ragazzi Archives - Filastrocche per tutti in Filastrocche.it https://www.filastrocche.it/t/ragazzi/ Filastrocche e tanto altro per tutta la famiglia Wed, 23 Jan 2019 14:01:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 Pigiama Party per maschi di 10 anni: consigli ed errori da non fare! https://www.filastrocche.it/pigiama-party-per-maschi-di-10-anni-consigli-ed-errori-da-non-fare/ https://www.filastrocche.it/pigiama-party-per-maschi-di-10-anni-consigli-ed-errori-da-non-fare/#respond Wed, 23 Jan 2019 14:00:54 +0000 https://www.filastrocche.it/?p=37311 Se di pigiama party al femminile è piena la letteratura, per i maschi festeggiare un compleanno invitando gli amici per la notte è un fatto piuttosto raro, probabilmente perché i genitori temono tremendi disastri in casa. In realtà, fare un pigiama party per ragazzini di 10-11 anni può rivelarsi un’idea furba per un compleanno o […]

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Pigiama Party per maschi di 10 anni

Se di pigiama party al femminile è piena la letteratura, per i maschi festeggiare un compleanno invitando gli amici per la notte è un fatto piuttosto raro, probabilmente perché i genitori temono tremendi disastri in casa. In realtà, fare un pigiama party per ragazzini di 10-11 anni può rivelarsi un’idea furba per un compleanno o una ricorrenza da ricordare e paradossalmente può essere abbastanza semplice da organizzare, a patto di mettere in conto una notte quasi in bianco per grandi e piccini 🙂

Pigiama Party per maschi di 10 anni

Noi ci abbiamo provato e siamo sopravvissute a 8 quasi-undicenni scatenati e qui vi riassumiamo una to do list di consigli ed errori da evitare per un pigiama party di soli maschi:

  • Ponderate bene il numero degli invitati e solo dopo aver stabilito un tetto massimo, chiedete a vostro figlio di divulgare gli inviti. Ricordate che se 3 bambini non fanno un party, 15 sono troppi da gestire anche per Mary Poppins.

Pigiama Party per maschi di 10 anni

  • Fate dormire i bambini tutti nella stessa camera e non cedete alla tentazione di dividerli nei vari posti letto, perché il gusto di un pigiama party è l’ammucchiata. Quindi se la cameretta non prevede l’accampamento, via libera ai sacchi a pelo e materassini in salotto.
  • Liberate la sala e le stanze dove circolano i ragazzi di tutti i ninnoli o oggetti che si possono rompere, coprite i divani con un bel telo, portate in salvo eventuali tappeti preziosi e fate sparire boccette dal bagno. E, naturalmente, mettete il divieto di accesso alla vostra stanza da letto.
  • Se volete minimizzare il rischio confusione in casa, invitate i piccoli ospiti in pizzeria e fateli salire solo dopo cena, quando avranno già consumato un po’ della carica.

  • Non cercate di organizzare la serata nel dettaglio, con giochi e intrattenimenti vari, perché andreste incontro a grandi delusioni. Lasciate piuttosto liberi i ragazzi di scegliere un film idiota e giocare ai videogame preferiti, perché è proprio quello che si aspettano dal party. In fondo è solo per una sera.

  • Servite la torta con le candeline la mattina a colazione, quando i bambini si sveglieranno affamati e stanchi per i bagordi. Alla sera finirebbero per non apprezzarla e presi dalla voglia di scappare a giocare non riuscirebbero a intonare nemmeno una strofa di Happy Birthday!
  • Non fate indossare al festeggiato il pigiama con gli orsetti se non volete che diventi lo zimbello della compagnia.
  • Lasciate in bella vista qualcosa da mangiare, perché non esiste pigiama party senza spuntino notturno: biscottini, cereali, paninetti e caramelle a volontà.
  • Preparate un kit della notte con spazzolino e bottiglietta d’acqua così eviterete risvegli in piena notte a causa di bimbi assetati.
  • Last but not least non commettete l’errore di invitare anche qualche altro genitore, con la scusa di fare quattro chiacchiere. I bambini se ne approfitterebbero subito e la situazione può facilmente sfuggire di mano. Piuttosto l’ideale sarebbe eliminare anche il resto della famiglia, per rimanere un adulto contro tutti, perché con una banda di preadolescenti serve una sorveglianza discreta ma continua. E quando finalmente scocca l’ora della nanna, lanciate l’ultimatum: “Tutti  ai vostri posti e chi non dorme viene nel lettone per castigo!” Non sembra, ma funziona 🙂

