{"id":18763,"date":"2013-09-26T14:13:28","date_gmt":"2013-09-26T14:13:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/leggiamo\/?p=18763"},"modified":"2013-09-26T14:13:28","modified_gmt":"2013-09-26T14:13:28","slug":"largo-a-tommy-squalo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/leggiamo\/largo-a-tommy-squalo\/","title":{"rendered":"Largo a Tommy Squalo!"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"228\" class=\"alignnone size-full wp-image-18671\" alt=\"COP_TOMMY SQUALO_esec:Layout 1\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/leggiamo\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/largo_tommy_squalo.jpg\"   \/><br \/>\nLargo a Tommy Squalo!<\/strong><br \/>\n<em>di Domenica Luciani<\/em><br \/>\nGiunti Junior<br \/>\n2007<\/p>\n<p><em><strong>Uno<\/strong><\/em><\/p>\n<p>O cavolo che strizza. O mamma me la sto facendo addosso. No, inutile chiamare la mamma, quella non si sa manco che fine abbia fatto. Miseria, mi sento svenire.<br \/>\nCosa mi far\u00e0 questa tipa? Aiuto, sta abbassando la poltrona! Mi sento come un astronauta legato alla sua sedia di pilotaggio e in balia di un alieno che sta per sezionarlo con un bisturi affilato. Datti una calmata, Tommy. Quello mica \u00e8 un bisturi. \u00e8 solo uno di quei ferretti di rito che usano i dentisti.<br \/>\n&#8220;Adesso apri bene, Tommaso&#8221; dice la tipa tutta zucchero e miele. Detto questo mi infila il pollice inguantato in bocca, spingendolo in fondo al palato. E se lo addentassi, troncandoglielo di netto? No, meglio di no, senn\u00f2 mi sbattono in riformatorio facendo la felicit\u00e0 di mio padre.<br \/>\nVoglio dire, gi\u00e0 gli girano sempre per colpa mia a mio pa&#8217;. Basta vedere come se ne sta ingrugnato anche adesso, seduto in un angolo a occhi bassi a fissarsi i lacci degli anfibi. Intanto si rigira convulsamente fra i denti lo stecchino d&#8217;emergenza. Se l&#8217;\u00e8 cacciato in bocca fremente di rabbia, non appena la ragazza assistente della dentista gli ha fatto spegnere la sigaretta in sala d&#8217;aspetto. Per inciso, mio pa&#8217; \u00e8 forte a trovarsi surrogati delle sigarette quando \u00e8 impossibilitato a fumare. L&#8217;ho visto ficcarsi in bocca di tutto, dalle candeline delle torte di compleanno (ovviamente accese) ai cotton-fioc sporchi di cerume.<br \/>\nScrutare mio pa&#8217; di straforo mi aiuta a non guardare le mani della dentista che mi frugano in bocca coi ferretti micidiali. A dir la verit\u00e0 finora non ho sentito male, ma la tipa potrebbe colpire a tradimento. Perci\u00f2 \u00e8 meglio stare in campana. E comunque la paura \u00e8 come la cacca sciolta, che non puoi trattenere a nessun costo.<br \/>\n&#8220;Ora chiudi e tira le labbra&#8221; fa la dentista dispensa-sorrisi.<br \/>\nEseguo l&#8217;ordine senza replicare. Del resto, come potrei? \u00e8 la tipa che comanda i movimenti della mia bocca. Ecco perch\u00e9 i dentisti hanno sempre l&#8217;ultima parola.<br \/>\n&#8220;Ne ha ancora per molto?&#8221; borbotta pa&#8217; con lo stecchino penzoloni dal labbro. &#8220;Sa, io dovrei urgentemente&#8230;&#8221;.<br \/>\nQui si blocca con un grugnito. Capisce da s\u00e9 che non \u00e8 il caso di completare la frase. Non so se rendo: lui dovrebbe urgentemente accendersi una Winston, ficcarsela in bocca a tutta randa e dare due tiri sonori facendo un bel pieno di fumo nei polmoni.<br \/>\nIl sorriso perenne della dentista si smorza leggermente.<br \/>\n&#8220;Ho finito&#8221; dice sfilandosi i guanti di gomma.<br \/>\n&#8220;Bene, allora possiamo anche andarcene&#8221; fa pap\u00e0 schizzando in piedi.