Non siamo angeli
- Autore:
- Guia Risari
- Illustratore:
- Alicia Baladan
- Categoria:
- Libri
- Sottocategoria:
- Recensioni
- Fascia d'età:
- da 5 a 7 anni
- Recensito da:
- Ilaria Pavetto
Una storia sulla diversità e sull’unicità: per fortuna non siamo tutti uguali!
Un libro dedicato a tanti bambini unici e diversissimi, come è bello che sia. Ma perché c’è l’idea che ognuno di noi – non importa a quale età – debba uniformarsi a stereotipi e idee preconcette?
Guia Risari ci stupisce ancora una volta con il suo ultimo libro, fresco di stampa, una sorta di catalogo illustrato di bambini e bambine, una carrellata bellissima e variopinta di tanti caratteri, ognuno alla sua maniera e con le sue espressioni. Perché così deve essere.
«L’altro giorno, un signore si è chinato sulla culla del mio fratellino, ha sorriso e ha esclamato: “È proprio un angioletto!”. “Sono tutti angioletti” gli ha risposto mio papà. Evidentemente si era dimenticato di quando gli avevo riempito le pantofole di pongo e avevo usato la sua pipa per far le bolle di sapone». Così si legge nelle prime righe.
Una storia sulla diversità e sull’unicità per dare valore e sottolineare anche ogni irrequietezza e stranezza di queste piccole pesti, ritratte in modo essenziale e preciso attraverso le parole dell’autrice, come sempre centrate, essenziali e pertinenti e le belle illustrazioni di Alicia Baladan, pulite ed espressive.
Tanti affreschi, da cui traspaiono colori e sfumature propri, “strani” a modo loro, ma accomunati dal nascondere sotto sotto una passione, un’inclinazione, un interesse. Bambini e bambine felici di non essere angeli, con particolari “super poteri”, ognuno alla ricerca della propria strada.
Laura, Marina, Guido e tanti altri: in loro c’è ogni bambino del mondo e il bambino che, ci auguriamo, sia ancora vivo in ogni adulto.
Per conoscere di più le autrici:

«L’altro giorno, un signore si è chinato sulla culla del mio fratellino, ha sorriso e ha esclamato: “È proprio un angioletto!”. “Sono tutti angioletti” gli ha risposto mio papà. Evidentemente si era dimenticato di quando gli avevo riempito le pantofole di pongo e avevo usato la sua pipa per far le bolle di sapone». Così si legge nelle prime righe.
Tanti affreschi, da cui traspaiono colori e sfumature propri, “strani” a modo loro, ma accomunati dal nascondere sotto sotto una passione, un’inclinazione, un interesse. Bambini e bambine felici di non essere angeli, con particolari “super poteri”, ognuno alla ricerca della propria strada.