Ho sceso milioni di scale

Eugenio Montale



Ho sceso milioni di scaleLeggiamo insieme: Ho sceso milioni di scale di Eugenio Montale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora; né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi, forse, si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

 

Parafrasi di Ho sceso milioni di scale di Eugenio Montale

Ho affrontato, sostenendomi a te, tante situazioni difficili
e ora che non ci sei sento un vuoto in ogni situazione avversa.

Nonostante tutto è stato breve il nostro percorso di vita.
Il mio dura tutt’ora e non mi occorrono più
le coincidenze, le prenotazioni
gli ostacoli e le delusioni di chi crede
che ciò che si vede sia il vero.

Ho affrontato molte situazioni difficili sostenendomi a te
non perché in due si vede meglio (nel senso: non perchè la vita si affronta meglio se non si è soli, perché insieme si è più forti).

Le ho affrontate con te perché sapevo che di noi due
l’unica persona con una buona “vista”, sebbene tu fossi gravemente miope,
eri tu.

 

Note sulla poesia: Ho sceso milioni di scale di Eugenio Montale

La poesia Ho sceso milioni di scale di Eugenio Montale è stata composta nel 1967, in ricordo dell’amatissima moglie del poeta: Drusilla Tanzi.

In un nostalgico e affettuoso dialogo con la moglie oramai defunta, il poeta ricorda la vita insieme, tutti milioni di scale scesi tenendosi per mano. Le scale possono significare le avversità della vita, ma anche solo segnalare la quantità di strada percorsa insieme, a braccetto…

La vita del poeta continua, nonostante la perdita di Drusilla. Ma Montale si sente solo. Ha oramai capito che tutte le urgenze della vita sono futili e non gli attribuisce più troppa importanza.

Montale conclude dicendo che Drusilla, sebbene fosse molto miope, questa futilità della vita l’aveva già ben compresa e proprio per questo motivo il poeta scendeva le scale della vita insieme a lei, affidandolesi fiducioso.

 

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