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	<title>drago Archives - I testi della tradizione di Filastrocche.it</title>
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	<description>Filastrocche, fiabe, canzoni e...</description>
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		<title>Il drago a tre teste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Pavetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 03:16:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[Fiabe dei 'Poeti in Erba']]></category>
		<category><![CDATA[drago]]></category>
		<category><![CDATA[fiaba]]></category>
		<category><![CDATA[Sanja Rotim]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tanto tempo fa c&#8217;era un paese i cui abitanti vivevano un periodo di paura e grande preoccupazione. Qualcuno li aveva informati che nelle colline che circondavano le loro abitazioni dimorava un drago a tre teste. Si diceva che, quando ruggiva, la terra tremava come se si trattasse di un terremoto vero e proprio. In più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="600" class="aligncenter wp-image-250142 size-full" title="Il drago a tre teste" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2025/04/Drago-a-tre-teste.jpeg" alt="Il drago a tre teste" srcset="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2025/04/Drago-a-tre-teste.jpeg 600w, https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2025/04/Drago-a-tre-teste-300x300.jpeg 300w, https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2025/04/Drago-a-tre-teste-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" />Tanto tempo fa c&#8217;era un paese i cui abitanti vivevano un periodo di paura e grande preoccupazione. Qualcuno li aveva informati che nelle colline che circondavano le loro abitazioni dimorava un drago a tre teste. Si diceva che, quando ruggiva, la terra tremava come se si trattasse di un terremoto vero e proprio. In più dalle sue tre bocche lanciava palle di fuoco appena qualcuno gli si avvicinava. Questo paese era avvolto nel mistero e nel terrore da quando era sparito il falegname. La moglie e i suoi due figli piccoli erano rimasti ad aspettare che tornasse a casa per tanti giorni. La sua sparizione era un fatto inspiegabile visto che era sempre stato molto attaccato alla sua famiglia. La gente insinuava che fosse stato ucciso dal drago oppure rapito dagli alieni.</p>
<p>La più spaventata di tutti forse era la principessa Alessandra. Aveva paura persino di uscire nel giardino della sua reggia. Il re, stanco e preoccupato per la situazione in cui era piombato il suo regno, decise di promulgare un bando in cui prometteva di dare in sposa sua figlia, la principessa Alessandra, a colui che fosse stato in grado di portare le spoglie del drago come prova della sua uccisione. In più a questa persona il re avrebbe regalato la metà del suo regno e dei suoi risparmi. La principessa Alessandra era amata da tutti e ammirata per la sua bellezza. Così tutti i giovani del paese decisero di tentare la fortuna e uccidere il drago. Si munirono di spade affilate e uno dopo l’altro cercarono di compiere questa impresa eroica. Ma non avevano il coraggio di avvicinarsi abbastanza al drago. Appena sentivano il suo ruggito, scappavano via di corsa. “Mi dispiace per la principessa, ma non voglio perdere la vita, è troppo rischioso”, commentavano così il loro fallimento.</p>
<p>In quel paese abitava anche un ragazzo di nome Ruggiero. Era bravo e educato, di corporatura esile. Suo padre faceva il pastore e lui lo aiutava sempre a portare al pascolo le pecore. Per questo motivo era sempre preso di mira dagli altri ragazzi. “Dove hai lasciato oggi le pecore?” lo prendevano in giro. Anche a Ruggiero come a tutti quanti piaceva molto la principessa Alessandra e decise che avrebbe tentato anche lui di eliminare il drago per poterla sposare. “Tu così magrolino vuoi sconfiggere il drago, ah, ah! Ti porti dietro anche le pecore? Pensi che la bella principessa sarebbe disposta a sposarti?” scherzavano gli altri ragazzi. Ma lui noncurante dei loro insulti decise di provare. Anche suo padre disapprovava. Aveva paura di perderlo, era troppo rischioso. “In fine dei conti posso sempre cambiare idea e tornare indietro come hanno fatto tutti gli altri” pensò.</p>
