Zia Camilla

Renzo Pezzani

Tratta da: Innocenza - Società Editrice Internazionale (1950)



Zia Camilla

Leggiamo insieme: Zia Camilla di Renzo Pezzani

Non tornerà la vecchia zia Camilla
in questo suo tinello
dove il pendolo è fermo e il grosso uccello
parlante, inmmoto tace;
e nell’ombra la pace
siede sulla poltrona
e coi tarli ragiona
del tempo che fu bello.

In questo giardinetto
di vecchie cose smunte,
di fior di seta fina,
zia Camilla non era
che una farfalla nera,
una vecchia bambina
rimasta all’alfabeto,
un cuore senza spina.

Forse quand’era sola
giocava come a scuola
tra ombre, ombra felice.
Eccola, in quel ritratto,
un po’ rigida e buffa,
nella grande cornice
di velluto verdino,
un muschio di giardino
che sente odor di muffa.

Lieto è il cielo del fondo,
a nuvolette erranti.
Ella è fuori del mondo
ella è fuori del tempo.

Il velo a in capo, il libro
nido di preci e canti,
nella mano sottile.
Chiamata all’improvviso
forse risponderebbe
con quella fresca voce
che fu sua soltanto,
incrinata d’un pianto
rassegnato, dimesso.

La lagrima serena
del suo dolore segreto,
sul viso, un vecchio gesso,
spunterebbe così,
d’un attimo bevuta
come la stilla muta
dall’arsura d’un greto.

Così, senza un bisbiglio,
dimenticando tutto
vestita del suo lutto
partì la vecchia zia,
sola, sopra il naviglio
della tappezzeria.

 

Innocenza

 

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