La guerra con la musica

Barbara di Castri



La guerra con la musica“Venite qui popoli in guerra! Qui faremo tutti la pace!”.
Un palloncino rosso volteggia sopra una tenda di profughi, è stato legato con un filo dorato e sventola come una bandiera, fra il cielo e la terra. Il palloncino ha sopra una scritta, è fatta con un pennarello speciale, colore argentato e non si cancella mai: racconta la storia di Pirro e di Pitù.

Pirro e Pitu’ sono due bambini che nascono già nemici, perché i loro padri sono sempre in guerra e si combattono ogni giorno da tanti anni. Pirro è un bambino bruno, con due grandi occhi neri, quando sorride allarga la bocca, ha i denti bianchissimi e da quando è piccolo, passa le ore a giocare sottoterra, nei rifugi, lì è l’unico posto sicuro perché non cadono le bombe dal cielo. Oramai si è abituato a vivere al buio, a non vedere il mare, a dimenticare il vento sulla faccia quando fa volare la sua navicella spaziale. E’ bella la sua navicella spaziale, tutta colorata a strisce, come l’arcobaleno, la porta sempre dentro il suo zainetto con la speranza che un giorno possa ritornare a volare ancora. E’ un regalo di sua nonna che gli ha detto: “Questa navicella spaziale vola veloce come la luce e può viaggiare anche nel futuro”. La nonna gli accarezza sempre i suoi capelli neri come il carbone e lo incoraggia: “Questa navicella vede un futuro migliore, senza la guerra, le bombe e la distruzione.”

Pitu’ invece è un bambino con i capelli pel di carota, sono di un colore rosso acceso, come il fuoco in un camino. Anche lui è nato in guerra e in certe notti, buie come l’inchiostro, suona una sirena: HUUUUU! HUUUUU! Fa paura e lo fa saltare dentro il letto. La sirena avvisa che stanno per iniziare i bombardamenti, allora Pitu’ prende tutti i suoi giochi e corre con mamma e papà dentro un altro rifugio, l’unico posto sicuro, è come una grotta, un abbraccio fatto di pietra e lo protegge sempre. Ma un giorno in quel lembo di terra, bello come il sole, lambito dal mare e dagli spruzzi delle onde, inizia un bombardamento così forte che distrugge le case, le piante, i monumenti, la vita. Quanto bello c’è da distruggere quando nell’aria si alza il profumo del gelsomino. Il rumore è assordante, scoppia la terra, sembra la fine del mondo e ci sono tanti soldati che combattono con i mitra, le tute mimetiche, gli elmetti calzati sulla testa. TA TA TAN! TATA TA TAN! Pirro e Pitù scappano da quell’inferno fatto di fuoco, cenere, polvere e riescono a mettersi in salvo. Vengono subito portati via da uomini buoni, sono accolti con un grande sorriso dai volontari e poi viene loro assegnata una tenda.

Si sentono molto fortunati perché sono ancora vivi e, anche se sono bambini nemici, si guardano da lontano e sono molto incuriositi l’uno dell’altro. Vorrebbero tanto giocare insieme, ma i loro genitori sono nemici e si guardano sempre male e quindi non possono parlarsi. Arriva l’ora in cui il sole scende ed arriva il buio e Pirro e Pitù sono ancora fuori a guardare il cielo. Come è bello il cielo, pensano tutti e due, è pieno di stelle e loro se lo sono quasi dimenticato sotto terra a giocare nei rifugi! Vedono un lampo ed una grande luce, pensano subito ad una bomba, ma invece compare davanti ai loro occhi un mago: “Ciao ragazzi! Voi vi chiamate Pirro e Pitù, vero?”. I bambini fanno tre passi indietro, sono a bocca aperta e molto spaventati. Il mago sorride, è molto simpatico, ha un vestito lungo e bianco come la luna e ha in testa uno strano cappello a forma di cono ed arriva quasi al cielo: “Mi chiamo mago Canzoniere e scrivo la musica e le parole di tante canzoni, sono canzoni che compongo quando sono fra le nuvole! Ne ho scritte moltissime lassù, poi le provo al pianoforte e se la musica gira le faccio scendere sulla terra!”. Continua il mago: “Sapete, è il mio mestiere, sono tutte qui nel mio cappello, guardate come è lungo il mio cappello!”

Si avvicina e porge ai due bambini il suo cappello, è un grande cono, tutto pieno di palloncini rossi. Che strano, pensano Pirro e Pitù. “Vedete quanti palloncini? Per ogni palloncino, ho scritto una canzone, è una canzone magica che suona all’infinito, è sopra il palloncino, se solo mettete fuori il palloncino, l’effetto è assicurato!”. Il mago Canzoniere arriva finalmente al dunque: “Non siete un po’ stanchi di essere bambini nemici?”. Allora Pirro e Pitù rispondono in coro: “Sììììì, Sììììì, siamo stanchi!”. “Io infatti sono qui per voi! Questa guerra dura da tanto tempo ed ora di smetterla! Prendete il palloncino rosso e legatelo con questo filo argentato alla prima tenda che trovate nel campo profughi. Vedrete l’effetto è immediato! Io credo che la guerra sia una cosa brutta, è fatta di bombe, di sangue e fa tanto male perché uccide, io invece per dialogare e portare la pace vi suggerisco una canzone. La musica e le parole di una canzone fanno sempre bene al cuore, fanno ballare, essere allegri, se poi le parole di una canzone sono molto belle, allora si può sognare e si capiscono tante cose… Anche che la guerra è una cosa stupida!”. Mago Canzoniere si liscia serio la sua lunga barba. Come parla bene mago Canzoniere, pensano Pirro e Pitù. “Grazie mago Canzoniere!” dicono in coro Pirro e Pitu’ e corrono via, finalmente mano nella mano, come due amici perché la magia di mago Canzoniere sta già facendo il suo effetto.

E da allora è sempre festa in quel campo di profughi perché sopra una tenda Pirro e Pitù hanno messo un palloncino rosso con sopra una scritta, è una canzone bellissima che canta così: “Venite qui popoli in guerra! Qui faremo tutti la pace!”

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