<p>Si munì di una spada e partì verso la collina da dove provenivano i ruggiti. Passando attraverso un bosco notò un lago strano con delle belle fanciulle vestite da principesse sedute sulla riva. “Ma io sono già passato di qua e non ho mai notato un lago “, disse a loro stupito. “Infatti, è la prima volta che siamo qui. Questo è il Lago delle Fate. Noi ci spostiamo in continuazione. Dove sei diretto?” gli chiesero le fate incuriosite. Così raccontò tutta la storia cercando di farsi coraggio. “Noi ti possiamo aiutare”, disse una delle fate. “E come? Avete qualche arma più potente di questa spada?” chiese speranzoso. “Sì. Ma devi lasciare qui la spada. Non ti servirà.”</p>
<p>“E quale è quest’arma?” “La gentilezza&#8221; La gentilezza?”, pensava di non aver sentito bene. “Sì, hai sentito bene, la gentilezza. Le cose non sono sempre come sembrano, ricordatelo&#8221;. Ruggiero confuso proseguì per la sua strada. Si girò, ma con stupore notò che non c’era più traccia di quel lago. “Forse mi sono inventato tutto”, pensò, “però non ho più in mano la mia spada.” Proseguì ripetendosi a voce alta le parole delle fate: “Lo sconfiggerai con la gentilezza. Le cose non sono sempre come sembrano”. Impaurito e pensieroso si avvicinò al drago. Era ancora abbastanza distante per poter fuggire in tempo. Il drago iniziò a ruggire e Ruggiero a tremare di paura. Si ripeteva in continuazione le parole delle fate. Si avvicinò ancora di più. Il drago era proprio spaventoso con quelle tre teste. Ma quegli occhi, gli sembrò di averli già visti da qualche parte.</p>
<p>“Ruggiero, sei tu?” gli chiese il drago. Ruggiero sobbalzò per lo stupore. “Tu mi conosci?” chiese incredulo. Ma subito dopo anche lui riconobbe quegli occhi. Erano del falegname del paese! “Signor Massimo, è lei?” chiese sbigottito. “Sì, ragazzo. Nessuno prima di te ha avuto il coraggio di avvicinarsi a me&#8221;. “Ma come è possibile che si è trasformato in questa orrenda creatura di cui tutti abbiamo paura?” fu curioso di sapere. “Ti racconterò tutto. Dimmi prima come stanno mia moglie e i miei figli” “Aspettano con impazienza il suo ritorno, signor Massimo&#8221;. Preferì non dire che piangevano tutti i giorni. “Mi sa che non tornerò mai”, disse tristemente. Una strega mi ha fatto un incantesimo. Non sapevo fosse una strega, pensavo semplicemente che fosse una signora anziana. Si era presentata in falegnameria e mi aveva chiesto di farle con urgenza una bacchetta. Le ho detto che l’avrei fatta appena finito il lavoro che stavo facendo in quel momento. Ma lei si infuriò. Così mi ha trasformato in questo drago a tre teste e detto che l’incantesimo si scioglierà nel momento in cui un’altra persona deliberatamente prenderà il mio posto. Ma chi vuoi che lo faccia? Rimarrò un drago a tre teste per l’eternità”, disse rassegnato. “Sono contento che almeno oggi ho potuto parlare con te. Quando piango mi escono questi ruggiti, non lo faccio apposta.” Ruggiero gli raccontò della situazione in paese e della promessa del re. Poi, pensando alla moglie e i bambini piccoli del falegname disse: “Signor Massimo, prenderò io il suo posto. Lei deve tornare a casa”.</p>
<p>In quello stesso istante le spoglie del drago a tre teste miracolosamente si trovarono in terra e Ruggiero si trovò davanti il falegname che iniziò a ringraziarlo mille volte. Gli disse che non era giusto perché lui era un ragazzo giovane, aveva tutta la vita davanti. Non avrebbe mai potuto ringraziarlo abbastanza. Aspettarono insieme la trasformazione del ragazzo, ma questa non avvenne. Aspettarono e aspettarono. Non sapevano che chi era passato per il Lago delle Fate rimaneva a vita immune agli incantesimi. Si convinsero che c’era qualcosa che non andava nella profezia della strega e felici ritornarono a casa trascinando le spoglie del drago.</p>
