dalla corte imperiale il mattino seguente e fino ad oggi non vi \u00e8 rientrata. Ileana e il suo principe, se non sono morti, sono ancora vivi. E io abbellisco le mie bugie dicendo: \u00abFilate, ragazze, filate, ch\u00e9 \u00e8 morta la Vecchia dal Becco!\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ileana, la figlia di comare Nastasie, era una ragazza che pi\u00f9 bella non ne avresti trovata una; non bisogna dunque stupirsi, se era un po&#8217; dormigliona: a chi ha la bellezza, non gli guasta l&#8217;esser un po&#8217; dormiglione. 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