Scartoffie scorderecce

Mario Mantovani

Prefazione
Pastore tedesco
Miss Italia
Per funghi
Quando piove
Ho visto un ufo
Un barista
L’elefante
Il conto al conte
L’avvoltoio
Microonte
Il frate
L’Organo
Preside e bidella
Barracuda
Nel corso del Carso
Uranio Impoverito
Cibo per nani
Il cinghiale

Prefazione
Sono tra i molti che sostengono l’importanza di imparare le cose da piccolo. Lo dico spesso anche per giustificare la mia modesta abilità nel gioco degli scacchi; ho iniziato dopo i trent’anni…
Per quanto riguarda il leggere e lo scrivere, invece, ho imparato a sei anni o appena prima, essendo nato in dicembre. Poi, siccome i miei lettori hanno presumibilmente imparato alla stessa età, qui inizia la sfida, ad armi pari…
Certamente, io ho avuto qualche “input” (mi si passi il termine ipertecnologico, per chi non lo conosce; non è il nome di un animale) da mia zia Anna che mi ha insegnato a fare l’inchino e a recitare le poesie; Carducci, Pascoli, Leopardi, ecc.
Le mie poesie filastrocche scioglilingua nascono spesso nelle notti insonni di meteoropatico. Mi limito a giocare con le parole e può capitare che la poesia nasca da qualche frase che ho in mente (poi ci costruisco qualcosa attorno) oppure da un argomento di cui voglio trattare. Come coi “mattoncini”; a volte trovi un pezzo che ti piace e gli costruisci un oggetto attorno, a volte pensi all’oggetto poi usi quello stesso pezzo per costruirlo.
Scrivo saltuariamente da anni e, devo dire, ho sempre pensato che le mie creature (letterarie, letteralmente) appartenessero ad un mio mondo; come tale impenetrabile. Poi, col tempo, ho iniziato a divulgare i miei scritti ed a trovare persone interessate (disinteressate?). Insomma, ora vi invito nel mio mondo e mi aspetto solo di farvi sorridere.
Non mi piacciono le persone che si prendono troppo sul serio, li chiamo “seriomani”; loro sì che fanno ridere, magari involontariamente…Io amo parlare ai bambini ed alla parte bambina che è in tutti noi (con Umberto Eco condivido l’idea che frequentare giovani sia un vaccino contro la demenza senile).
Grazie al mio lavoro ed alla mia “attività scacchistica”, frequento spesso bambini. Tantissimi mi salutano per strada ed è una cosa bellissima. La felicità per il mio “ego poetico” è un bambino che mi chiede perché ho scritto “così e cosà…” o vuole risentire la mia storiella. Trovarmi in una classe a parlare delle cose che ho scritto è il mio sogno! Capitemi se vi dico che è stato bellissimo, a suo tempo, sentire un bimbo della materna chiedermi (dopo una settimana che non lo vedevo): Mario, hai ancora la pulce nell’orecchio?

Pastore tedesco
Un dì di villeggiatura
stando in mezzo alla calura
ero all’ombra sotto il fresco
mi colpì un pastor tedesco.
Seguivano dunque rispettivamente
un gatto ed un pastore protestante.
Ma che avrà mai da protestare
non ha guinzaglio né collare.
Che sia un pastor pastorizzato
da qualcuno abbandonato?
Ma che dico, oh disdetta?
Se ha persin la medaglietta!
Ha pure il numero di matricola
or si ferma, gira, e va all’edicola.
Allor così dovea finire
sta comprando l’Avvenire
ma l’avvenire è ognor di tutti
come il mare coi suoi flutti.

Miss Italia
Questa ragazza di nome Marina
maestra di canto e di dottrina
ha fatto concorsi e selezioni
sempre sorretta da forti ambizioni.
La sua perseveranza concorsuale
la portò in giro per lo stivale
era apprezzata per la cultura
per il fisico e per la statura
la sua costanza fu spesso premiata
a Roma, Milano e sul monte Amiata.
E miss Italia mai diventò
ma vinse alla tombola di Riccò.

Per funghi
Mi tocca celebrare in largo ed in lungo
l’arte di coloro che raccolgono qualche fungo.
Luoghi mai visti
sentieri impervi, nuvole minacciose
trappole ed imprevisti.
Scenari incantevoli, a volte paurosi
che celano miceti tosti e porosi.
Di questo io canto
ad appassionati e riottosi.
Fungo da cantore
dell’arte del raccoglitore.

Quando piove
Quando piove qui in montagna
Il turista assai si lagna,
ma non certo il sottoscritto
che invece si sta zitto.
Zitto e all’erta
S’incammina e va in trasferta,
va in cerca di miceti
sotto larici ed abeti
e nel bosco stai tranquillo
troverà qualche mirtillo.

