Il topino, l’uccellino e la salsiccia



topino

C’era una volta una casetta piccina dove vivevano in armonia un uccellino di nome Pitì, un topolino chiamato Totò e una salsiccia grassottella che si chiamava Sasà. I tre vivevano d’amore e d’accordo e ognuno di loro aveva un compito che svolgeva con impegno e buona volontà.
All’uccellino toccava andare in cerca di cibo: volando poteva avvistarlo meglio e procurarselo velocemente; inoltre doveva trovare legna per il fuoco. La mansione del topo era quella di rassettare la casa e il giardino, doveva accendere il fuoco e trasportare l’acqua. La salsiccia era la cuoca di casa. Con questo sistema, le cose funzionavano a meraviglia e nessuno aveva mai avuto da lamentarsi.
Un giorno, Pitì incontrò un suo amico, un pettirosso saputello. Gli raccontò della perfetta organizzazione in casa e di quanto stesse bene in compagnia dei suoi amici Totò e Sasà. “Perdindirindina!” esclamò il pettirosso sgomento. “Vuoi dirmi che i compiti sono così divisi? Ma è un’ingiustizia! Non ti accorgi che tutte le mansioni più pesanti ricadono su di te?” insinuò il volatile sapientone, poi aggiunse: “Totò mette a posto la casa e poi si rilassa sul divano, Sasà non fa altro che mangiucchiare mentre cucina, e tu? Sei tu l’unico a faticare davvero!”. “Non ci avevo mai pensato” disse l’uccellino triste e, con le ali basse e il becco imbronciato, se ne tornò a casa.
Quando lo videro arrivare così turbato, i suoi amici si preoccuparono: “Cos’è successo?” squittì il topolino. “Vi devo parlare!” affermò serio serio Pitì. Si sedettero intorno al tavolo e Pitì cominciò: “Questo sistema non va più bene: qui sono l’unico che fatica davvero, bisogna che ci scambiamo i ruoli, dobbiamo fare almeno una prova!”. Gli altri due lo guardarono ammutoliti, mai nessuno si era lamentato ed era strano che Pitì fosse scontento, così, di punto in bianco. Però non si opposero e siccome gli volevano bene dissero: “Va bene Pitì, come vuoi tu, non sappiamo se funzionerà, ma proviamoci”. Estrassero a sorte. Al topo toccò cucinare, la salsiccia dovette cercare cibo e legna e Pitì si mise a sistemare casa e a trasportare acqua.
La sera dopo, Pitì e Totò aspettavano la salsiccia che non arrivava: era andata nel bosco a cercar legna. Ritardava così tanto che Pitì volò a cercarla. Dopo molto tempo la vide tramortita sotto un mucchio di fascine. “Che ti è successo?” le chiese preoccupato. “Ah sapessi Pitì, ho fatto una gran fatica a trascinare le fascine, con tutta questa ciccia che mi ritrovo; poi è arrivato un branco di lupi che mi voleva sbranare, ero terrorizzata! Per fortuna c’è stato uno sparo di fucile e i lupi sono scappati via, ed eccomi qua!” raccontò esausta la salsiccia. Pitì se la caricò sul dorso e la portò a casa. Il medico disse che Sasà doveva stare a letto per due settimane.
Totò si mise a cucinare, ma era così goffo e impacciato con quella coda lunga che si impigliava ovunque! E così, mentre stava facendo la frittata, inciampò e andò a finire col musino sulla padella. Che dolore! Anche a lui il medico prescrisse: “Due settimane di riposo!”.
Pitì allora si mise a fare le faccende di casa, ma con tutta la buona volontà non si sentiva per niente adatto! Con le sue ali non faceva che urtare tra i mobili, non aveva la delicatezza e le manine leggere di Totò! Poi dovette anche cucinare e anche lì fu un vero disastro: non riusciva ad afferrare la pentola, non riusciva a pelare le patate, non era capace nemmeno di sbucciare una banana!
Pitì si rattristò molto: capì che ognuno a casa aveva dato una mano su quello che sapeva fare: Totò sapeva riordinare, Sasà sapeva cucinare e lui era un asso nel procurare cibo e legname. “E’ stata tutta colpa mia, amici! Le cose andavano così bene prima! Mi sono lasciato prendere dal mio stupido orgoglio! Scusatemi tanto!” disse tra le lacrime e i singhiozzi. “Ma non preoccuparti stupidino, noi ti vogliamo bene lo stesso, ricominceremo da capo, vedrai!” gli risposero Sasà e Totò.
I tre amici si abbracciarono contenti, presto i due malati guarirono e si riorganizzarono per il meglio. “Siamo una grande squadra!” esclamano ogni giorno contenti!

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