Un giorno alle Haway

Jolanda Colombini Monti - Illustrazioni di Mariapia (Maria Pia Franzoni Tomba) - Editrice Piccoli - Milano

Se vi piace questa filastrocca, dovete ringraziare Stefano che ci ha inviato le immagini e il testo (16 febbraio 2026).

Un giorno alle Haway

Leggiamo insieme: Un giorno alle Haway di Jolanda Colombini Monti – Illustrazioni di Mariapia (Maria Pia Franzoni Tomba) – Editrice Piccoli – Milano

A lontano, ignoto suolo,
in un limpido mattino,
navigando solo solo
giunge e approda Robertino.

“Bianco Amico, benvenuto!
Sente dire appena arriva,
io son Todo e Ti saluto!”.
“Io son Toda. Salve! Evviva!”.

Sole, azzurro, palme, fiori.
“Dove sono?”. “Nelle Haway!
Scendi Amico! Feste, onori,
in quest’isola tu avrai!”.

Un giorno alle Haway

L’indomani, lungo il fiume
i tre vanno a passeggiare:
Todo ha un piccolo costume
bianco rosso per nuotare.

Va leggera la barchetta.
Ride un pesce in modo buffo.
Dice Todo: “Amico, aspetta,
ora vedrai che faccio un tuffo!”.

Toda rema quieta quieta.
Fà Roberto nel buttare
dentro all’acqua una moneta:
“La sapresti ritrovare?”.

Un giorno alle Haway

Sotto l’acqua Todo scende
giù… giù… giù.. Quale prodezza!
La moneta in bocca prende
poi risale con sveltezza.

Ma che pesce mai è quello
che s’avanza minaccioso?
Todo afferra il suo coltello
e lo affronta coraggioso.

Sotto il mostro all’improvviso,
agilissimo si lancia:
con un colpo assai preciso
zim e zam lo buca in pancia!

Un giorno alle Haway

Mentre il sole i monti indora,
dan! il gong al pranzo chiama
Mezzogiorno! È questa l’ora
che lo stomaco reclama.

Robertino sente gioia.
Sarà il pranzo una sorpresa?
Sul terreno c’è una stuoia
per tovaglia, già distesa.

Cika, scimmia cameriera,
nel suo bianco grembiulino,
tutta garbo e bella cera
serve pesce al signorino.

Un giorno alle Haway

A buon cibo si fa festa.
Poi all’ombra d’una palma
i tre godono la siesta
in frescura, quiete e calma.

Sonno, sonno, dolce incanto
porta sogni belli e buoni!
Ma che fà la Cika intanto,
di nascosto dai padroni?

Ella trama uno scherzetto
e qualcosa lesta acchiappa!
Come dorme il bel terzetto
mentre Cika, svelta, scappa!

Un giorno alle Haway

Todo vedel Come un lampo
corre dietro alla scimmietta
che agilmente trova scampo
d’un palmizio sulla vetta.

“Roba d’altri, non toccare!
Ora Cika, presto, scendi!
Via, non farmi più arrabbiare
altrimenti, veh! le prendi!”.

Ma la scimmia, che burlona!,
li fotografa dall’alto.
“Basta, Cika! Su, sii buona!
Obbedisci con un salto!”.

Un giorno alle Haway

Scende il sole. Lentamente
vien la sera su ogni cosa.
Nel tramonto, dolcemente,
si colora il cielo in rosa.

Toda al canto s’abbandona.
Robertino le fà coro.
L’ukulele Todo suona.
Canta Cika insieme a loro.

Cosa canta? “Uilì Uilai”.
Questa è l’isola d’incanto.
Sotto il cielo delle Haway
trovi fiori, amici, e canto!

Un giorno alle Haway

Quando annotta, nel chiarore
della luna o delle stelle,
per quell’ospite d’onore
Toda intreccia danze belle.

Cika brava ad imitare
ciò che vede, ora si mette
essa pure a folleggiare
sollevando le gambette.

“Quanto, quanto mi diverto
in sì allegra compagnia!”,
sta pensando il buon Roberto,
“non vorrei andar più via!”.

Un giorno alle Haway

Tutto, ahimé, deve finire!
Anche ciò che è bello assai!
Giunto è il giorno di partire:
“Addio isola d’Haway!”.

Toda un nodo in gola sente
nel momento del commiato:
“Tornerai?”. “Sì, certamente!”,
fà Roberto emozionato.

“Furon ore ben felici
che passammo tutti e tre.
Per ricordo, cari amici,
porto Cika via con me!”.

Un giorno alle Haway

 

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