<p>Così Ruggiero sposò la principessa Alessandra che si innamorò subito della sua dolcezza e simpatia e il falegname tornò a casa. La gioia di tutti era immensa. Raccontarono che Ruggiero aveva ammazzato il drago che aveva preso in ostaggio il falegname. Gli altri giovanotti si vergognarono per come avevano trattato prima questo eroe. Nel paese tornò la serenità che regnava prima. Alla domanda con quale arma aveva sconfitto il drago Ruggiero rispondeva: “Con la gentilezza”. La vecchia strega si strappò i cappelli di rabbia. “È tutta colpa di quelle dannate fate”. E morì di rabbia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Drago Donato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Pavetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 03:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filastrocche]]></category>
		<category><![CDATA[Filastrocche dei "Poeti in Erba"]]></category>
		<category><![CDATA[drago]]></category>
		<category><![CDATA[filastrocca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’era una volta un drago per tutti era uno svago, si chiamava Donato e sputava zucchero filato; di lui nessuno aveva paura i bambini lo cercavano addirittura. Quando era nelle vicinanze si sentivano dolci fragranze. Non c’è che dire il suo aspetto faceva un certo effetto. Aveva due occhi di colore viola e un naso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2022/02/drago.png"><img decoding="async" width="640" height="422" class="aligncenter wp-image-239939 size-full" title="Il Drago Donato" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2022/02/drago.png" alt="Il Drago Donato" srcset="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2022/02/drago.png 640w, https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2022/02/drago-300x198.png 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a>C’era una volta un drago<br />
per tutti era uno svago,<br />
si chiamava Donato<br />
e sputava zucchero filato;<br />
di lui nessuno aveva paura<br />
i bambini lo cercavano addirittura.</p>
<p>Quando era nelle vicinanze<br />
si sentivano dolci fragranze.<br />
Non c’è che dire il suo aspetto<br />
faceva un certo effetto.<br />
Aveva due occhi di colore viola<br />
e un naso con una narice sola;</p>
<p>la sua pelle era tutta rugosa<br />
e la coda tinta di rosa.<br />
Cosa buffa erano le zampe<br />
sembravano proprio due gambe,<br />
infatti lui, tutte le mattine,<br />
infilava le sue belle scarpine;</p>
<p>ne aveva tante e tutte variopinte<br />
e, dello stesso colore, aveva le cinte.<br />
Era proprio vanitoso,<br />
ma anche molto dispettoso;<br />
ai bambini faceva mille scherzetti,<br />
si nascondeva dietro i muretti.</p>
<p>Poi d’un tratto schizzava fuori<br />
Facendo battere a mille i cuori.<br />
A volte però piangeva a dirotto<br />
Perché nessuno gli dava un biscotto;<br />
era un tipo originale,<br />
anzi direi (del tutto) eccezionale.<br />
Del paese era l’allegria<br />
perciò nessuno lo mandava via.</p>
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		<title>Un drago in casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Pavetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 04:13:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filastrocche]]></category>
		<category><![CDATA[Filastrocche d'Autore]]></category>
		<category><![CDATA[Corinne Albaut]]></category>
		<category><![CDATA[drago]]></category>
		<category><![CDATA[filastrocca]]></category>
		<category><![CDATA[filastrocche]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Leggiamo insieme: Un drago in casa di Corinne Albaut Avere un drago in casa non è poi tanto male, quando fa molto freddo, c&#8217;è un gelo invernale. Se gli tiri la coda diventa furioso, sputa fuoco e fiamme: è assai permaloso. Ma scalda bene i muri, tutto l&#8217;appartamento, e poi ti costa poco, puoi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h2><img decoding="async" width="550" height="707" class="aligncenter wp-image-148211" title="drago in casa" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/02/drago-550.jpg" alt="drago in casa" srcset="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/02/drago-550.jpg 550w, https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/02/drago-550-233x300.jpg 233w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" />Leggiamo insieme: <strong>Un drago in casa</strong> di Corinne Albaut</h2>