 

 

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Bimbi ancora in città? Allo SpazioSky appuntamenti da non perdere https://www.filastrocche.it/bimbi-ancora-citta-allo-spaziosky-appuntamenti-non-perdere/ https://www.filastrocche.it/bimbi-ancora-citta-allo-spaziosky-appuntamenti-non-perdere/#respond Tue, 02 Aug 2016 10:07:53 +0000 https://www.filastrocche.it/?p=28875 Allo SpazioSky tanti appuntamenti da non perdere per tutto il mese di agosto! Sulla piattaforma galleggiante situata nella rinnovata Darsena milanese vi aspettano tutti i giorni attività diverse per passare qualche ora di svago, che farà sentire in vacanza anche chi resterà in città nelle prossime settimane. Allo SpazioSky potete guardare film, giocare a calcetto, […]

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SpazioSky

Allo SpazioSky tanti appuntamenti da non perdere per tutto il mese di agosto!

Sulla piattaforma galleggiante situata nella rinnovata Darsena milanese vi aspettano tutti i giorni attività diverse per passare qualche ora di svago, che farà sentire in vacanza anche chi resterà in città nelle prossime settimane.

SpazioSky

Allo SpazioSky potete guardare film, giocare a calcetto, divertirvi con le tante attività in programma e incontrare i vostri personaggi preferiti.

Ogni giorno, poi, vi aspetta la realtà virtuale che potrete sperimentare gratuitamente all’interno dello spazio e grazie alla quale farete letteralmente un salto dentro i vostri programmi Sky preferiti.

Tramite un sofisticato visore sarete infatti immersi a 360° nel programma tv che avrete scelto e potrete “passeggiare” accanto ai vostri beniamini dello sport o dell’intrattenimento.
Una vera chicca da provare!

SpazioSky

La piattaforma galleggiante dello SpazioSky è  molto accogliente e si veste ogni volta per un’occasione diversa. Al suo esterno troverete un campo da calcetto a tre gratuito (fruibile su prenotazione) e una simpatica nave galleggiante ispirata all’Era Glaciale – in rotta di collisione, film in uscita nelle sale cinematografiche dal prossimo 22 agosto.

SpazioSky

Da non perdere il Cinema di Sky all’aperto con una rassegna di film proiettati sul cubo galleggiante (The Cube). Ogni sabato un titolo diverso la cui visione è completamente gratuita (posti a sedere su prenotazione).

Tante le attività pensate per le famiglie che potranno ristorarsi dall’afa cittadina insieme ai protagonisti dei loro film preferiti.

SpazioSky

La scorsa domenica i bambini hanno incontrato un simpaticissimo Scrat spaziale che si è intrattenuto con loro per un selfie direttamente dall’Era Glaciale 5.

Se vi siete persi lo scatto con Scrat, niente paura perché lo troverete di nuovo allo SpazioSky la prossima domenica 7 agosto a partire dalle 17 e fino alle 21.

Un altro appuntamento da segnare in agenda è per l’11 agosto con i cosplayer de Il trono di spade e l’emozione di provare a sedersi sul Trono (a partire dalle ore 18).

Il 21 agosto i personaggi del nuovo film Alla ricerca di Dory aspettano tutti i bambini per giocare insieme con la realtà aumentata, mentre nella parte centrale dello SpazioSky si sperimenteranno tante emozioni diverse insieme ai personaggi di Inside out (dalle ore 17 in poi).

Ultimo appuntamento dedicato alle famiglie che vogliamo segnalarvi è quello del 28 agosto per una foto a tema Star Wars e un torneo di lasergame (su iscrizione).

SpazioSky

Gli appuntamenti in calendario sono davvero molti e potete consultarli tutti sul sito dello SpazioSky sky.it/darsena.

Lo SpazioSky si trova alla Darsena milanese in via Gorizia, angolo via Vigevano, ed è aperto tutti i giorni fino al 31 agosto dalle 16 alle 23.30.

