Mio nonno

Ecco la composizione di Marika della classe V A della scuola elementare "Rio de Janeiro" di Roma (8 ottobre 2002).



Mio nonno è malato…
Vive solo con la figlia Antonietta che lo aiuta, ma si sente solo lo stesso.
Ogni mattina, si sveglia alle cinque, a causa dei vari incubi che lo assalgono durante tutta la notte.
Quando si sveglia, cerca di riaddormentarsi, ma quando chiude gli occhi, rivede quei brutti episodi vissuti prima, nella notte.
Antonietta, la figlia, dorme e non si accorge di nulla…
Il nonno, intanto, soffre…ha paura che quei fatti successi nel mondo dei sogni possano influenzare la sua vita nella realtà.
Mentre è triste, pensa alla moglie…una signora anziana, ancora vivace, a cui voleva tanto bene. Sperava di tenerla vicina per tanto tempo, invece, ora, si ritrova solo, nella sua camera, sul letto, a osservare la foto della moglie.
Gli sembra che il tempo non passi mai, ma intanto è passata un’ora.
La figlia Antonietta dorme tranquilla…
Non c’è scampo per il nonno: la figlia non si sveglia prima delle otto.
Il nonno, però, immagina Antonietta distesa sul letto, immersa nel mondo dei sogni fantastici.
Con questa visione, si riempie di felicità, si addormenta con il sorriso sulle labbra ed entra anche lui nello stesso magnifico mondo dei sogni.
Alle ore otto, suona la sveglia del mattino e la figlia corre nella camera del padre per dargli un “Buongiorno” pieno di felicità.

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