Ho visto un ufo
Ho visto un ufo
grosso come un gufo
pesante come il tufo.
da lì è sceso un omino bufo
con un bel ciufo
era blu come un pufo
poi basta, sono stufo.

Un barista
Un barista
una bara ha vista,
dentro c’era un barone
che del gioco era artista.
Lui spesso giocava
ed a volte barava.

L’elefante
L’elefante
camminando su una barra,
barriva
e intanto scimiottava una scimmia
innamorata di uno scimpanzè
con la faccia proprio come te.

Il conto al conte
Dei seguenti fatti eccellenza
desidero metterLa a conoscenza:

del prezzo della crescenza
del vuoto della Sua credenza
del vuoto della Sua coscienza
del conto di Sua competenza
della sua inconsistenza.
Della mia presenza
del fatto che chiedo udienza
abusando della Sua pazienza.

L’avvoltoio
A volte l’avvoltoio si volta
e svolta sotto il voltone
cercando qualcosa da beccare
proprio come da copione.
Pallido come un becchino
spennacchiato, tarchiato e torchiato:
dal vecchio come dal bambino!!
Per lui ci vorrebbero i sindacati
per dargli pari dignità
con tutti gli altri alati
che svolazzan di qua e di là.
Ma questi uccelli più sfortunati
sono siffatti da madre natura
e lo disse il poeta di Recanati
per ricordaci che la vita è dura.

Microonte
Sappiamo che il microonte
era un animale distinto
e infatti si distingueva
dal dinosauro e dalla pantera.
Si distingueva da altri animali
perché usciva fuoco dalla sua bocca
non aveva corna, né ali
e di peli né aveva una ciocca
ma né coda né capo
era timido e sciapo.
Si muoveva d’istinto
e forse per questo si è estinto.

Il frate
Nella cella di clausura
Il frate avea problemi di statura.
Ciò che per il priore
era prioritario
era un grosso lampadario.
il frate questo lamentava
e di ciò recriminava.
“Le idee del frate son peregrine”
e lui con la testa rompea le lampadine
si izuccava dunque assai
le lampade essendogli fonte di guai.

L’Organo
Dall’alto dell’altare
l’organo sovrasta.
Non è donato
e non è da trapiantare.
Non è lesionato
e non è offeso.
Non è vivo ma è vitale
almeno la notte di Natale.
E per rispettare l’organigramma
a Gesù canta la ninna nanna.

Preside e bidella
Questa è la breve storiella
di una preside e d’una bidella.
Sole al sole
sulla rovente spiaggia.
La prima se la spassava
la seconda se la spazzava.

Barracuda
Nella mia vasca c’è un barracuda
che si mangia la carne cruda.
Se finisce il salame
non è un guaio.
Se sente i morsi della fame
telefona al macellaio.
Nessun problema per il contante
Lui paga tutto seduta stante.
E se il conto salato è parecchio
al fornitore mangia l’orecchio.
Nel corso del Carso
In sogno mi è apparso
e mi pareva assai scarso
era il fiume Carso
perlopiù laido ed arso.
O, almeno, così mi era parso.
Ero subito corso
avrei bevuto un sorso
perciò ero accorso
ma invocai soccorso.
Stava bevendo l’orso.

Uranio Impoverito
L’uranio sarà pure impoverito
ma mai come il sottoscritto
e non so se si era capito
che non posso pagar l’affitto.
E nessuno ha riguardo
per chi sta sotto il miliardo
ed io a conti fatti
tolto il mangiare per i gatti
con matematica operazione
praticamente sto sotto il milione.

Cibo per nani
Pollo oggi e pollo domani
questo è il cibo di noi nani
e mentre la notte è buia e tersa
e la luna è triste e persa
il povero nano andato a pesca
sogna il merluzzo e la platessa.
E mentre egli riflette e pensa
vede muovere la sua lenza
così, speranzoso, il nostro sobbalza
e s’accorge d’aver preso una calza.
Dunque aumenta ancor l’appetito
ed il nano è ancor più intirizzito
ma per finir bene questa novella
serve qualcosa a riempir le budella.
Ora la canna si muove e trema,
sembra al nostro che sia una balena
e invece, alla fin della tenzone
ha catturato un bello storione.

Il cinghiale
Capitò un giorno ad un cinghiale
stufo di tirare la cinghia
che per troppo digiuno stette male.
Così un giorno per pura scommessa
si mangiò una cinghia lessa.
E pensò: “C’è anche il caso che io muoia
e anziché tirar la cinghia tiri le cuoia!”.
La cinghialessa non approvò
e per sempre lo piantò.

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