Verde il mio campo

Testo: Salvatore Quagnano - Musica: Dario Sebastiano Pagano

Verde il mio campo

Cantiamo insieme: Verde il mio campo di Salvatore Quagnano e Dario Sebastiano Pagano

Solo freddo e buio c’è,
vorrei fuori stare.
Nonno canta e abbraccia me:
“dormi e non pensare”.
Il mio campo adesso è
sassi, vetri e fosse.
Il pallone è qui con me,
le scarpette rosse.

Corri, corri e… Non si può più.
Passa, passa, dai, tira il pallone.
Segna, segna e… Non ci sei tu,
l’amico mio, il supercampione.

Trema il mondo come me,
non siamo allo stadio.
Col rigore che non c’è
viene giù la radio!

Corri, corri e… Non si può più.
Passa, passa, dai, tira il pallone.
Qui, la libertà panchina fa,
resta in riserva.
Sì, lei resta là, non gioca ma
triste ci osserva.

Corri, corri e… Non si può più.
Passa, passa, dai, tira il pallone.
Solo vorrei verde il mio campo
dove giocare io e te.

Corri, corri e… Non si può più.
Passa, passa, dai, tira il pallone.
Segna, segna e… Non ci sei tu,
l’amico mio, il supercampione.

 

Note sulla canzone: Verde il mio campo

Testo: Salvatore Quagnano
Musiche: Dario Sebastiano Pagano
Voce solista: Anita Pappalardo
Seconde voci e coro: Silvia Galignano
Missaggio e mastering: Giuseppe Ciccarese
Copertina ufficiale dell’uscita online: Marisa Quarta

Verde il mio campo è una delle 17 canzoni selezionate per la 54° edizione del Festival della canzone per l’infanzia “Voci nostre” svoltasi a Buie, in Croazia, lo scorso 13 Dicembre 2025.

La canzone parla della guerra senza mai citarla.

Chi parla è un bambino costretto in una cantina/rifugio col nonno che ha cura di lui, papà è in guerra, il nonno lo consola mentre fuori la guerra impazza.

Il pensiero del bambino va al suo verde campo, il campetto di calcio vicino casa sua dove giocava con il suo amico del cuore che non c’è più. La guerra se l’è portato via.

C’è un parallelo per tutto il testo di suoni e modi di dire legati al calcio e alla guerra, di “effetti da stadio” come effetti di guerra (boati del pubblico come boati di missili, tremore di spalti come tremore del terreno, ecc.).

In tutto questo, mantenendo fede al parallelo calcistico, la Libertà resta in panchina, triste, non può che osservare!
Vorrebbe giocare con i bambini e il bambino vorrebbe giocare con lei, ma non c’è posto per entrambi sul campo, né c’è più il campo e nemmeno l’amico del cuore con cui giocare.

La Libertà osserva impotente.

La chiave del testo è nel desiderio sospeso del bambino di voler tornare a giocare sul suo verde campo con il suo amico del cuore.

Il ritornello chiosa come prima aveva intervallato le strofe descrivendo una concitata azione di gioco.

 

Per ascoltare: Verde il mio campo, guarda questo video

 

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