<p>Avere un drago in casa<br />
non è poi tanto male,<br />
quando fa molto freddo,<br />
c&#8217;è un gelo invernale.<br />
Se gli tiri la coda<br />
diventa furioso,<br />
sputa fuoco e fiamme:<br />
è assai permaloso.<br />
Ma scalda bene i muri,<br />
tutto l&#8217;appartamento,<br />
e poi ti costa poco,<br />
puoi esserne contento!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://corinne-albaut.fr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="99" class="alignnone wp-image-233187 size-full" title="Corinne Albaut" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2020/10/corinne-albaut-2.jpg" alt="Corinne Albaut"   /></a><br />
Per visitare il <a href="http://corinne-albaut.fr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>sito di Corinne Albaut, autrice di questa filastrocca, clicca qui</strong></a>!</p>
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		<title>Il drago dalle sette teste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2014 09:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiabe Tradizionali]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[drago]]></category>
		<category><![CDATA[fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[iFiabe]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[sette]]></category>
		<category><![CDATA[villaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’era una volta, in un paese lontano lontano, ai piedi di una montagna, un piccolo villaggio. Gli abitanti di questo paesino vivevano felici e sereni fin quando un giorno accadde qualcosa di terribile. Da allora gli abitanti vivevano nel terrore e nell’infelicità. Un giorno arrivarono in paese sette fratelli. Erano in viaggio per andare a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p ><a href="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2014/06/drago-sette-teste.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="726" height="688" class="aligncenter  wp-image-138965" title="drago dalle sette teste" alt="drago dalle sette teste" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2014/06/drago-sette-teste.jpg" srcset="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2014/06/drago-sette-teste.jpg 726w, https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2014/06/drago-sette-teste-300x284.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 726px) 100vw, 726px" /></a></p>
<p>C’era una volta, in un paese lontano lontano, ai piedi di una montagna, un piccolo villaggio. Gli abitanti di questo paesino vivevano felici e sereni fin quando un giorno accadde qualcosa di terribile. Da allora gli abitanti vivevano nel terrore e nell’infelicità.</p>
<p>Un giorno arrivarono in paese sette fratelli. Erano in viaggio per andare a trovare la loro nonna. Quando arrivarono trovarono il paesino mezzo deserto, porte e finestre erano chiuse. Bussarono, ma nessuno apriva le porte.</p>
<p>“Che strano, casa succede qui? – si chiese Ermanno, il più grande dei sette fratelli – come mai nessuno apre le porte? Eppure sono in casa, ho visto una tenda che si muoveva e laggiù ho visto una luce accesa”.</p>
<p>“Aprite, aprite, vogliamo solo un bicchiere d’acqua e qualcosa da mangiare”, urlò Alessio, il secondo fratello.<br />
A rispondere alle loro urla fu solo una vecchina, che si affacciò da una finestra: “Andate via ragazzi, date retta a me, scappate, scappate da questo villaggio”.<br />
“Ma perché, cos’è successo – chiese Ermanno – per favore nonnina ce lo dica!”.</p>
<p>“Cari ragazzi, anni fa è successa una cosa terribile, si è svegliato il drago della grotta che sta nella montagna. E’ un drago terribile e cattivissimo di nome Gennaro. Ha sette teste ed è impossibile da sconfiggere. Tanti uomini del villaggio hanno provato ad ucciderlo, ma appena gli tagliano una testa, quella ricresce. Siamo disperati! Molti sono fuggiti da qui. Il drago, infatti, pretende un bambino al mese”.</p>