 

#spazioSky

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Tempo di coccole con Cicciobello Voglia di Tenerezza https://www.filastrocche.it/tempo-di-coccole-con-cicciobello-voglia-di-tenerezza/ https://www.filastrocche.it/tempo-di-coccole-con-cicciobello-voglia-di-tenerezza/#respond Tue, 07 Jun 2016 16:15:31 +0000 https://www.filastrocche.it/?p=27447 Il momento del bagnetto è una parte speciale della giornata delle neo mamme, dove profumi e coccole si intrecciano in un’armonia di gesti amorosi. La scelta dei prodotti da utilizzare sulla pelle delicata dei neonati non è banale e spesso richiede studi approfonditi da parte delle interessate. A volte però ci sono fragranze che conquistano […]

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ciccio-bello-voglia-di-tenerezza

Il momento del bagnetto è una parte speciale della giornata delle neo mamme, dove profumi e coccole si intrecciano in un’armonia di gesti amorosi. La scelta dei prodotti da utilizzare sulla pelle delicata dei neonati non è banale e spesso richiede studi approfonditi da parte delle interessate. A volte però ci sono fragranze che conquistano le mamme al primo istante, perché avvolgono i sensi in una irresistibile nuvola di tenerezza. Le creme e i detergenti della linea Baby Care di Cicciobello Voglia di Tenerezza, hanno ottenuto il bollino rosa di Fattore Mamma, come prodotto consigliato dalle mamme alle altre mamme. Le mamme che hanno testato i prodotti sui loro bambini hanno apprezzato particolarmente la texture delicatissima, gli ingredienti naturali e il profumo che rimanda a ricordi lontani. Noi di Filastrocche non potevamo provarli direttamente sui nostri figli che hanno superato di un po’ l’età del pannolino, ma abbiamo pensato di regalarli alla nostra amica Francesca per riempire di coccole  la sua piccola Viola, che sembra aver apprezzato parecchio.

cicciobelllo

 

Dal 1962 Cicciobello® è simbolo di tenerezza in Italia e nel mondo. Ora il brand che ha fatto giocare generazioni intere di bambini, lancia la sua prima linea baby care, composta da shampoo, detergente per il bagnetto, detergente delicato, crema protettiva e salviette. Sono prodotti di altissima qualità e studiati per essere sicuri sulla pelle delicatissima di un bimbo di pochi giorni di vita. Ogni singolo ingrediente è infatti stato selezionato in base alle sue proprietà e combinato per creare detergenti e creme che rispettino la cute, tanto da poterli usare anche tutti i giorni in un crescendo di dolcezza. Attenzione, sono prodotti che possono creare dipendenza, ci avvisano le mamme che l’hanno utilizzato per la toilette dei loro figli, perché una coccola profumata tira l’altra, proprio come le ciliegie!voglia-di-tenerezza

La nostra amichetta Viola ha ormai un appuntamento fisso con il bagnetto Cicciobello®,  prodotto pratico anche per le mamme, perché in un colpo solo lava corpo e capelli che vengono subito avvolti in una nube di morbidezza.

 

 

 

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Film e cartoni da vedere in vacanza https://www.filastrocche.it/film-e-cartoni-da-vedere-in-vacanza/ https://www.filastrocche.it/film-e-cartoni-da-vedere-in-vacanza/#comments Wed, 03 Jul 2013 10:19:50 +0000 https://www.filastrocche.it/?p=8953 Dopo una giornata trascorsa al solleone, una bella cenetta e poi…ci vuole un bel cartone animato da guardare in famiglia! E’ un ottimo modo anche per far rilassare i bambini ed essere sicuri di metterli a nanna tranquilli. Filastrocche.it vi consiglia alcuni titoli di film e cartoni da vedere in vacanza. Tra i cartoon Disney […]

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Retro Tv Set With Sun And Clouds

Dopo una giornata trascorsa al solleone, una bella cenetta e poi…ci vuole un bel cartone animato da guardare in famiglia!

E’ un ottimo modo anche per far rilassare i bambini ed essere sicuri di metterli a nanna tranquilli. Filastrocche.it vi consiglia alcuni titoli di film e cartoni da vedere in vacanza.

Tra i cartoon Disney i film dedicati al mare, che si trovano anche in Dvd, sono Le avventure di Nemo (anche se iniziano con il primo giorno di scuola…) e La Sirenetta, ambientati, come è noto, entrambi proprio in fondo al mare.

Sempre di pesci, anzi di una pesciolina che vuole diventare una bambina, parla un bellissimo film del registra Miyazaki (l’inventore di Heidi): Ponyo sulla scogliera.

Heidi è invece la serie televisiva in cartoni animati che per eccellenza riguarda la montagna.

Cartoon estivi in Dvd (perché ambientati alle Hawaii) sono anche quelli della serie di Lilo e Stitch, sempre della Disney, anche in serie Tv.

