La tomba del Busento

Giosuè Carducci

tomba del Busento

Leggiamo insieme: La tomba del Busento di Giosuè Carducci

Cupi a notte canti suonano
da Cosenza su ’l Busento,
cupo il fiume gli rimormora
dal suo gorgo sonnolento.

Su e giù pe ’l fiume passano
e ripassano ombre lente:
Alarico i Goti piangono,
il gran morto di lor gente.

Ahi sí presto e da la patria
cosí lungi avrà il riposo,
mentre ancor bionda per gli òmeri
va la chioma al poderoso!

Del Busento ecco si schierano
su le sponde i Goti a pruova,
e dal corso usato il piegano
dischiudendo una via nuova.

Dove l’onde pria muggivano,
cavan, cavano la terra;
e profondo il corpo calano,
a cavallo, armato in guerra.

Lui di terra anche ricoprono
e gli arnesi d’òr lucenti;
de l’eroe crescan su l’umida
fossa l’erbe de i torrenti!

Poi, ridotto a i noti tramiti,
il Busento lasciò l’onde
per l’antico letto valide
spumeggiar tra le due sponde.

Cantò allora un coro d’uomini:
“Dormi, o re, ne la tua gloria!
Man romana mai non víoli
la tua tomba e la memoria!”.

Cantò, e lungo il canto udivasi
per le schiere gote errare:
recal tu, Busento rapido,
recal tu da mare a mare.

 

Cenni storici:
Questa poesia è la traduzione di un testo del poeta tedesco August von Platen dal titolo: Das Grab im Busento.
La poesia racconta la leggenda della morte di Alarico, Re dei Visigoti.
Dopo la conquista di Roma nel 410, i Visigoti proseguirono verso l’Italia del sud.
Durante il viaggio morì, presumibilmente per febbri malariche, Alarico che chiese di essere sepolto nel letto del fiume Busento.
I Visigoti deviarono allora il corso del fiume, vi seppellirono il Re con le sue armi, il suo cavallo e il suo tesoro.
Poi ripristinarono il fiume nel suo letto e le acque ripresero il loro corso naturale.
Gli schiavi che furono utilizzati per scavare la tomba furono tutti uccisi perché non rivelassero mai il segreto della sepoltura.

Per leggere il testo in tedesco di: La tomba nel Busento (Das Grab im Busento), clicca qui!

 

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