<p>“Come? Mangia i bambini? – disse Alessio – ma è terribile!”<br />
“Sì, e quel che è peggio è che se non glieli portiamo distruggerà tutto il villaggio. Fuggite, finché potete”, disse la vecchina.<br />
“No, nonnina – dissero i fratelli in coro – Vogliamo aiutarvi”.<br />
E così i fratelli si misero in cammino verso la grotta di Gennaro.</p>
<p>“Allora vado prima io, sono il maggiore e sono sicuro di farcela – disse Ermanno – vedrete che tornerò vincitore”.<br />
Ermanno lottò come un leone contro le sette teste del drago, ma tornò dai fratelli stanco e spaventato.<br />
“E’ una creatura terribile, enorme e feroce”.<br />
“Non preoccuparti fratello – lo consolò Alessio – vado io, sono più grosso e robusto di te, vedrai che con i miei muscoli tornerò vincitore&#8221;.<br />
Ma anche Alessio tornò dopo poco, ferito, spaventato ed esausto.</p>
<p>“Provo io – disse Guido – sono il più piccolo, sono sveglio ed agile, vedrete che tornerò vincitore!”<br />
Ma nemmeno Guidò poté nulla contro Gennaro, il drago dalle sette teste.<br />
Ad uno ad uno i fratelli provarono ad uccidere la terribile creatura, ma tutti e sette tornarono sconfitti. Ogni volta che tagliavano una testa, zac! Quella ricresceva all’istante.</p>
<p>La nonnina allora gli disse: “Ragazzi miei, voi siete sette come le teste del drago: invece di andare a combattere uno alla volta, andate tutti insieme; ognuno tagli una testa, fatelo tutti insieme e vedrete che riuscirete ad ucciderlo. Ricordate che l’unione fa la forza!”.<br />
I sette fratelli si presero sotto braccio e marciarono verso la grotta. Sguainarono insieme le spade e zac, zac, zac, zac, zac, zac e zac! Le sette teste caddero tutte insieme e non appena toccarono terra, il drago Gennaro si dissolse in una nuvola di polvere.</p>
<p>I sette fratelli ce l’avevano fatta, gli abitanti del villaggio li festeggiarono con canti, balli e dolci. E, secondo me, stanno ancora festeggiando adesso!</p>
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		<title>Lo zingaro e il drago</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2013 10:35:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[Fiabe d'Autore]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Melis]]></category>
		<category><![CDATA[drago]]></category>
		<category><![CDATA[fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[zingare]]></category>
		<category><![CDATA[zingaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta e ora non c&#8217;è più, un villaggio di contadini con centoundici case ma con un solo abitante. Tutti gli altri se li era mangiati un Drago che aveva preso a bazzicare da quelle parti. E siccome era un Drago buongustaio, prima aveva mangiato i bambini paffutelli, poi quelli mingherlini, poi le ragazze [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta e ora non c&#8217;è più, un villaggio di contadini con centoundici case ma con un solo abitante. Tutti gli altri se li era mangiati un Drago che aveva preso a bazzicare da quelle parti. E siccome era un Drago buongustaio, prima aveva mangiato i bambini paffutelli, poi quelli mingherlini, poi le ragazze né troppo grasse né troppo magre (una vera manna per i draghi buongustai che le mettono in salamoia nelle notti di luna piena), dopo ancora gli uomini sotto i quaranta e di tutti gli altri aveva fatto marmellate, intingoli, ragù, conserve e salamini affumicati.<br />
L&#8217;ultimo abitante del villaggio, un vecchio rinsecchito e curvo come un olivastro piegato dal vento, era stato invece risparmiato dal Drago. Fu proprio lui, il vecchio, non il Drago, che in una bella mattina di primavera vide arrivare nel villaggio un magnifico cavaliere in groppa a un possente cavallo. Be&#8217;, non era proprio un magnifico cavaliere in groppa a un possente cavallo. Era solo uno zingaro alto un tappo di bottiglia e un palmo in groppa a un asino spelacchiato e dalle zampe tozze.<br />