Non si può non citare ancora tutta la serie dei tre titoli del Il Re Leone, ambientati al caldo nella savana, così come Il libro della giungla.

Infine tutti e tre i film di Toy Story sono quasi sempre ambientati d’estate nel giardino della casa di Andy, il bambino proprietario dei giocattoli che si animano.

Passando ai film non in cartoni animati, tra i cosiddetti live action per ragazzi troviamo Winter il delfino, dell’anno scorso (2012), tutto ambientato nell’acqua.

Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi è invece la storia di un professore che ha inventato un’incredile macchina in grado di rimpicciolire le cose.

Anche se non è prettamente estivo, è tutto ambientato nel giardino di casa. Ideale da vedere in montagna o in campagna.

Buona visione e buome vacanze a tutti!

 

Maria Eva Virga

 

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Navigare Sicuri: 5 cose che ho capito https://www.filastrocche.it/navigare-sicuri-5-cose-che-ho-capito/ https://www.filastrocche.it/navigare-sicuri-5-cose-che-ho-capito/#respond Thu, 16 May 2013 15:46:37 +0000 https://www.filastrocche.it/?p=7453 L’ultima tappa del tour di Navigare Sicuri è stata Roma, ed essendo anch’io una delle fortunate cittadine della capitale sono andata. Stavolta non dovevo parlare, per cui mi sono accomodata in prima fila insieme a mio figlio tredicenne (per cui perfettamente in target) e mi sono goduta gli interventi, che stavolta erano affidati, oltre all’impareggiabile […]

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foto

L’ultima tappa del tour di Navigare Sicuri è stata Roma, ed essendo anch’io una delle fortunate cittadine della capitale sono andata. Stavolta non dovevo parlare, per cui mi sono accomodata in prima fila insieme a mio figlio tredicenne (per cui perfettamente in target) e mi sono goduta gli interventi, che stavolta erano affidati, oltre all’impareggiabile generale Rapetto, a Carolina Rey, conduttrice del TiGGI per ragazzi di Rai Gulp e a Silvia Tropea, animatrice insieme a Serena Nobili del blog collettivo Genitori Crescono. E mentre li ascoltavo, tra un tweet e l’altro, ho buttato giù qualche riflessione su quello che io ho imparato da questa esperienza.

1. La prima cosa è un’osservazione sui ragazzi. In barba agli studi e alle statistiche sulle generazioni in divenire, una cosa è certa: crescete i ragazzi in un ambiente che li stimoli, che permetta loro di esprimersi, che metta in valore le loro potenzialità e le loro diversità, e avrete persone reattive, attente, consapevoli, portate ad emozionarsi, a farsi coinvolgere e ad agire. Non credo che servano altre ricette, serve casomai estendere questa possibilità a tutti, non solo ai privilegiati.

2. “Per parlare ai ragazzi bisogna essere chiari, diretti e divertenti.” Questa grande verità è di Carolina Rey, che è intervenuta  ieri e che si comunicazione con i più piccoli se ne intende. Ai ragazzini non si mente, è inutile, ti “sgamano” subito. Bisogna essere onesti, e trovare l’approccio ludico giusto. Che poi è il segreto di ogni apprendimento.

3. Il web è un mondo intero, e il fatto che sia virtuale è una sua qualifica, non deve intendersi come riduttivo. Ciò che mi ha colpito di più in questi mesi è stato il concetto di cittadinanza del web, ribadito più  volte da Rapetto. Bisogna imparare ad abitare il web come si abita un paese, cercando di dare il meglio di sé, di partecipare e contribuire, di aiutare gli altri, di esercitare diritti e doveri, imparando le regole di buon vicinato e i limiti del nostro ego.

4. Il web permette di esprimere se stessi, di abbattere confini culturali e materiali. Non servono conoscenze o raccomandazioni per condividere con gli altri quello che ci piace e che sappiamo fare. Insegnare “a fare” sul web mi sembra l’approccio più sano, quello che protegge da abusi ed eccessi. Ed è un approccio da perseguire a tutti i livelli, dai più piccoli agli adolescenti.

5. Ultimo, ma non ultimo per importanza, sono convinta che un progetto come Navigare Sicuri sarebbe utile anche per gli adulti. Non solo tu temi come la sicurezza o il furto di identità, ma anche le regole di buon comportamento e la gestione delle emozioni sul web. Vedo troppe persone della mia generazione che non riescono a sfruttare le potenzialità della rete, o usano i social network con meno maturità dei preadolescenti. Credo che insegnare ai genitori e agli insegnanti trattandoli come utilizzatori prima ancora che come referenti adulti di nativi digitali potrebbe essere una chiave di sviluppo interessante.