<br \/>\nSollievo, sono libero! Cos\u00ec scatto su a sedere manco avessi un razzo a propulsione infilato fra le chiappe. Poi mi libero di quella specie di bavaglino demenziale che mi hanno messo al collo. Quindi zompo gi\u00f9 dalla poltrona mollando senza volere un pestone alla assistente della dentista. Libert\u00e0, quanti soprusi sono stati compiuti in tuo nome!<br \/>\nLa dentista per\u00f2 si avvicina a mio padre e gli sbarra il passo.<br \/>\n&#8220;Un attimo&#8221; dice. &#8220;Venga di qua nel mio studio che le devo parlare&#8221;.<br \/>\nPap\u00e0 bofonchia qualcosa d&#8217;incomprensibile, mentre l&#8217;assistente gli fa strada zoppicando lungo un corridoio. Seguono a ruota la dentista e il sottoscritto, che ormai veleggia con la mente per altri lidi. Per la precisione, sto pensando al temperino col manico di osso che mi ha promesso Ciguberto in cambio di due scatolette di Simmenthal e un thermos di caff\u00e8.<br \/>\nLo studio della dentista \u00e8 una gran figata, con tutte quelle dentature di gesso esposte in bella mostra sugli scaffali. Sai ganzo fregarne qualcuna per fare uno scherzo di Halloween? Tipo quella l\u00e0 coi canini aguzzi, che starebbe a meraviglia a una zucca ghignante.<br \/>\nPa&#8217; invece non sembra granch\u00e9 entusiasta dell&#8217;arredamento e non accetta nemmeno di mettersi a sedere quando la dentista lo invita a farlo. Resta in piedi fissando torvo fuori di finestra.<br \/>\n&#8220;Dunque&#8221; esordisce la dentista accomodandosi dietro a una scrivania. &#8220;Suo figlio ha una mala occlusione di seconda classe, con endotraslocazione degli incisivi laterali&#8221;.<br \/>\nPap\u00e0 resta un attimo perplesso, poi sembra avere afferrato e allora si stringe nelle spalle.<br \/>\n&#8220;Vuol dire che hai i denti a squalo&#8221; borbotta verso di me.<br \/>\nGrazie di avermelo ricordato. In genere ci pensano i miei compagni di scuola a rispolverarmi la memoria a ogni pie&#8217; sospinto. Tommy Squalo di qua, Tommy Squalo di l\u00e0. Manco si ricordano pi\u00f9 come faccio di cognome.<br \/>\nLa dentista mi rivolge l&#8217;ennesimo sorriso di quel pomeriggio. Poi dice abbassando la testa di lato:<br \/>\n&#8220;In effetti gli incisivi laterali cos\u00ec posizionati danno l&#8217;impressione che tu abbia due file di denti come&#8230; gli squali&#8221;.<br \/>\n&#8220;Gi\u00e0, non un gran bello spettacolo&#8221; bofonchia mio pa&#8217; succhiando il suo stecchino. &#8220;Comunque, sempre meglio che esser nati senza un rene come me. Cose di natura, non ci si pu\u00f2 far niente&#8221;.<br \/>\n&#8220;E qui si sbaglia&#8221; interviene lei. &#8220;Con un trattamento ortodontico mirato, io potrei correggere la dentatura di suo figlio in meno di un anno&#8221;.<br \/>\nDavvero? Io pensavo ci volesse un pellegrinaggio a Lourdes.<br \/>\n\u00e8 la cosa pi\u00f9 sensazionale che ho sentito da quando la preside ha ammesso all&#8217;assemblea di classe di non potere stare seduta tanto a lungo perch\u00e9 soffre di emorroidi. Forse vale la pena di approfondire la questione. Cos\u00ec trovo il coraggio di aprire bocca spontaneamente e non a comando.<br \/>\n&#8220;Dovrei mettermi un apparecchio fisso?&#8221; chiedo intrigato.<br \/>\nLa dentista sembra contenta che io abbia rotto il mio mutismo e l&#8217;abbia interpellata.<br \/>\n&#8220;Certo&#8221; risponde, &#8220;come molti ragazzi della tua et\u00e0, che magari hanno difetti meno appariscenti, ma altrettanto degni di attenzione&#8221;.<br \/>\nPap\u00e0 tamburella l&#8217;indice sulla scrivania. Noto con orrore che ha l&#8217;unghia bordata di nero.<br \/>\n&#8220;Quanto verrebbe a costare lo scherzetto?&#8221; chiede di punto in bianco.<br \/>\nLa dentista gli scocca un&#8217;occhiata ostile.<br \/>\n&#8220;Dipende&#8221; dice. &#8220;Grosso modo non pi\u00f9 di 5000 euro, comunque rateabili&#8221;.<br \/>\nPap\u00e0 non risponde perch\u00e9 deve avere inghiottito lo stecchino.