Arlecchino

Arlecchino

Arlecchino: storia e origini della celebre maschera bergamasca

Arlecchino è forse la maschera più famosa della Commedia dell’Arte.

Secondo la tradizione Arlecchino nasce in un quartiere povero di Bergamo, indossa un bellissimo costume colorato: giacca e pantaloni aderenti, con triangoli rossi, verdi, gialli, azzurri disposti a losanghe, completato da una mascherina nera, ai piedi delle scarpe con un grande fiocco e in testa un cappello di feltro decorato con un codino di coniglio.

Ha un carattere vivace: inizialmente era il tipo del servo sciocco, in seguito è diventato più astuto, sempre pronto a trarre in inganno e a fare dispetti.

Arlecchino ne combina di tutti i colori. Spesso finisce nei guai e la sua preoccupazione principale è la ricerca incessante di cibo: è sempre affamato! Si muove saltellando, fa piroette, inchini e capriole, inciampa e cade. A volte è complice del suo padrone – di solito avido e taccagno -, altre volte invece cerca di imbrogliarlo. Si dispera facilmente, ma sa anche consolarsi in fretta.

In mano ha un bastone di legno, il “batocio” che un tempo veniva utilizzato per girare la polenta e per condurre le mandrie al pascolo, che gli serve per darle e prenderle nelle liti in cui si imbatte.

Arlecchino è una maschera brillante e simpatica, si esprime con una voce stridula e canticchia invece di parlare.
Ne combina di tutti i colori, proprio come il suo costume!

 

Arlecchino nei versi tratti da Maschere di Domenico Volpi (Clicca qui per leggere il testo completo della filastrocca)

Sono una maschera multicolore
di professione fo’ il servitore.
Mia prima origine fu bergamasca,
ma non avendo mai un soldo in tasca
vissi a Venezia come emigrante.
Son litigioso, furbo, intrigante,
ma sono il principe dei birichini!

Arlecchino

Curiosità su Arlecchino

Un tempo il costume di Arlecchino era completamente bianco, come quello di Pulcinella. Poi a furia di rattoppi – Arlecchino è così povero da non avere stoffe di ugual colore – si trasforma nel variopinto costume che tutti oggi noi conosciamo, dai colori vivaci e brillanti.

Testo di Ilaria Pavetto

 

Scopri la storia e le origini delle altre maschere della Commedia dell’Arte:

 

Note sulle immagini:

Immagine 1: Tratta da: “Carnevale con Frate Indovino. Le maschere della Commedia dell’Arte e il Teatrino 3D da montare”, suppl. al n. 1 del 2015 del periodico mensile Frate Indovino, Edizioni Frate Indovino. Illustrazioni: Maestro Severino Baraldi

Immagine 2: Tratta da: “Maschere, Favole, Costumi, Personaggi” – Editrice MAP – Roma- Anni ’50, pubblicata online dal Prof. U. Bartocci

 

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Buon Carnevale a tutti!

 

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Un commento su “Arlecchino”

  1. maurizio tasso says:

    Lo Zanni è nato a Oneta ,una piccola frazione di San Giovanni Bianco in valle brembana.

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