La Principessa Samuela
Giovanna Mangone
In un regno chiamato Universus viveva con i genitori una temeraria principessa di nome Samuela. Si distingueva molto dalle altre ragazze di corte in quanto, fiera e coraggiosa, lottava sempre come un uomo. La madre, di nome Cleofa, era triste e disperata e non sapeva più come educare quella ragazza che ostentava atteggiamenti poco femminili. Nel regno si organizzavano spesso ricevimenti e feste dove venivano invitate bellissime principesse che scendevano da carrozze meravigliose e gentiluomini che contendevano la mano di qualche nobile dama.
A Samuela non piacevano affatto questi ricevimenti così sfarzosi, li riteneva inutili e preferiva confrontarsi nei duelli di spada. “Da grande diventerò una famosa spadaccina” diceva. “E difenderò il mio regno con ardore da qualsiasi attacco dei nemici!”. “Samuela!” la chiamava urlando la madre. “Ma dove ti sei cacciata? E’ da un’ora che ti cerco per tutto il castello, vai subito in camera tua, prendi il vestito più elegante che possiedi e indossalo, scendi al secondo piano nella sala dei ricevimenti così comincerai a fare anche tu interessanti conoscenze e chissà che ti innamorerai di un bel contendente”. “Cosa, madre? Dovrei farmi bella per vedere scimmiottare qualche rospo verde trasformato da principe azzurro? Non sono più la ragazzetta che sogna notti da favola…”.
La madre non sapeva più cosa fare e così decise di convocare il suo adorato consorte Doriut. “Caro mio re, consorte, io non so più quale soluzione trovare: nostra figlia si comporta come un uomo e non come una donna, oramai è cresciuta ed è arrivato il momento di prendere marito, quasi tutte le dame della sua età sono oramai sposate, ma lei non vuole saperne. Come possiamo trovare un rimedio?”. Doriut disse: “Mia carissima consorte, lasciamo ancora un po’ di tempo a nostra figlia, è una ragazza ancora immatura, vedrai che prima o poi cambierà idea, incontrerà un bel cavaliere e si innamorerà di lui; diamole fiducia e poi vedremo il da farsi”.
I giorni per Samuela trascorrevano tra studi, duelli e lunghe passeggiate in cortile. In quel tempo il regno Universus era spesso minacciato e assalito dai nemici che abitavano in un altro regno chiamato Megaz, erano validi esploratori e navigatori marittimi e già in passato si erano avventurati oltre i loro confini per colonizzare Universus. Una notte, mentre tutti dormivano, il regno Universus venne improvvisamente attaccato e preso d’assalto. Il re Doriut raggruppò tutti i suoi uomini e ordinò di alzare al più presto il ponte levatoio del suo castello. Il ponte era costruito in ferro molto resistente ed era molto difficile poterlo abbattere.
“Forza uomini, vi ordino di chiudere subito il ponte levatoio, non fate passare nessuno, i nostri nemici sono molto pericolosi, salite al castello fino alla torre più alta e armatevi di frecce e spade; quando darò l’ordine di scagliare, voi scagliate!”. Gli uomini del re Doriut si posizionarono secondo gli ordini del re sulla torre più alta del castello per difendere il loro regno. Samuela, incuriosita da tutto quel frastuono, scese dal letto della sua cameretta, si accostò alla finestra e capì che nel breve di poco tempo si sarebbe scatenata una tumultuosa battaglia. “Non resterò qui con le mani in mano senza far niente, andrò anch’io a combattere, in fondo questo regno è anche mio e non lo lascerò nelle mani dei nemici; devo difendere la mia terra”. Samuela si cambiò d’abito e si vestì come un uomo, legò i suoi lunghi capelli neri, si procurò un’armatura e una spada e si mise al comando di un piccolo gruppo di soldati; avviandosi con spavalderia ed eleganza lungo il ponte levatoio disse: “Uomini, vi ordino di fare abbassare questo ponte levatoio, forza e coraggio, dobbiamo difendere il nostro regno, costi quel che costi”. All’improvviso arrivò il re che le intimò di fermarsi, ma Samuela gli rispose: “Padre, anch’io ho il mio preciso dovere di difendere questo regno, anche se sono una donna ho il coraggio di un uomo e saprò farmi valere, voglio che voi siate orgogliosi di me”. Il re rispose: “Figlia mia adorata, tu sei sempre stata il mio più grande orgoglio, sei la mia unica figlia, non devi dimostrarmi nulla, so che sei una ragazza leale e coraggiosa e so quanto amore provi per questo regno, lascia che me ne occupi io; in questo momento ho un preciso dovere da re”. Samuela, commossa per le parole del padre, ubbidì e si ritirò nella sua stanza. La battaglia era oramai iniziata, gli uomini si fronteggiavano con temerarietà e audacia. Il re Doriut e i suoi combatterono con tutto il loro coraggio ed eroismo. Finalmente, dopo tanti duelli, il re Doriut conquistò la vittoria sul regno Megaz e liberò il reame dagli nemici. Si alzò nell’aria un urlo di trionfo e l’eco di gioia si diffuse per tutto il regno.
Venne l’alba del giorno dopo e finalmente tornò a regnare la pace, si respirava la libertà. Samuela sentì in fondo al suo cuore che era arrivato il momento di cambiare e lasciare da parte quegli atteggiamenti poco femminili ed essere finalmente la dolce donna e sposa che i suoi genitori e tutto il regno desideravano!
E finalmente durante uno dei tanti ricevimenti a cui inizio a partecipare, più bella e radiosa che mai, conobbe un bellissimo cavaliere molto fiero che, colpito dal fulgore della sua bellezza, si innamorò pazzamente di lei. I due si sposarono in una cerimonia con più di mille invitati. Il regno Universus entrò nella storia per il coraggio e i sentimenti di un popolo che lottò per la propria libertà, quella libertà che illumina ora l’universo.
Che bella fiaba. Complimenti…una principessa coraggiosa , un po ribelle, ma alla fine saggia.