Anna Lo Piano

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NavigareSicuri arriva a Roma per la tappa finale del Tour 2013 https://www.filastrocche.it/navigaresicuri-arriva-a-roma-per-la-tappa-finale-del-tour-2013/ https://www.filastrocche.it/navigaresicuri-arriva-a-roma-per-la-tappa-finale-del-tour-2013/#respond Mon, 13 May 2013 07:14:32 +0000 https://www.filastrocche.it/?p=7247 Arriva a conclusione il tour di NavigareSicuri di quest’anno, e per l’ultima tappa si ferma a Roma. Giovedì 15 maggio alle ore 11.00 l’appuntamento è al Convitto Vittorio Emanuele II presso l’Auditorium di via Marcello Prestinari 8 (zona Viale Mazzini) con ospiti d’eccezione. Oltre al generale Rapetto, presenza fissa ed irrinunciabile del tour , sul […]

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navigaresicuri

Arriva a conclusione il tour di NavigareSicuri di quest’anno, e per l’ultima tappa si ferma a Roma.

Giovedì 15 maggio alle ore 11.00 l’appuntamento è al Convitto Vittorio Emanuele II presso l’Auditorium di via Marcello Prestinari 8 (zona Viale Mazzini) con ospiti d’eccezione.

Oltre al generale Rapetto, presenza fissa ed irrinunciabile del tour , sul palco di NavigareSicuri ci saranno Carolina Rey,  conduttrice del TIGGì Gulp, e Silvia Tropea, fondatrice e animatrice, insieme a Serena Nobili, del blog collettivo per famiglie Genitori Crescono.

Insieme si toccheranno i vari temi affrontati quest’anno (sicurezza in internet, adescamento online, cyberbullismo, privacy, furto di identità, dipendenza da internet).
Ovviamente ci sarò anch’io, accompagnata per l’occasione anche da mio figlio tredicenne.

Non perdetevi questo appuntamento, ogni volta c’è davvero tanto da imparare.

Io vi aspetto giovedì, ci vediamo a Roma!

Anna Lo Piano

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A Cagliari con Navigare Sicuri per parlare di legalità e web https://www.filastrocche.it/a-cagliari-con-navigare-sicuri-per-parlare-di-legalita-e-web/ https://www.filastrocche.it/a-cagliari-con-navigare-sicuri-per-parlare-di-legalita-e-web/#respond Fri, 03 May 2013 10:59:17 +0000 https://www.filastrocche.it/?p=6993 Musica, film, libri, informazione: sul web è tutto gratis o ci sono dei limiti? Cosa vuol dire creative commons? Scaricare un film è come rubare? E vederlo in streaming? Parlare di legalità sul web vuol dire affrontare un modo diverso di intendere la condivisione della cultura, riflettere sul concetto di proprietà intellettuale e dei nuovi […]

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Musica, film, libri, informazione: sul web è tutto gratis o ci sono dei limiti? Cosa vuol dire creative commons? Scaricare un film è come rubare? E vederlo in streaming?

Parlare di legalità sul web vuol dire affrontare un modo diverso di intendere la condivisione della cultura, riflettere sul concetto di proprietà intellettuale e dei nuovi stili di produzione artistica.
E chi meglio di un gruppo musicale può affrontare questo argomento con degli adolescenti?

Mercoledì prossimo 8 maggio Gué Pequeno dei Club Dogo, un gruppo hip hop, incontrerà i ragazzi della scuola media GB Tuberi in via Venezia 21, a Cagliari, alle 11.30.

Con lui sul palco di Navigare Sicuri ci sarà anche il Generale Rapetto e Cecilia Spanu di FattoreMamma.

Questa volta l’incontro non sarà trasmesso in streaming, ma il video sarà comunque disponibile nei giorni seguenti sul sito di Navigare Sicuri.