<br \/>\nPoco dopo, per strada, ritrova la parola, aspirando boccate di fumo dalla sua sigaretta.<br \/>\n&#8220;\u00e8 una vergogna!&#8221; sbraita. &#8220;Cosa non inventerebbe la gente per spillare soldi a un povero lavoratore&#8221;.<br \/>\nIo glisso sulla parola &#8220;lavoratore&#8221; che riferita a mio padre \u00e8 meglio lasciar perdere. Per\u00f2 voglio fare lo stesso le mie ragioni.<br \/>\n&#8220;Ma scusa, pa&#8217;&#8221; protesto, &#8220;la dentista fa solo il suo mestiere. E poi a scuola mia un sacco di ragazzi porta l&#8217;apparecchio&#8221;.<br \/>\nPap\u00e0 diventa una furia.<br \/>\n&#8220;Scuola tua!&#8221; urla. &#8220;Una banda di delinquenti anche loro. Mandano i dentisti a fare i controlli gratuiti in classe e poi ti dirottano da questi pescicani che con le loro parolone vogliono solo alleggerirti il portafoglio!&#8221;<br \/>\nVa be&#8217;, era chiaro come il piscio. Che mi potevo aspettare da uno che mi manda a scuola con pacchi di fotocopie al posto dei libri di testo, un vecchio tascapane da alpino per zaino e uno yogurt scaduto per merenda. In confronto a queste umiliazioni quotidiane i denti a squalo sono una menata da nulla.<br \/>\nOggi tira un discreto vento di tramontana e Ciguberto \u00e8 rannicchiato sotto il suo igloo di cartoni. Fuori spuntano gli scarponi ortopedici color vinaccia. Li ha trovati l&#8217;anno scorso in uno dei suoi giri di ricognizione dei cassonetti. Dice sono ideali per i suoi piedi sempre gonfi per la circolazione difettosa. E sfido, in quegli aggeggi XXL entrerebbero comodamente anche le zampe di un elefante obeso.<br \/>\nCiguberto \u00e8 un mio vicino di casa, ma lui poveraccio non ha la fortuna di avere un tetto di roulotte sulla testa. Perch\u00e9 nel mondo tutto \u00e8 relativo: a scuola, fra i miei compagni riccastri che vivono in case col termosingolo, la cabina doccia in bagno e soprattutto il bagno, il poveraccio sono io, che da quando son nato ho sempre abitato in una roulotte nello spiazzo della Faggiola; ma qui alla Faggiola, dove stazionano anche tanti barboni senza tetto, io sono un signore che alloggia in una villa.<br \/>\nMi chino e busso sui cartoni.<br \/>\n&#8220;Chi \u00e8?&#8221; grida Ciguberto.<br \/>\n&#8220;Io, Tommy!&#8221;<br \/>\nInvece di sbucare fuori, Ciguberto continua la conversazione come fosse al citofono.<br \/>\n&#8220;Che vuoi a quest&#8217;ora?&#8221; chiede un po&#8217; stizzito.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9, che ora \u00e8?&#8221;<br \/>\nVoglio dire, sono le cinque del pomeriggio: non \u00e8 n\u00e9 l&#8217;ora di pranzo, n\u00e9 quella di cena, n\u00e9 quella della siesta.<br \/>\n&#8220;\u00e8 l&#8217;ora di ieri a quest&#8217;ora&#8221; bofonchia lui tetro.<br \/>\nIo mi schianto a ridere e spingo thermos e scatolette sotto i cartoni. La Simmenthal l&#8217;ho fregata dalla scorta di casa. Pap\u00e0 non se ne accorger\u00e0: ce ne abbiamo a dozzine di questa roba scaduta. Ce la d\u00e0 Andrea del Minimarket del rione, a volte a met\u00e0 prezzo, a volte proprio gratis.<br \/>\nL&#8217;offerta ricorda a Ciguberto il nostro baratto e cos\u00ec si decide a sollevare un lembo di un cartone.<br \/>\n&#8220;Entra pure&#8221; borbotta svitando il tappo del thermos.<br \/>\nEntrare? Sotto i cartoni? Per un attimo resto interdetto.<br \/>\n&#8220;Allora?&#8221; mugugna Ciguberto. &#8220;Vuoi entrare s\u00ec o no?&#8221;<br \/>\nVa be&#8217;, magari faccio una battuta.<br \/>\n&#8220;Devo pulirmi prima i piedi allo zerbino?&#8221; chiedo con falsa titubanza.<br \/>\n&#8220;No, lascia stare&#8221; risponde serio. &#8220;Ma sbrigati perch\u00e9 con la porta aperta entrano gli spifferi&#8221;.<br \/>\nDetto questo si attacca al collo del thermos e comincia a bere il caff\u00e8 a grandi sorsate.