{"id":9561,"date":"2013-01-30T09:48:06","date_gmt":"2013-01-30T09:48:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/leggiamo\/?p=9561"},"modified":"2013-01-30T09:48:06","modified_gmt":"2013-01-30T09:48:06","slug":"intervista-a-giulia-orecchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/leggiamo\/intervista-a-giulia-orecchia\/","title":{"rendered":"Intervista a Giulia Orecchia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/leggiamo\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/fiori.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"378\" height=\"32\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9539\" title=\"fiori\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/leggiamo\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/fiori.gif\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/leggiamo\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/fiori.gif 378w, https:\/\/www.filastrocche.it\/leggiamo\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/fiori-300x25.gif 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/><\/a>Da <a title=\"Il Pepeverde, rivista di lettura e letteratura per ragazzi\" href=\"http:\/\/www.ilpepeverde.it\/\" target=\"_blank\">&#8220;Pepeverde&#8221;<\/a><br \/>\nnovembre 2002<\/p>\n<p><em><strong>Perch\u00e9 hai scelto questo lavoro?<\/strong><\/em><br \/>\nAdoravo disegnare e mi sembrava meraviglioso poter fare un lavoro che consistesse nel disegnare tutto il giorno.<br \/>\nMi piacevano i libri, come oggetti, piccoli prodotti industriali contenitori per qualsiasi cosa.<\/p>\n<p><strong><em>Perch\u00e9 illustrazioni per bambini piuttosto che per adulti?<\/em><\/strong><br \/>\nI bambini sono fantastici, mi piacciono.<br \/>\nSono dei folletti che guardano gli adulti da un&#8217;altra dimensione, sono sinceri, diretti, amano i paradossi, sono affettivi.<br \/>\nPoi mi piace mettermi alla prova, avere il compito di cercare un linguaggio visivo adatto a un pubblico piccolo, raccontare ed entrare in contatto con loro, dal loro punto di vista, dalla parte dei bambini.<\/p>\n<p><em><strong>Quali scuole ti hanno formato?<\/strong><\/em><br \/>\nIl liceo artistico, erano anni di bombe, assemblee e manifestazioni,<br \/>\nsi parlava del ruolo dell&#8217;artista nella societ\u00e0, l&#8217;arte era morta, l&#8217;arte era borghese, saremmo finiti a vendere saponette&#8230;<br \/>\nPoi il corso di visual design alla scuola politecnica<br \/>\nI programmi come alla Bauhaus: le teorie del colore, la psicologia della percezione, il disegno dei caratteri, la fotografia, ma soprattutto grandi maestri, Munari, che io gi\u00e0 adoravo per aver letto con passione i suoi libri, Silvestrini che parlava delle teorie del colore come di filosofiche visioni del mondo, Pino Tovaglia, grafico di quelli storici degli anni &#8217;60, e tanti altri.<br \/>\nLavoravamo con un linguaggio essenziale, astratto, ma applicavamo i principi della psicologia della percezione creativamente. Forse per questo non amo e non so fare illustrazioni elaborate e pittoriche, ma preferisco lavorare velocemente, far s\u00ec che si percepisca il gesto nel segno, anche imperfetto purch\u00e8 espressivo e essenziale.<br \/>\nC&#8217;era una libreria sotto la scuola, dove passavo ore a guardarmi i libri della Emme Edizioni, di Bruno Munari, di Enzo Mari, di Pinin Carpi.<br \/>\nAdesso a distanza di tanto tempo mi rendo conto di quanto siano stati fondamentali e formativi quei pochi anni.