Il coniglio e le nuvole gentili

coniglio
Il coniglio e le nuvole gentili

di Sofia Gallo
Illustrazioni di Alessandra d’Este
Gachen
1997

Originale del testo pubblicato in lingua giapponese

Nella fattoria faceva un gran caldo. Non cadeva una goccia d’acqua da più di un mese. Tutti gli animali si lamentavano.
“Bisogna far qualcosa”, diceva il Cavallo.
“Hai ragione”, rispondeva la Mucca.
“Non si può resistere”, bofonchiava il Maiale.
“Mi è passato l’appetito”, protestava l’Oca.
“Il mio pelo si rovinerà”, singhiozzava la Gatta.
“Andremo arrosto prima del tempo”, piagnucolava mamma Chioccia.
Un giorno finalmente videro una nuvola in cielo.
“Evviva! – gridò il Coniglio – Bisogna fermarla sopra la fattoria!”
“Sei impazzito? – esclamarono in coro gli animali – Fermare una nuvola!?”
E tutti scoppiarono a ridere.
Il Coniglio svelto prese una lunga corda, salì sul tetto della fattoria e si arrampicò sul comignolo.
“Nuvoletta – iniziò a gridare – nuvoletta, avvicinati, fermati con noi”
La nuvola, vedendo il Coniglio aggrappato al comignolo e tutti gli animali a testa in su, sorrise divertita e si abbassò.
“Prendi la corda, afferrati stretta”, disse il Coniglio e riuscì a legare la nuvola al comignolo della fattoria.
Gli animali ebbero un po’ d’ombra e respirarono felici.
Ma la nuvola da sola si annoiava. Vide un’altra nuvola e la chiamò. Le tese una mano, l’afferrò e la legò vicino a sé.
Così ci furono 2 nuvole sopra la fattoria.
Poi passò un nuvola grande, vide le due nuvole legate, si incuriosì e si fermò a chiacchierare.
Così ci furono 3 nuvole sopra la fattoria.
La nuvola grande viaggiava con due amiche. Anch’esse si presero per mano e si legarono alle altre nuvole.
Così ci furono 4 e poi 5 nuvole sopra la fattoria.
Gli animali felici di tanta ombra e tanto fresco si misero a suonare e cantare in mezzo al cortile per divertire le nuvolette.
La musica e i canti si fecero sentire in alto nel cielo.
Li sentì anche un nuvolone nero nero che viaggiava in compagnia di quattro figlioli che erano neri neri, torvi e di pessimo umore come lui. Incuriositi si avvicinarono alla fattoria.
Il Coniglio preoccupato salì sul tetto.
“Lasciateli passare – gridò – sono troppi e troppo tristi. La nostra musica è per nuvole leggere e sorridenti”.
Ma le nuvolette non lo ascoltarono. Ciascuna allungò un braccio, afferrò una nuvola nera nera e la legò a sé.
Così le nuvole ancorate al comignolo della fattoria furono 6, poi 7, poi 8, poi 9 e infine 10.
Allora cominciarono a litigare. Alcune si divincolavano e discutevano, altre volevano andarsene, ma non riuscivano a slegarsi.
Il Coniglio si sbracciava, tirava e mollava la sua fune.
Gli animali smisero di cantare e posarono i loro strumenti in mezzo all’ aia.
Le nuvole divennero tristi. Si misero a piangere e sull’aia iniziò a piovere.
Piovve per giorni. Piovve così tanto che il cortile fu coperto di fango. Gli animali ebbero freddo e dovettero cercare un riparo.
Il Coniglio, bagnato e tremante, continuò a lottare con la fune in cima al tetto, e finalmente con grandi sforzi riuscì a sganciarla dal camino.
Le nuvole furono libere di alzarsi in cielo, ma volarono via legate tutte 10 insieme e portarono la pioggia dovunque andarono.
Sulla fattoria ritornò il sole e asciugò gli animali infreddoliti.
Essi non protestarono più per il caldo e non diedero più retta al Coniglio ingegnoso.

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