Staccia Buratta

Se vi piace questa filastrocca, dovete ringraziare Andrea. E' una vecchia filastrocca tramandata dalla nonna Olga (1 novembre 2005).

Staccia buratta
Martin della gatta,
la gatta va al mulino
a fare il focaccino.
Suona mezzogiorno,
il pane è cotto al forno;
l’uva nel paniere,
il vino nel bicchiere.
Cieco venuto,
suonami l’imbuto,
suonamelo bene,
c’è un omin che viene;
viene da Roma,
porta una corona
d’oro e d’argento
che costa millecento.
Centocinquanta,
la pecora canta;
canta il gallo,
risponde la gallina;
donna Meneghina
si affaccia alla finestra
con tre corone in testa.
Passano tre fanti
con tre cavalli bianchi,
bianca la sella,
bianca la gonnella,
bianco il parasole,
viene un po’ di sole;
sole solicello,
l’acqua del fontanello;
mi ci cascò l’anello.
Pesca e ripesca
pescai un pesciolino
vestito di turchino.
Lo portai dalla mamma,
mi diede una frustata,
mi buttò sotto il letto.
Letto rifatto,
sotto c’era un gatto;
gatto in camicia
che scoppia dalle risa,
il cane per la via
buonasera signoria!

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