Anna Lo Piano

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Cinque semplici trucchi per non farsi dire dai genitori che si sta troppo tempo al computer https://www.filastrocche.it/cinque-semplici-trucchi-per-non-farsi-dire-dai-genitori-che-si-sta-troppo-tempo-al-computer-piu-uno/ https://www.filastrocche.it/cinque-semplici-trucchi-per-non-farsi-dire-dai-genitori-che-si-sta-troppo-tempo-al-computer-piu-uno/#respond Mon, 22 Apr 2013 08:13:35 +0000 https://www.filastrocche.it/?p=6773 In teoria sembra tutto facile. Anche parlare ad un gruppo di pre-adolescenti (traduco: gruppo di ragazzini di 12 /13 anni) di dipendenza da internet. In teoria dicevo, però, perché quando un adulto si rivolge ad un pubblico di quell’età il rischio è sempre quello di far la parte dell’insegnante/genitore che ammonisce, e loro di ammonizioni […]

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In teoria sembra tutto facile. Anche parlare ad un gruppo di pre-adolescenti (traduco: gruppo di ragazzini di 12 /13 anni) di dipendenza da internet. In teoria dicevo, però, perché quando un adulto si rivolge ad un pubblico di quell’età il rischio è sempre quello di far la parte dell’insegnante/genitore che ammonisce, e loro di ammonizioni ne hanno già abbastanza.

Mi sono fatta allora un esame di coscienza.
Io, che lavoro sul web e con il web, cosa ho imparato dalla mia esperienza?  Non ho rischiato io stessa di abusarne, fino a perdere il senso del tempo, ad utilizzare male le mie energie e anche a scivolare in comportamenti compulsivi, come verificare la posta due secondi dopo avere aperto gli occhi al mattino (e a volte senza neanche averli aperti del tutto?)
Come ha ben spiegato durante l’incontro di Firenze di NavigareSicuri il professor Federico Tonioni, che lavora nell’ambulatorio dedicato all’Internet Addiction Disorder del Policlinico Gemelli di Roma, tra l’abuso e la dipendenza vera e propria c’è comunque un confine, che però bisogna evitare di superare grazie alla prevenzione e ad una sana consapevolezza.

Fino a qua ci siamo.
Ma come si fa a capire qual è il confine, convincersene, convincere i nostri figli e trovare una soluzione alternativa e condivisa? Non è facile, io stessa mi ritrovo a sgolarmi più volte al giorno dicendo  le cose orrende che dicono tutti i genitori, tipo basta con quel computer, ora spegni, esci, hai fatto i compiti? Prima ti rifai il letto e poi giochi.
Da questa auto-osservazione antropologica ne ho tirato fuori qualche spunto, ad uso dei ragazzi in primo luogo, e dei genitori per diretta conseguenza.

Si tratta di semplici trucchi per non farsi urlare dietro, stare on line in santa pace, e crescere bene lo stesso (e anche meglio).

1. Il primo trucco si chiama la giustificazione del “lo faccio per lavoro”. Io per lavoro mando mail, chiacchiero su FB, mando tweet e mi esalto per un like. “Fanno come le ragazzine” ha detto un tipetto sveglio seduto dietro me e Jolanda, vedendoci smanettare sui cellulari. Giustificarsi con i propri genitori del fatto che c’è gente che sta su FB per lavoro può zittirli per un po’, fino a quando ti chiedono schifati “ma che razza di lavoro è?”. E come dargli torto?. Hanno ragione almeno quanto ne hanno i miei figli quando mi impongono di alzarmi dalla sedia ed andare a tavola a mangiare, che si è fatta una certa.

2. Il secondo trucchetto consiste nel provocare nel genitore una profonda immedesimazione col nativo digitale, ricordandogli le storie che gli venivano fatte quando passava ore al telefono il pomeriggio. Anche questo però è un trucco a tempo determinato (massimo 10 minuti). Il genitore tipo infatti tende a rimuovere questi ricordi sgradevoli e poi nessuna generazione è riuscita a considerare davvero normale e degna di stima quella l’ha seguita.

3. Il terzo consiste nel trovare un codice condiviso per gli stadi di reciproca insofferenza. Si può avere un livello uno per “ok, hai aperto Fb ma hai da fare storia e matematica, mi raccomando”, un livello 2 per “ti do ancora un quarto d’ora e poi se non chiudi quell’affare comincio ad innervosirmi”, e un livello 3 per “chiudi immediatamente altrimenti vengo lì e ti spacco la tastiera (o ti levo il cellulare per sempre)”. Non risolve il problema ma almeno evita le frasi tipo “questa casa non è un albergo”  che ogni volta che le pronunci ti escono 20 nuovi capelli bianchi.