Ma siccome il vecchio ci vedeva meno di una talpa cieca e senza occhiali lo accolse con tutti gli onori del caso.<br />
&#8211; Era ora &#8211; disse &#8211; che un prode cavaliere venisse a vendicare i poveretti uccisi da quel maledetto Drago!<br />
Prima ancora che lo zingaro smontasse dal suo asino gli raccontò così e cosà della sua povera moglie, dei suoi due figli, dei suoi quattro nipoti e dei suoi otto pronipoti finiti chi nella pancia del Drago, chi nella sua dispensa sotto forma di marmellate, intingoli, ragù, conserve e salamini affumicati. A sentirlo parlare in quel modo, allo zingaro, venne una gran voglia di darsela a gambe. Ma siccome aveva anche una gran fame (non grande come quella del Drago ma nemmeno tanto più piccola), fece due più due quattro e chiese al vecchio se avesse qualcosa da mettere sotto i denti.<br />
&#8211; Sono un po&#8217; stanco per il lungo viaggio &#8211; disse &#8211; e ho bisogno di rimettermi in  forze, prima di affrontare la battaglia. Se mi dai un po&#8217; di pane e mezza forma di ricotta, lo concerò di sicuro per le feste, il tuo Drago. Si fosse morsicato la lingua, il prode cavaliere, prima di dire quelle parole!<br />
Perché il Drago, che aveva l&#8217;udito fino, non ci pensò due volte a lasciare la comoda dimora che aveva costruito in cima alla montagna lì vicina, per venire a vedere chi era quello sbruffone che voleva sfidarlo in battaglia. Lo zingaro così non fece in tempo a mettersi in bocca neppure un pezzetto di pane, che si ritrovò davanti quell&#8217;essere mostruoso, con tanto di artigli, scaglie, code a<br />
pungiglione, narici fiammeggianti e tutto il solito armamentario che un drago si porta dietro quando sente puzza battaglia.<br />
&#8211; Saresti tu, soldo di cacio, il temerario che vuole sfidarmi? &#8211; chiese il Drago allo zingaro, con un ghigno in bocca per niente bello a vedersi.<br />
&#8211; Credi forse di essere più forte di me?<br />
Lo zingaro, vista la mala parata, capì che in mancanza di muscoli doveva usare il cervello.<br />
&#8211; Certo! &#8211; rispose. &#8211; E sono così arrabbiato che non so cosa potrei fare, con queste mani!<br />
&#8211; Con quelle mani? &#8211; si stupì il Drago. &#8211; Di certo non riusciresti a fare ciò che ora farò io&#8230;<br />
Afferrò con i suoi artigli una grossa pietra e stringendola la ridusse in polvere e frantumi.<br />
&#8211; Tutto qui? &#8211; borbottò lo zingaro. &#8211; Mi sarei aspettato qualcosa di più da un Drago grande e grosso come te. Io dalle pietre faccio sgorgare l&#8217;acqua!<br />
Lo zingaro sollevò la mezza forma di ricotta e la strinse facendone sgorgare tutto il siero.<br />
Di fronte a quella straordinaria forza della natura il Drago si ammutolì. Perché anche se non tutti lo sanno, sotto sotto, i Draghi, non sono mica tanto coraggiosi. Non almeno davanti a un diavolo di zingaro che riesce a far sgorgare l&#8217;acqua dalle pietre. Così ora venne il suo turno, di fare due più due quattro.<br />
&#8211; Per le narici fiammeggianti di mio bisnonno! Tu sei forte quanto me &#8211; convenne. &#8211;<br />
Perciò da questo momento diventeremo fratelli. Io sarò il fratello minore e tu sarai il fratello maggiore.<br />
Detto questo il Drago si caricò sulla groppa lo zingaro e il suo asino e li condusse in volo sino alla sua dimora in cima alla montagna.<br />
&#8211; Mentre io accendo il fuoco &#8211; disse il Drago al fratello maggiore &#8211; tu vai nel recinto dei buoi, scegli il più grosso, caricatelo sulle spalle e portalo qui per la cena.<br />
Lo zingaro si diresse verso il recinto dei buoi e il Drago, quando vide che non si decideva a tornare, lo raggiunse e lo trovò indaffarato a legare con una grossa fune tutti i buoi della mandria.<br />
&#8211; Cosa fai? &#8211; gli chiese un po&#8217; stupito.<br />
&#8211; Cosa faccio fratellino? &#8211; rispose lo zingaro. &#8211; Lego una cinquantina di capi e me li carico sulla schiena tutti in una volta, ci basteranno almeno per un mese&#8230;<br />