<br \/>\nFare libri mi era sembrato un modo per far coincidere tutto: l&#8217;arte, che era morta, l&#8217;arte come mestiere di Bruno Munari, l&#8217;arte nell&#8217;epoca della riproducibilit\u00e0 tecnica, la fantasia al potere, l&#8217;opera aperta di Umbrto Eco, il mondo incantato di Bruno Bettelheim, il ramo d&#8217;oro di Frazer, le fiabe italiane raccolte da Italo Calvino&#8230;<br \/>\nMa lavorare era un&#8217;altra cosa&#8230;Mica ho fatto subito libri! Magari!<br \/>\nHo iniziato a girare con la mia cartellona, ho conosciuto gli illustratori che lavoravano a Milano, ho fatto l&#8217;assistente, la grafica e l&#8217;illustratrice free-lance per riviste e agenzie di pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p><em><strong>Quali sono i tuoi illustratori preferiti?<\/strong><\/em><br \/>\nTanti, Tomi Ungerer, Saul Steinberg, Semp\u00e8, Sto del signor Bonaventura, Quentin Blake, Buzzati dalla famosa invasione degli orsi in Sicilia, Edward Lear dei nonsense, G orey, Sendak, Leo Lionni, Eric Carle&#8230;.<\/p>\n<p><em><strong>Perch\u00e9?<\/strong><\/em><br \/>\nMi piacciono le illustrazioni ironiche ed espressive, mi piace la narrazione visiva.<\/p>\n<p><em><strong>I grandi illustratori hanno sempre, qualunque tema affrontino, una loro riconoscibilit\u00e0, un loro stile personale. Anche tu ce l&#8217;hai. Cosa pensi allora della versatilit\u00e0, della capacit\u00e0 e necessit\u00e0 di cambiare, modularsi, secondo il diverso tema da illustrare?<\/strong><\/em><br \/>\nIo non credo di avere uno stile, ogni lavoro che affronto mi sembra abbia bisogno di un suo linguaggio speciale, sono poi i miei limiti che fanno s\u00ec che i miei disegni siano riconoscibili.<br \/>\nSe si spiega come fare una torta, o se si illustra una poesia, il linguaggio non pu\u00f2 essere lo stesso, viene da s\u00e9.<br \/>\nQuesto lavoro dell&#8217;illustrare ognuno lo affronta come sa e pu\u00f2, sono tante le variabili, \u00e8 un lavoro d&#8217;autore ed \u00e8 anche un mestiere. Rimane il fatto che si tratta di illustrazioni e non di opere d&#8217;arte, quindi \u00e8 la comunicazione che deve essere privilegiata su qualsiasi esibizione di bravura fine a s\u00e9 stessa.<br \/>\nIo apprezzo chi lavora con seriet\u00e0 e passione. Un libro per bambini non \u00e8 una vetrina per l&#8217;illustratore ma \u00e8 un libro per bambini.<\/p>\n<p><strong><em>Raccontaci come affronti un testo impegnativo (per esempio, come illustreresti Pinocchio?)<\/em><\/strong><br \/>\nImmagino di avere un bambino in braccio, e di raccontargli la storia con delle figure che lui possa leggere, cercando un linguaggio visivo che sia analogo a quello letterario e aggiunga la mia emozione e la mia lettura del testo.<br \/>\nPurtroppo mi \u00e8 capitato raramente di illustrare veri testi letterari, o forse per fortuna, perch\u00e9 i lavori impegnativi mi spaventano da morire. I testi che ho amato hanno evocato illustrazioni pi\u00f9 intense.<br \/>\nEntrare in un testo \u00e8 un&#8217;avventura interiore, un viaggio molto affascinante nei mondi evocati dall&#8217;autore.<\/p>\n<p><em><strong>Cosa ne pensi dell&#8217;editoria italiana?<\/strong><\/em><br \/>\nEscono tantissimi libri bellissimi&#8230; la qualit\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 alta. Per\u00f2 sono troppi, libri meravigliosi scompaiono dagli scaffali delle librerie perch\u00e9 la nuova produzione incalza&#8230;e per produrre sempre nuove cose si fanno anche tanti libri inutili.