4. Il quarto si chiama trucco del pomodoro. L’ho imparato da gente più brava ed esperta di me. Consiste nel darsi un tempo per le cose, facendosi aiutare da un timer da cucina (magari proprio a forma di pomodoro) o da una sveglia. Basta che suoni però, ricordandoci che abbiamo mezz’ora per fare i compiti, almeno i più importanti, prima di dedicarci a quello che ci piace davvero.

5. Il quarto, più difficile, consiste nell’acquisire coscienza dei propri stati d’animo. Se dopo aver passato qualche ora su internet ci sentiamo carichi, con idee e voglia di fare, è tutto ok, ma quando cominciamo a non avere più voglia di fare niente, ci sentiamo stanchi e svogliati, ci sembra di non aver scambiato niente con gli altri e non abbiamo neanche voglia di farlo, allora vuol dire che qualcosa non va. Che nella nostra giornata ci è mancato qualcosa. Non si tratta di eliminare internet, ma di trovare fuori da lì le risposte ai nostri malesseri. Diamoci una scrollata e usciamo, cerchiamo interessi diversi, reali e non virtuali.

L’ultimo trucco invece riguarda i genitori. Quella che stiamo vivendo è una rivoluzione antropologica. La possibilità di scambiare informazioni ed emozioni in modo così rapido e virtuale ci pone davanti a delle sfide. Capire come comportarsi attingendo solo alla nostra esperienza non basta, come non basta dare limiti. Non sarà un maggior controllo o clausole sul tempo a risolvere ogni cosa. La cosa più importante è mantenere un contatto costante con i ragazzi, che in questa fase devono allontanarsi, entrare in conflitto ed in confronto polemico con noi, ma hanno bisogno di far ritorno al nido (anche se solo quando vogliono loro, questo è chiaro).
Accompagnarli a questa età non vuol dire guidarli mano nella mano, ma camminare a debita distanza, con occhi e orecchie attente, pronti a meravigliarsi di tutto quello che sono, al di là di ogni nostra immaginazione.

Anna Lo Piano

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Navigaresicuri a Firenze per parlare di dipendenza da Internet https://www.filastrocche.it/navigaresicuri-a-firenze-per-parlare-di-dipendenza-da-internet/ https://www.filastrocche.it/navigaresicuri-a-firenze-per-parlare-di-dipendenza-da-internet/#respond Mon, 15 Apr 2013 08:00:31 +0000 https://www.filastrocche.it/?p=6603 Passare ore davanti al computer perdendo la cognizione del tempo, appassionarsi ad un gioco on line come se fosse vero, chattare serate intere, sono comportamenti normali o devono destare preoccupazione? Quand’è che si passa dal piacere all’abuso, dall’ossessione alla vera e propria dipendenza da internet? Se ne parlerà a Firenze nell’ambito del progetto NavigareSicuri mercoledì […]

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Passare ore davanti al computer perdendo la cognizione del tempo, appassionarsi ad un gioco on line come se fosse vero, chattare serate intere, sono comportamenti normali o devono destare preoccupazione?
Quand’è che si passa dal piacere all’abuso, dall’ossessione alla vera e propria dipendenza da internet?

Se ne parlerà a Firenze nell’ambito del progetto NavigareSicuri mercoledì 17 aprile insieme al generale Umberto Rapetto e al dott. Federico Tonioni, psichiatra e responsabile dell’ambulatorio dedicato all’Internet Addiction del Policlinico Gemelli, e autore di “Quando internet diventa una droga”, Einaudi 2011.

L’appuntamento è alle 11 presso la Scuola Media Beato Angelico, in via Leoncavallo 12.

In questa tappa ci sarò anch’io, in trasferta da Roma, per raccontare la mia esperienza di utilizzatrice “intensa” del web, alle prese con utilizzatori adolescenti altrettanto “intensi”.

Se riuscirete ad esserci, sarò felice di incontrarvi di persona.
L’appuntamento per tutti gli altri invece è sul sito di NavigareSicuri con la diretta streaming.
A mercoledì, allora!