&#8220;Accidenti che tipo!&#8221;, pensò il Drago. E dopo averlo pregato di lasciar perdere prese lui un bue, lo portò dentro casa, lo scuoiò e lo infilzò con lo spiedo.<br />
&#8211; Per favore &#8211; chiese ancora allo zingaro &#8211; mentre la cena cuoce vai nel bosco, prendi una quercia bella grossa, caricatela sulla schiena e portala qui, perché la provvista di legna forse non basterà.<br />
Ma aspetta aspetta, quando vide che lo zingaro non si decideva a tornare, il Drago lo raggiunse nel bosco e lo trovò indaffarato a legare le querce l&#8217;una all&#8217;altra con una grossa fune.<br />
&#8211; Cosa fai? &#8211; chiese ancora una volta.<br />
&#8211; Cosa faccio fratellino? &#8211; fece finta di stupirsi lo zingaro. &#8211; Lego tutto il bosco e me lo carico sulle spalle, così la provvista di legna ci basterà almeno per un mese&#8230;<br />
&#8220;Per la miseria!&#8221;, pensò ancora una volta il Drago, &#8220;Non ho mai conosciuto un uomo così forte!&#8221;.<br />
E dopo averlo supplicato di lasciar perdere sradicò lui stesso una grossa quercia, la portò a casa e con qualche colpo ben assestato ne fece tanti ciocchi pronti a bruciare nel fuoco.<br />
&#8211; Ti prego &#8211; disse ancora allo zingaro &#8211; mentre la cena cuoce vai al pozzo e porta un po&#8217; d&#8217;acqua.<br />
Così dicendo gli fece cenno di prendere la pelle del bue appena scuoiato, perché lui la usasse come otre.<br />
Ancora una volta lo zingaro, che riusciva a malapena a sollevare la pelle del bue vuota figuriamoci piena, fece di testa sua e con una grossa fune cominciò a legare il pozzo.<br />
&#8211; Cosa fai ancora? &#8211; gli chiese il Drago dopo averlo raggiunto.<br />
&#8211; Lego il pozzo e me lo carico sulle spalle, fratellino, così avremo una provvista d&#8217;acqua che durerà per sempre.<br />
&#8211; Ti prego, lascia perdere &#8211; lo supplicò il Drago. E riempita d&#8217;acqua la pelle del bue la portò lui stesso dentro casa e servì la cena.<br />
Lo zingaro però, per tutta la cena, non fece altro che sospirare e mangiò appena un tocco di carne.<br />
&#8211; Cosa ti preoccupa, fratello mio? &#8211; gli chiese il Drago.<br />
&#8211; Cosa mi preoccupa? &#8211; fece di rimando lo zingaro. &#8211; Mi preoccupa che non ti va bene niente, di quello che faccio. Ho una gran voglia di tornare a casa a vedere i miei figli, invece di stare a perdere tempo qui con te!<br />
Il Drago ci pensò un po&#8217; su e decise che era meglio non contrariare un uomo così forte da volersi caricare sulle spalle un&#8217;intera mandria di buoi, un bosco di querce e un pozzo.<br />
Perciò prese di nuovo sulla groppa lo zingaro e il suo asino spelacchiato e li portò sino a una piccola radura, nella quale spiccava una sola tenda storta e malmessa, dalla quale subito uscirono cinque o sei bambini.<br />
&#8211; Che bello! Che bello! &#8211; esultarono tutti insieme. &#8211; Papà ci ha portato un Drago!<br />
&#8211; Come mai sono così contenti di vedermi? &#8211; si meravigliò ancora una volta il Drago.<br />
&#8211; Cosa vuoi fratellino &#8211; sospirò lo zingaro. &#8211; Sono bambini sani e hanno sempre un grande appetito. Ho paura che credano che ti abbia portato qui per la colazione di domattina.<br />
&#8211; Per la colazione di domattina?<br />
&#8211; Sì, fratellino. Credono che sia tu, la loro colazione&#8230;<br />
Fu così che il Drago della Montagna, dopo aver fatto due più due quattro, in quattro e quattro otto spiccò in volo con quanta forza aveva nelle ali e fuggì da quei pazzi che per colazione mangiavano draghi. Per sicurezza abbandonò anche la sua dimora sulla montagna e si trasferì da un&#8217;altra parte del mondo. E chi lo conobbe giura che sino a quando visse si tenne alla larga da tutti gli zingari. Specialmente da quelli alti un tappo di bottiglia e un palmo ma con un cervello fino.</p>
<p><em><strong>(per gentile concessione della <a title="Casa Editrice Condaghes" href="http://www.condaghes.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Casa editrice Condaghes)</a></strong></em></p>
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