<\/p>\n<p><em><strong>Ti ricordi di qualche libro della tua infanzia? Cosa leggevi (fumetti, giornalini, libri illustrati&#8230;)?<\/strong><\/em><br \/>\nEro una bambina timida e introversa, quindi leggevo tantissimo. Adrienne Segur aveva illustrato un libro di fiabe russe magico e affascinante, I racconti della neve, che era il mio preferito.<br \/>\nPoi amavo un libro di fiabe da tutto il mondo, Il tesoro nascosto, con figure bellissime, etniche, e Mary Poppins, con quei disegni molto inglesi.Verso i 10 anni ho scoperto il Corriere dei Piccoli, cos\u00ec ho conosciuto Iris de Paoli, Grazia Nidasio, Hugo Pratt, di Gennaro, Gioia, Toppi, Uggeri, Battaglia&#8230;ho imparato molto senza accorgermene.<\/p>\n<p><em><strong>Hai fatto molti laboratori con i bambini. Cosa ti d\u00e0 questa esperienza? E cosa d\u00e0 loro?<\/strong><\/em><br \/>\nStarmene sola in studio a lavorare tutto il giorno tutti i giorni mi fa perdere un po&#8217; il senso della realt\u00e0.<br \/>\nAndare ogni tanto nelle scuole e lavorare con i bambini \u00e8 una bella cura. Fare la direzione artistica di una truppa di 25 piccoli illustratori mi piace tantissimo, \u00e8 divertentissimo. Loro sono fantastici, si entusiasmano, producono vere meraviglie e poi mi baciano. Quando mi incontrano per strada mi salutano gridando &#8220;Ciao Giuliorecchia!! Quando torni a lavorare con noi? &#8221;<br \/>\nSi riesce anche a fare dei bellissimi lavori, basta vietare l&#8217;uso di pennarelli, gomma e matita! Mettendo a disposizione dei bambini altri mezzi espressivi, i risultati sono sorprendenti e interessantissimi.<\/p>\n<p><em><strong>Hai due figli di dodici anni. Che rapporto hanno con i libri e la lettura in generale?<\/strong><\/em><br \/>\nQuando erano molto piccoli i libri per bambini li disfavano, li lanciavano per la stanza, li usavano per fare costruzioni o li ignoravano ostentatamente. Erano gelosi e mi chiedevano acidi se i disegni li facevo &#8220;anche per gli altri bambini&#8221;. Un giorno mi hanno portato una pila di libri miei e mi hanno comunicato che potevo tranquillamente regalarli a qualcuno perch\u00e9 tanto a loro non interessavano per niente. Io ho letto loro ad alta voce tutte le sere, per 8 o 9 anni, di tutto: fiabe, Pinin Carpi, Rohald Dahl, Collodi, Calvino, tutti gli Harry Potter e ancora tanti tanti altri; piaceva a me e piaceva anche a loro. Risultato, per ora: per addormentarsi devono leggere Topolino, amano i libri scientifici, storici, ma evitano come la peste la narrativa.<\/p>\n<p><em><strong>Cosa leggono i bambini di oggi, cosa preferiscono?<\/strong><\/em><br \/>\nOgni bambino ha il suo carattere e i suoi gusti&#8230;. Ci sono bambini che amano i libri e leggono e bambini che ignorano i libri e non ne leggono mai. Sono abituati a cose veloci, si stancano presto e hanno la fortuna di avere a disposizione migliaia di libri bellissimi.<br \/>\nMi sorprende sempre, invece, l&#8217;effetto immediato di silenzio e attenzione suscitato dalla lettura ad alta voce, che piace tanto a tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da &#8220;Pepeverde&#8221; novembre 2002 Perch\u00e9 hai scelto questo lavoro? Adoravo disegnare e mi sembrava meraviglioso poter fare un lavoro che consistesse nel disegnare tutto il giorno. Mi piacevano i libri, come oggetti, piccoli prodotti industriali contenitori per qualsiasi cosa. Perch\u00e9 illustrazioni per bambini piuttosto che per adulti? I bambini sono fantastici, mi piacciono. 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