<br \/>\nIo mi accuccio accanto a lui sul suo mucchio di stracci e il cartone si abbassa fulmineo sulle nostre teste. Dentro l&#8217;igloo c&#8217;\u00e8 una puzza indescrivibile oltrech\u00e9 ovviamente buio pesto. Ciguberto per\u00f2 ha una torcia tascabile e se la punta addosso illuminando la sua faccia da rapace notturno. Poi comincia a frugare freneticamente nelle centinaia di tasche nascoste fra i suoi indumenti cenciosi. Alla fine estrae il temperino col manico d&#8217;osso.<br \/>\n&#8220;Ecco&#8221; dice porgendomelo religiosamente. &#8220;Tienilo di conto. Mi \u00e8 costato un&#8217;ora di immersione in un cassonetto infestato di vespe. Dei deficienti ci avevano buttato dentro un vaso con dei resti di miele, grosso come un fustino di detersivo&#8221;.<br \/>\nTipico di Ciguberto. Secondo lui i cassonetti dell&#8217;immondizia non dovrebbero contenere immondizia, ma solo roba di vestiario, mobili e oggetti in ottimo stato. Cos\u00ec, battendo sul tempo gli spazzini, lui li frega e li adopera per s\u00e9. Si chiama arte del riciclo fai da te.<br \/>\nPer\u00f2 il temperino \u00e8 bello e non \u00e8 nemmeno rugginoso. Sembra un oggetto di antiquariato.<br \/>\n&#8220;Grazie&#8221; dico rigirandomelo fra le dita. &#8220;Mi serviva proprio per tirarmi su di morale&#8221;.<br \/>\nCiguberto mi pianta la torcia in faccia.<br \/>\n&#8220;Qualcosa non va?&#8221; chiede. &#8220;Cos&#8217;\u00e8, la cavadenti ti ha fatto male?&#8221;<br \/>\n&#8220;La dentista? No, figurati, potevo anche risparmiarmi la strizza. \u00e8 mio pa&#8217; che fa ostruzionismo come al solito&#8221;.<br \/>\nCos\u00ec gli racconto dell&#8217;ultima sparata. Cio\u00e8 della scena sull&#8217;apparecchio e compagnia bella.<br \/>\n&#8220;Insomma, sono condannato a restare squalo per sempre&#8221; concludo facendo scattare il temperino.<br \/>\nCiguberto si stringe nelle spalle. Poi spara ridacchiando:<br \/>\n&#8220;Meglio squalo che Ciguberto: molta civetta, tanto gufo e poco Alberto&#8221;.<br \/>\nA me per\u00f2 non \u00e8 che la cosa consoli tanto. Adesso che ha cent&#8217;anni per gamba lui ci rider\u00e0 anche sopra, ma non credo che quand&#8217;era ragazzo gli abbia fatto tanto piacere essere chiamato a quel modo. Gi\u00e0 \u00e8 tosta doversi portare dietro ogni giorno una faccia con due occhi spadellati da civetta e un naso a becco di gufo. Secondo me avrebbe almeno diritto a una sovvenzione a vita da parte della LIPU.<br \/>\nCiguberto sembra indovinare i miei pensieri, perch\u00e9 di punto in bianco dice:<br \/>\n&#8220;Cosa credi, da giovane ci ho sofferto anch&#8217;io. Hanno attaccato a chiamarmi cos\u00ec in terza elementare&#8221;.<br \/>\nPer\u00f2! \u00e8 proprio vero che la scuola dell&#8217;obbligo ti d\u00e0 l&#8217;imprinting per la vita.<br \/>\n&#8220;Questo \u00e8 stato dapprima&#8221; continua a spiegare. &#8220;Poi mi \u00e8 venuta una gran rabbia&#8221;.<br \/>\n&#8220;E allora?&#8221; chiedo io.<br \/>\n&#8220;Allora ne ho fatto un vessillo&#8221; risponde tutto goduto.<br \/>\nQui mi racconta una storia mai sentita. Dice di aver passato pomeriggi interi nella biblioteca di quartiere a documentarsi su gufi, civette e company. Ha cos\u00ec scoperto che erano uccelli eccezionali, pieni di risorse straordinarie. Tipo la capacit\u00e0 di vedere al buio e di ghermire la preda a tradimento, piombandole addosso senza fare il minimo rumore.<br \/>\n&#8220;Poi ho cominciato a esercitarmi a camminare in una stanza oscurata, cercando di aguzzare la vista e soprattutto di non inciampare come un fesso&#8221; prosegue tutto fiero. &#8220;Sono diventato bravissimo: riuscivo a muovermi disinvoltamente al buio e col silenziatore. Proprio grazie a questo mio talento, gi\u00e0 alle medie sono entrato a far parte della Banda dei Dritti. \u00e8 stato il periodo pi\u00f9 bello della mia vita: ero Ciguberto il Notturno e tutti mi temevano e rispettavano profondamente&#8221;.