La balena dormigliona

Manuela Monari

La balena dormigliona

Leggiamo insieme: La balena dormigliona di Manuela Monari

Le onde dell’oceano ruzzolavano tranquille le une addosso alle altre, mentre i riflessi del sole balzavano allegramente sulla loro schiuma bianca.
Giù, giù, molto in profondità, nei sotterranei bui di quel mare spumeggiante viveva una balena.
Era un’enorme balena blu.

A prima vista quel gigante posato sul fondo sembrava spaventoso, ma in realtà era una balena davvero strana. Non era mai riuscita ad agitare le acque del suo mare con salti spettacolari; non aveva mai navigato con orgoglio lo spazio intorno a lei; il suo spruzzo era più debole di un rubinetto guasto.
Non era mai stata la regina del mare, e nemmeno desiderava esserlo.
La balena blu voleva soltanto dormire.

Dormiva di giorno, dormiva di notte, dormiva quando il mare era liscio come l’olio e quando banchi di tonni ne infuriavano le acque.
Dormiva sempre.
Di tanto in tanto socchiudeva i suoi piccoli occhi e spalancava pigramente la voragine della sua bocca per acchiappare qualche sfortunato pesciolino di passaggio.

Gli altri abitanti del mare non la temevano e non perdevano occasione per deriderla. Si avvicinavano e le riservano scherzi d’ogni tipo.

Le piovre le solleticavano il muso con i loro lunghi tentacoli.
“Sei davvero un disastro di balena!” cantilenavano in coro.
Le meduse danzavano in cerchio intorno ai suoi occhi facendosi beffa di lei.
“Ninna, nanna, ninna aaah la balena dormirà!” canticchiavano con le loro vocine stridule.
I tonni che si imbattevano in quella specie di montagna addormentata le sfilavano accanto sbattendo forte le pinne. Scuotevano la testa e si strizzavano l’occhio: “Povero gigante rammollito! Se ne sta lì imbalsamata con tutto quel che c’è da fare nel mare!”.

Solo gli ippocampi, d’umore più tranquillo, si adagiavano su di lei per riposare. Non c’era pericolo per nessuno di loro. La balena dormiva placidamente soffiando dalla bocca milioni di bollicine e uno strano sibilo musicale.

Un bel giorno il cielo che sovrastava quel brandello di mare si oscurò. L’azzurro si tramutò in un viola scuro, denso di nuvole spugnose. Poi all’improvviso la tempesta scoppiò!

Era il temporale più impetuoso e terribile che si fosse mai visto. Il cielo si ribellò e urlò con voce di tuono. Pesanti gocce di pioggia si conficcarono nel mare come spilli acuminati. Fulmini e tuoni rimbombavano ovunque, mentre tutti gli animali del mare, spaventati, si inabissavano e si nascondevano tra le rocce.

“Presto, presto allontaniamoci!” si lamentavano scorfani, sgombri e murene.
“Aiuto, si salvi chi può!” gridava la tremolante vocina delle meduse, mentre sventagliavano velocemente il loro mantello di gelatina per sfuggire più in basso.

In un attimo le acque sembrarono un deserto. Non più vita. Nessun movimento.

Fu proprio in quel momento che la balena si svegliò.
“Uuahhh!” sbadigliò lentamente “Che cos’è questo frastuono? Chi osa disturbare il mio sonnellino?” bofonchiò la balena blu con un vocione da far spavento.
Poi non vedendo nessuno intorno a sé cominciò a sbatacchiare le sue pinne e dopo tanto tempo finalmente si mosse, sollevando una nuvola di sabbia.
“Meglio controllare che cosa stia succedendo. Qui non si può neanche dormire in pace!”.

La balena lentamente emerse dalle acque ed era così infuriata per essere stata svegliata di soprassalto che si slanciò minacciosa verso il cielo compiendo un acrobatico, lunghissimo salto fuori dall’acqua.

Se i suoi compagni marini l’avessero vista non avrebbero potuto credere ai loro occhi.
La balena blu, in vetta al suo salto, spalancò le fauci e “Hammm” Pioggia, lampi e tuoni furono inghiottiti in un attimo. Il cielo, come per miracolo, tornò sereno. Il mare si acquietò.

Ma qualcosa era cambiato per sempre. Le nubi imprigionate nell’enorme pancia della balena non si erano calmate, ora il temporale si era scatenato dentro di lei!
Fulmini, nubi, tuoni, pioggia, frastuono assordante, tutto si agitava nel ventre della balena che da quel giorno in poi non riuscì più a dormire.

E fu davvero una fortuna per lei.
Diventò così vispa e arzilla che navigava senza sosta nel mare, come un ciclopico battello.
La si poteva vedere ovunque.

Nessuno osò più deriderla.
“Non è più la stessa! E’ forte e coraggiosa, è la migliore tra noi!” sussurravano gli abitanti del mare stupiti e intimoriti.

C’era in lei la velocità del vento, la potenza del tuono e il canto ritmico della pioggia.
E quando la grande balena spalancava la bocca per mangiare si poteva udire per lungo tempo la voce del temporale.

Ora era diventata davvero la regina del mare.
Tutti quanti, pesci, molluschi e crostacei si inchinavano al suo maestoso passaggio. I tonni la scortavano allegramente seguendone la scia. Soltanto agli ippocampi fu permesso di riposarsi ancora sul suo dorso.

La grande balena blu, infatti, ricordava bene quanto fosse bello dormire cullata dalle onde e soprattutto quanto fosse bello avere dei fedeli amici.

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