Come presentare San Francesco ai bambini

San Francesco

San Francesco è uno dei santi più amati al mondo.

Il 4 ottobre si celebra la sua festa. Una ricorrenza che lo ricorda in doppia veste: il Patrono d’Italia ma anche il Santo degli animali.

San Francesco infatti è considerato il protettore di tutte le creature viventi.

La leggenda vuole che parlasse con gli animali, pesci, uccelli, lupi… tanto che in numerosi dipinti è raffigurato proprio in loro compagnia.

Il Santo di Assisi chiamava fratello il Sole e sorella la Luna. Per lui tutti gli animali meritavano rispetto e il suo Cantico delle creature inizia proprio con una lode:

“Laudato sie, mi Signore cum tucte le Tue creature”.

Per questo motivo, in concomitanza del 4 Ottobre è stata istituita su iniziativa di Heinrich Zimmermann, scrittore ed editore tedesco della rivista Mensch und Hund (L’uomo e il cane), proprio la Giornata mondiale degli animali festeggiata per la prima volta nel 1925, al Palazzo dello Sport di Berlino.

San Francesco

San Francesco: un modello per i bambini

L’esperienza di San Francesco costituisce un esempio e un continuo stimolo per i bambini.

Il racconto della vita e delle storie di questo Santo possono aiutare a scoprire e coltivare nei piccoli il senso vero della libertà, il rispetto della natura, l’amore disinteressato verso l’uomo e il creato, la difesa degli ultimi e la condanna schietta dei soprusi. 

Il filo conduttore della sua esistenza è stato l’amore declinato in tutte le sue forme.

La sua vita ci ricorda che solo attraverso il rispetto reciproco è possibile vivere con serenità, uomini e animali. 

Per leggere la Storia di San Francesco, cliccate qui!

San Francesco

San Francesco

Filastrocca di Fausto Salvatori

Parlava alle cicale,

predicava agli uccelli,

e l’albero e l’arbusto

erano suoi fratelli.

A la Vergine santa,

con l’anima amorosa

volgendo la preghiera,

dicea: “Mistica rosa”.

poi levava la voce

in gloria del Signore:

dove posava un piede,

ivi nasceva un fiore.

Le agnelle al suo passare

accorrevano liete,

le tortore selvagge

rendeva mansuete;

ai lupi furiosi

donava la dolcezza:

tanta virtù gentile

avea nella carezza!

Amava con l’esempio

ornare le parole,

e gli umili diceva

simili alle viole

che germolian tra il verde,

modeste ed ignorate,

ma d’un sottile aroma

nel calice beate.

Il Santo aveva lacrime

per tutte le sventure,

lieto benediceva

tutte le creature;

avea l’anima pura

come il fiore del giglio,

la carità splendeva

soave nel suo ciglio,

la carità che i poveri

e i dolenti consola:

come una fonte limpida

era la sua parola.

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