<br \/>\nOnestamente mi riesce difficile immaginare Ciguberto come un pischello delle medie. Continuo a vedermelo nel banco con la barba grigia fino al petto e le macchie di cheratite sulle tempie. Per\u00f2 gli credo e la sua storia mi ha impressionato un casino.<br \/>\nCiguberto il Notturno. Continuo a rimuginarci sopra anche dopo, mentre me ne sto stravaccato in roulotte sulla mia cuccia. Be&#8217;, definirla letto sarebbe un tantino azzardato.<br \/>\nE io che talento potrei avere per essere ammesso in una banda? Va be&#8217; che a scuola nostra manco c&#8217;\u00e8 una banda&#8230; Okay, riformuliamo la domanda. Che talento potrei avere per essere temuto e rispettato da tutti? Io non so camminare al buio, n\u00e9 credo che imparerei &#8211; nemmeno facendo un training intensivo sotto la direzione di un cieco.<br \/>\nMi alzo di botto e prendo carta e penna. Voglio fare una lista delle cose che io so fare e gli altri no. Chiss\u00e0 che non ci scappi qualche talento nascosto. Cos\u00ec butto gi\u00f9 in quattro e quattr&#8217;otto:<br \/>\n1) So abitare in uno spazio di cinque metri quadri.<br \/>\n2) So conficcare rapidamente un temperino sul banco fra un dito e l&#8217;altro della mano aperta, colpendo sempre il banco e mai le dita (almeno finora).<br \/>\n3) So tirare i coltelli intorno alla sagoma della prof d&#8217;inglese (che ho disegnato io su un pezzo di compensato), senza colpire la prof d&#8217;inglese. Solo una volta l&#8217;ho beccata su un ginocchio, ma tanto mica \u00e8 un punto vitale.<br \/>\n4) So entrare e uscire di nascosto a mio piacimento nel Capannone delle Meraviglie.<br \/>\n5) Riesco a non piangere e difatti non l&#8217;ho mai fatto in vita mia.<br \/>\nBe&#8217;, il primo pi\u00f9 che un talento mi sembra una vergogna, e francamente ne farei volentieri anche a meno. Il secondo \u00e8 cosa nota a tutti in classe mia, ma a parte un rapporto alla preside fatto dalla prof di matematica perch\u00e9 non stavo seguendo la lezione, non mi sembra che abbia suscitato altre reazioni. Il terzo posso anche scordarmelo perch\u00e9 non mi pare il caso di trascinare a scuola la sagoma della prof d&#8217;inglese contornata da segni di arma da taglio. Il quarto \u00e8 un segreto e se lo andassi a spifferare in giro, il capannone verrebbe invaso da un&#8217;orda di barbari scatenati e allora addio divertimento. Il quinto non \u00e8 dimostrabile e quando lo dico non ci crede mai nessuno. Eppure \u00e8 vero: non ricordo di avere mai pianto (ma la mia memoria non risale oltre i quattro anni di et\u00e0) e le uniche lacrime che faccio sono quando mi becco il raffreddore da fieno primaverile. Del resto \u00e8 un fatto assodato che i coccodrilli piangano e gli squali no.<\/p>\n<p><a title=\"Acquista Largo a Tommy Squalo!\" href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788809058040\/luciani-domenica\/largo-tommy-squalo.html?shop=635\" target=\"_blank\">Acquista il libro<\/a><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"87\" height=\"37\" class=\"alignnone size-full wp-image-7705\" alt=\"ibs\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/leggiamo\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/ibs4.gif\"   \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Largo a Tommy Squalo! di Domenica Luciani Giunti Junior 2007 Uno O cavolo che strizza. O mamma me la sto facendo addosso. No, inutile chiamare la mamma, quella non si sa manco che fine abbia fatto. Miseria, mi sento svenire. Cosa mi far\u00e0 questa tipa? Aiuto, sta abbassando la poltrona! 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