Anna Lo Piano

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“Mandami una foto senza maglietta”. Il sexting tra voyeurismo e bisogno d’amore. https://www.filastrocche.it/mandami-una-foto-senza-maglietta-il-sexting-tra-voyeurismo-e-bisogno-damore/ https://www.filastrocche.it/mandami-una-foto-senza-maglietta-il-sexting-tra-voyeurismo-e-bisogno-damore/#respond Thu, 11 Apr 2013 09:53:30 +0000 https://www.filastrocche.it/?p=6591 “Ai nostri tempi quando facevi un viaggio, o una gita, scattavi le foto, poi portavi il rullino in laboratorio per farlo sviluppare, sceglievi le foto da stampare e poi invitavi gli amici (o qualche malcapitato) a vederle con te”. In questo ricordo di Daniel Giunti, psicoterapeuta e sessuologo, durante l’incontro di NavigareSicuri a Bologna, sta […]

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“Ai nostri tempi quando facevi un viaggio, o una gita, scattavi le foto, poi portavi il rullino in laboratorio per farlo sviluppare, sceglievi le foto da stampare e poi invitavi gli amici (o qualche malcapitato) a vederle con te”.
In questo ricordo di Daniel Giunti, psicoterapeuta e sessuologo, durante l’incontro di NavigareSicuri a Bologna, sta il senso di una rivoluzione antropologica avvenuta nel giro di pochi anni e così in fretta da non avere il tempo di esserne coscienti.

A parte il fatto che questi sono ancora i “nostri tempi”, è vero che noi non nativi digitali siamo cresciuti con l’idea che per riuscire a comunicare fosse normale trovare prima un telefono da cui chiamare, o fare la fila per il nostro turno all’apparecchio, o imbustare una lettera ed attendere poi la risposta sbirciando nella buca delle lettere. E siccome siamo dei meravigliosi ”flessibili digitali” ci siamo subito abituati alle novità tecnologiche, e ritornare oggi ai tempi dilatati di appena vent’anni fa (ma anche 10 o 5 o semplicemente 1) ci sembrerebbe una gran tortura.

C’è però una cosa che in questo meraviglioso cambiamento rischiamo di avere perso per sempre, ed è la sana abitudine di aspettare prima di rispondere ad un post, mandare un tweet, un messaggio, una foto. Insomma, il buon vecchio “conta fino a 10 prima di parlare” non ha perso la sua ragione d’essere.

Se l’immediatezza che contraddistingue la nostra epoca rischia di fare inciampare in qualche trappola noi bradipi della comunicazione, immaginiamo cosa può fare nel caso di adolescenti in crescita,  che nel riconoscimento da parte del gruppo e nella condivisione stanno formando la propria identità, anche sessuale.

Anche l’approccio con la sessualità è cambiato dopo internet. Nell’età in cui il corpo cambia, la curiosità di scoprire se stessi e gli altri, di ricevere l’approvazione degli altri, di sentirsi rassicurati sul proprio aspetto fisico, i ragazzi (e spesso anche alcuni adulti, che forse da quella fase non  sono mai usciti) ad usare la tecnologia in modo esibizionista o voyeuristico.
Il sexting è una delle espressioni possibili di questa curiosità sessuale, che consiste nel diffondere messaggi o foto di contenuto sessuale. Spesso sono proprio gli stessi adolescenti, soprattutto ragazze, che si fanno le foto con l’autoscatto e le inviano ad un fidanzatino, un amico, un gruppo ristretto di persone pensando che il proprio gesto non avrà alcuna conseguenza.
Secondo le statistiche lo si fa per scherzo, o per fare piacere al proprio partner, per “fargli un regalo”, e spesso purtroppo anche in cambio di qualcosa, magari la ricarica di un cellulare. Il corpo così diventa merce di scambio, materiale ma anche e soprattutto affettiva. Le foto, una volta inviate, possono essere mostrate, condivise, esibite per dimostrare la propria virilità, l’appartenenza al gruppo, la sensazione di dominare.

In questa luce la strategia più efficace rimane la prevenzione. E’ necessario che i ragazzi abbiano fin da piccoli un’educazione sessuale adeguata, che imparino a conoscere il proprio corpo e a dargli il valore che merita, per pretendere il rispetto dagli altri.

Una volta che i ragazzi si trovano in difficoltà, però, la cosa peggiore da fare è rifugiarsi in un “te l’avevo detto” o in un rimprovero senza scampo. Un adolescente che chiede aiuto ad un adulto, genitore od insegnante che sia, è già in una situazione di fragilità, non cerca giudizi ma ascolto. Lo spazio e il tempo per un reciproco ascolto, per quanto difficile da ritagliare in mezzo ai ritmi frenetici in cui viviamo,  è fondamentale nella relazione tra genitori e figli adolescenti. In questa fase le trasformazioni sono tante che può capitare d’un tratto di percepirsi come estranei, e si ha bisogno di ricominciare a conoscersi e ad accettarsi, senza giudizi e senza pregiudizi.

Anna Lo Piano

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