Starlink – Battle for Atlas, intervista a un giocatore under 12

Che Starlink –Battle for Atlas di Ubisoft non fosse un videogame come tutti gli altri, l’avevamo capito fin dalla presentazione, al Planetario di Milano con Adrian Fartade, esperto di astronomia, che ci illustrava al buio galassie lontane e un astronauta in carne e ossa che ci raccontava la vita a bordo dello Shuttle. A casa poi ne abbiamo avuto la conferma e per descrivere le nostre battaglie fra le Pleiadi, ammasso di stelle che si trova 440 anni luce dal sistema solare dove si svolge il gioco, diamo la parola a E. un giovane giocatore, che lo sta testando con successo da qualche settimana insieme ai suoi amici.

Qual è la storia di questo gioco?
Una missione che si chiama Starlink parte dalla Terra sull’astronave Equinox alla volta delle Pleiadi, un sistema stellare davvero lontanissimo, con lo scopo di indagare antiche fonti tecnologiche.

Subito prima di arrivare, però, la navicella di Mason Rana e Fox McCloud, con i loro equipaggi, viene attaccata a sorpresa dal malvagio Grax e i cattivi della Legione Dimenticata, che rapiscono il comandante St. Grand e rubano il reattore centrale. L’Equinox senza più carburante cade su Atlas e qui inizia la nostra avventura.
Qual è lo scopo?
L’obiettivo del gioco è liberare il comandante e finire la missione, impedendo alla Legione Dimenticata di primeggiare e conquistare tutto il sistema stellare. Sul tragitto però si incontrano pirati del cielo da battere e buoni con cui stringere alleanze.

Come si gioca?
Il primo step è costruire la navicella in dotazione con il personaggio preferito e le armi che si trovano nel kit della scatola e attaccarla alla Switch per calarsi subito nello spazio e cominciare la battaglia. La navicella si può assemblare a piacere e via via si può integrare con altre armi, pezzi o personaggi che infatti ho già chiesto a mia mamma di acquistare a parte. Oppure magari ci penserà Babbo Natale! Il mio consiglio è posizionare le armi dove siete più comodi a sparare.
I tre punti di forza di Starlink secondo te?
- Con Starlink impari notizie vere su pianeti e mondi lontani, che io non immaginavo nemmeno esistessero. Non avevo mai sentito nominare le Pleiadi e ora invece conosco anche la temperatura della varie stelle, alcune raggiungono perfino 500 gradi. Pensate che qualche giorno fa ho usato addirittura Atlas per un tema di scuola a sfondo fantasy!

- E’ un gioco che richiede una certa abilità e per questo è una bella sfida con noi stessi. Perché quando ti passano davanti navicelle alla velocità della luce non è facile intercettarle al primo sparo. È bella la sensazione di controllo sull’astronave piazzata sul controller, perché ti sembra proprio di volare insieme a lei.

- Ogni personaggio ha poteri diversi e il fatto di poter cambiare personaggio o arma in ogni momento del gioco, a seconda di che cosa ti serva, ti permette di non annoiarti mai. Il mio personaggio preferito naturalmente è il collega giovane del protagonista Fox McCloud, Levi MccRay, astronauta doppiato da Shade, il trapper che ho incontrato anche alla presentazione del gioco al Planetario 🙂

Cosa pensi della grafica?
Mi piace la grafica di Starlink perché ogni particolare è super-dettagliato, anche quando le immagini passano veloci. I pianeti e le galassie sono molto realistici e sembra proprio di essere immersi nello spazio. Mi piace pensare che questi mondi lontani e per adesso sconosciuti siano così belli e pieni di colori. Chissà mai che quando sarò grande si scopra che sono così veramente.

A chi lo consiglieresti
Lo consiglio a tutti i futuri ingegneri aerospaziali come me e a chi ama i giochi di azione, dove si spara ma si usa anche la fantasia e l’immaginazione. Pensate che anche mia sorella ogni tanto mi ruba la navicella dalle mani perché vuole farsi un giro fra le stelle!